Sveglia
prima del cielo
prima del sole
prima del vento.
Perchè possa ascoltare
il silenzio disgiunto
di questo limpido mare.
Luccicano i granelli
di vetrini e di conchiglie
ed affondo i passi
solleticandomi i piedi.
L'acqua è fredda
come dev'essere
quando è in solitudine.
Quattro pecorelle
si abbeverano di sale
in lontananza
e
un gabbiano stride zampettando
un equilibrio
instabile con l'aiuto delle ali.
Anche lui ama la quiete...
.....E s'allontana
Disfando l'ombra
sulla sabbia.
Tornò a vivere
la grondaia
appesa di scodelle di fango e
paglia impastata
tornò a vivere l'aria
di chiacchiericci
sui fili e sui cornicioni
nei meriggi assolati.
Pendolari del cielo
fino al crepuscolo
tra carambole, capriole e
mille acrobazie.
Flebile memoria
ho dell'inverno
uggiosa ai vetri
ad ascoltare
ora ho tanta luce
e questo scorrere allegro di voci
a strariparmi
il cuore.
Giugno
profuma di grano
uno stelo
tiene l'istante tra le righe
appassito
sa di pane ed anima.
Ma nel ricordo
è un fermo di gruccioni
e baci di papaveri
sui covoni adagiati.
Le lettere falciano
il foglio piegato
e mille tasselli s'incastrano e sfilano
svolazzando leggeri
nel vento.
Assaporano
i passi e il sapore dei baci.
La luna
tremula e silenziosa
non dimentica
l'infrangersi delle onde e
i granelli di sabbia
tra i capelli.
In lontananza
le lampare... il solo rumore!
I miei ricordi
hanno nuvole di pioggia
a rinfrescare il cielo
hanno sillabe nascoste
a masticare versi
abbandonano
stille a far nascere le rose
intrecciano
sogni quando ti guardo
addormentare
e all'alba
hanno i miei fianchi
per farti amare.
Con la luce soffusa
sorrido nascosta al mattino
imprevedibile uno specchio scivola
tra le mie cose, perfetto... mi dico!
Metto il rossetto, la matita,
scosto la tenda e .....
e lei è li.....infinita!
Liscia, dritta, ben segnata,
è nuova, la tocco con le dita.
Cornice dei miei pensieri
hai lasciato il segno di ieri,
quanti fogli scritti, quanti discorsi,
quante parole!
Una ruga in più è una finestra aperta
alla nuova stagione che avanza.
Che vuoi che sia...mi dico
è una speranza!
Cosi accosto la tenda
entra l'ombra nella stanza
e sorrido al mio rossetto
e alla mia matita.
affettuoso, fuoco crepitante
mentre, dentro, la neve dipinge l’anima.
O parola
che giunge e lenisce rabbia
e dolore che romba come tuono.
O puranche
uno sguardo di mamma che
in silenzio guida, dissipa ogni dubbio
scioglie dolcezza per lacrime amare.
O solo una scia di profumo
lasciata alla pelle dopo una notte d’amore.
… Lascia sempre una traccia di te,
una buona traccia…
Appoggio il viso
ai vetri e guardo il mare
confondersi con il cielo
in un azzurro ceruleo
e delicato
un'atmosfera
rarefatta
intarsiata
che m'incanta.
Capita
che anche le ginestre
danzano con il vento
tutte tramate d'oro
dipinte nel verde
abitano i sentieri profumati
dalle ore intatte della notte
per mostrarsi
poi alla Primavera
e alla la mia poesia.
Non c'è posto per te
le pagine sono centotre
Non piagnucolare te ne prego
se l'avanzar è toccato a te
Sei tutta stropicciata
e se fossi una pronta pietanza
direi che sei alquanto insipida
e sai bene che le spezie
non le aggiungo mai
Ma si, anche le sospensioni son finite
non ho più nulla che occorra a te
Non guardarmi stiracchiandoti
te l'ho detto non ce ne!
Non c'è più posto
Non c'è più spazio
Non c'è più senso
infilarti dentro a casaccio
ma certo non posso
infilarti nel cassonetto
Assomigli tanto ai sentimenti
sai quelli che stanno stretti
e più stanno stretti
e più... vuoi farli fuori
Ma tranquilla tu
ti terrò in disparte
e cercherò di non dimenticarti.
Promesso si...promesso.
Mi torni pensiero
in tempo di neve
come farfalla e rugiada di Primavera.
Mi chiedi la luce, i profumi,
la carezza soffice di un raggio di sole.
Lungo il viale alberato dipinto
t'aspetto con tutti gli scarabocchi del cielo
e ti abbraccio brezza marina
che della mia sera sei leggerezza,
ti ascolto canto innamorato
che della mia voce sei graffio e purezza.
Tu,
la mia stilla di lacrime
il volo mite di una rondine
il destino di una stella
l'orizzonte della mia vita.
Abito l'inverno del tuo cuore
e ingoio i viaggi del tuo amore.
Ti calpesto senza lamento
e tu non lamentarti
la mia pianta è già dolente
sulla brulla terra
d'amaranto rivestita
di fuoco che non brucia
Le mani in tasca
riordinano i pensieri
lasciati li accartocciati
sulla mensola del focolare
stillando ad uno ad uno
riaffiorano gli amori
Tornerò, si tornerò
e li ritroverò
tutto ciò che ho lasciato
così come lasciai
una mattina di maggio
annoiata e grigia
finalmente l’ho capito
seppellirò la mia poesia
come ho seppellito mia madre
mio padre, i miei migliori amici
la vita mia.
Seppellirò i miei versi lassù sulla collina
e questo cuore dilaniato
lo scaraventerò dal burrone
che sia pasto per le iene
per sfamare finalmente la fame
quella vera.
E per finire
rinchiuderò l’anima mia in una prigione
disperderò le chiavi
così nessuno mai potrà entrare
e sarò un fantoccio
che non conoscerà più
la parola amare.
E così che questo amore
può rimanere intatto
nel ricordo eterno del suo inferno
per illuminare il cielo nelle notti di Maggio
per chi vorrà almeno per un attimo
nutrirsi di questa mia magia
rimasta nel sogno
e mai fatta mia.
Fine




