l'immenso
soffio gelido dell'inverno.
Agli occhi
una tela di nuvole grigie
la Domenica pomeriggio.
Conchiglie stremate
dai marosi argentati.
Te ne andrai calato
con il volo delle rondini
e un arcobaleno imbrunito
del cielo a Primavera....
l’ombra pendula del fragile al mondo
Arroventata dal vuoto d’ultimo moto
ne impollina l’estroso verso di cielo.
Recide il fuoco alla terra complice e schivo
il rifiuto d’impeto nell’ingoiare il suolo.
Intimidisce le barbarie al giungere arco
il racconto mite dal complice orgoglio,
S’incammina sul filo dell’ultimo molo
mano nella mano col silenzio scavato
nella memoria affogata del mare in ascolto
Al rimorso di lui il suo solo perdono
serra i denti stringendo l’indugio al freno
mentre la sera restituisce il buio all’aria
e l’Intuizione di malizia a intesa catena.
Legata alla sua stessa natura
la malìa ha preghiera sgretolata in vena
il cielo scioglie ciò che promette il mare
e ritorna a cavalcare l'azzurro predone
fin che il destino li riconosca insieme
fin che la risacca sia voce che fa male.
Io sono
il tuo pensiero,
la piega di un sorriso,
il rosa di un tramonto,
un prato di viole.
Arresa al vento
una spiga nei campi,
arrossata dal sole
un papavero adagiato,
nel rumore
una pioggia che rinfresca,
nel desiderio
neve soffice che non cade.
Di notte
il buio delle stelle,
un volo colorato di farfalle
un cesto raccolto di ciliegie,
e come l'ortica
un cruccio del tuo cuore.
Vola lontano il mio sguardo
vola
oltre le immagini reali
attraversando miriadi di cieli azzurri
vola oltre gli occhi
di chi mi guarda.
Eh si...
nei miei voli
vagabondo molto lontano
assente dal tempo
dove l'amore è vera poesia
dove riesco a plasmare ogni attimo
ai miei difetti, alla mia pazzia.
Qui respiro piano
tra le mille ombre solo mie
dove ogni piccola cosa
mi dà la felicità
di vivere.
Per sentirmi viva
ho il vento tra i capelli
il cielo e la voglia di restare dai vetri
a guardare il mare,
non chiedermi perchè ogni mattina
ho gli occhi assonnati,
se ci penso
il mio è un tacere d'occhi
nell'azzurro infinito
mi ubriaca di versi baciati dal sole
sciolti e accarezzati dalle nuvole
e adagiati sugli scogli
in cerchi d'acqua
e di pensieri
per te.
Prova a guardare anche tu!
senza udire il cigolio delle parole
senza nemmeno dar importanza
al cader delle foglie sui giorni
mi siedo anche su ogni inverno
ruotando di continuo sull'aurora
dentro l'anima mia schiacciata
che non si affaccia più al cuore
mi siedo sul triste silenzio
pesante e muto come i sassi
che scagliati verso il mare
affondano soli come i pensieri
mi siedo sul fluire della vita
tuttavia... piove ancora
e la luce gli occhi rischiara
al risveglio del mattino
Ti sento
quando il sole
si disperde nel crepuscolo
e il silenzio incanta
il manto del cielo.
Allora con un bagliore
insistente d'amore
ti cerco
tra le stelle.
E ti ritrovo
in un amore nostalgico
e speranzoso,
ti ritrovo
nell'opache pieghe dei miei sogni,
nel disegno della Tsolitudine
e mille note infinite.
Aspetterò
con la culla di una melodia
lo sfiorire dei miei anni
insieme a te.
Ho di te
solo parole scritte
macchiate d'inchiostro
e di pensieri.
Ho di te
solo tasselli ad incastro
e nostalgia nel cuore
a ricordo di ieri.
E resto qui!
Decisa a raccogliere un segno.
Un volo di una rondine
a far primavera!
Forse...
se butto due molliche di pane
sul davanzale arriverà...
fiore schiuso a calice di silenziosa luna
mille angosce d’avorio sparse sul ponte dell’anima
accartocciate avare lacrime in magra semina.
Scherza la mente con l’alba armata di poesia
in memoria ricerca le glorie di fanciullesca follia
odori antichi d’armature stese al sole
urla al vento d’oriente dalle gonfie vele
d’inseguire la purezza sulle rive in tormenta.
All’angolo prima di stringere l’addio in strada
copre piccino il capo, il cuore in difesa
spogliato di sogni il cielo in preghiera
ignora la sorte senza nessuna pretesa.
Calda accoglienza il cuore d’inverno dispera
ha nel fuoco le promesse della mia primavera.
Attraversa il ponte in fiamme l’anima di cera.
si prendono la mano nel gridare
un altro e un altro sogno
farfallano le manine al giorno
cullandone la malinconica cipria
Dalle gote raggrinzite il tempo mente
mozziconi d’illusorie appartenenze
angeli senza dio le mie pene
amano sfiorare il respiro delle pietre
Al passo d’un fosco retro sipario
il mio destino nel restare indietro





