Catturo farfalle 
e inganno i miei occhi
con un drappo di seta le inseguo.

Accese e fragili
svolazzano alte nel cielo
poi cadono nel rimpianto del sole
e colorono la sera.....

 Ma non è  Primavera!



 
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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È meritevole il pensiero  
del concesso merito
nella frangia di vita
in quel pensiero sdrucciolevole
che diventò pesante
fino ad esplodere
Eppur sono occhi questi occhi
che in fondo non videro
il merito fasullo donato fino ad oggi.

Nessuna scelse
Rotolammo nel senso circolatorio
in quella posizione fetale
fino all'esplosione nella luce
Pianti e risa s'alternavano
come il silenzio e lo stupore
senza verbo nella lingua
 arsa affamata gonfiando

Or si ritrova a fare i conti 
con quei silenzi
con il verbo che riempì la bocca
soffocando nelle ingiustizie
Se basta è il basta
cosa ne rimane del bene
di quell'amore filiale
sperduto nell'arso deserto.

 

 











 

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Profilo Autore: Ambra PILTI  

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Mi dipingo Signore
come una foglia.
Adagiata  al mio albero 
 fuggo da tutti i  pensieri,
accendo i rovi lungo il viale
sembro un raggio di sole nell'erba taciuta,
dono l'odore al soffio fresco della sera
e inganno e rubo  carezze.
Muta,  
poso un bacio a quest'aurora   
e se piove o cade la neve 
dammi Signore
  l'ultimo palpito del cuore,
dammi una rosa rossa e il suo profumo,
il volo mite delle rondini
mentre guardo il cielo attaccata stretta al ramo 
 accolgo quel vento d'incertezze ,
delicato penetra fin dentro alle mie radici. 
Senza lamento .....senza miraggio....
Dammi un dormire sereno accanto!

 
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Annuso il tuo profumo 
tra le righe di ogni verso
 scritto e umido da una stilla di rugiada.

Ora non sei più  goccia 
prigioniera tra le mie mani, 
 ora sei goccia invisibile
che scivoli e  t'allontani  
nell'oblio dei sensi.

Hai diluito illusioni, 
candida d'inchiostro hai 
accolto canti e deliri,
hai romanzato favole , 
palpiti, assenze, prodigi,
hai rammendato amore!

 Ora vai... e non voltarti,
torna silenzio.

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Questa pioggia è 
un dolce  piovere di lacrime
e  pensieri scomposti.

E ha coraggio!

Tra i nascosti pianti 
non tace, non inganna,
non inquieta, non lamenta,
pura come la neve
accoglie i passi e
 il suo sciogliersi  lento  che avanza
con un raggio di sole.

E se non è Primavera
e non ha calore
è un  arco d'amore,
posato su quel bacio
in segno di pace.


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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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dove tutto è
niente c'è!
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Profilo Autore: fgl  

Questo autore ha pubblicato 269 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Selenite,
bianca pietra illuminata,
guardi nel mio io
con privilegio d'intromissione
anche quando vorrei essere lontano
e chiuso in ermetici silenzi.
Hai le chiavi degli animi
-o dei miei pensieri almeno-
ed io sono tuo schiavo
allo scadere delle maree delle sizigie
quando vieni a far l'amore tra le mie sponde
e mi riprendi con cordami di luna.
Tutto si quieta, tu mi conosci.
E anch'io ora
godo la tua pace
infine
tra spiagge mie
e occhi brillanti
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Profilo Autore: Emanuele Borsati  

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E poi ci sono i ricordi  
che assaporo ...
quelli fermi sulla bocca ,
quelli che lasciano dolcezza,
quelli che non dimentico.

Hanno il colore delle nuove foglie,
delle rose rosse  e  in quel profumo 
trattengo la carezza.

Rivedo le mie trecce
sciolte dal sale 
mentre il mare mi allontana.

Assaporo gli occhi
di mia madre 
e il pianto d'una Primavera arresa
al suo sorriso.

Appesa una preghiera
 ancora mi parla di lei...


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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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L'Autunno
dove si posa 
colora  i cespugli di rovi 
di sottili e fragili  foglie,
i colori inventano i giorni,
 tramutano i sensi.

Appoggio i  pensieri
sul cuscino
 conservo un cielo stellato 
all'angolo del petto
e ogni tanto .
ci  appoggio gli occhi.

 
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Dimenticai 
i  falò dell'estate
le albe  meravigliose 
le carezze del vento.
il pallore del buio 
appena sentii i tuoni .
Dai vetri intarsi di  grumi
e nuvole nere
il cielo e i muri del colle.
*
Immaginai  allora 
la nebbia scarlatta 
 la spiaggia deserta
la notte dispersa
i drappi schiumosi del mare
nella pelle di fragola.
*
E nel respiro 
 dividemmo i pensieri
e tu mi guardasti 
come si guarda 
 la pioggia!



 
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Ombre e luci
tra i castani,  i pioppi  e
le foglie ingiallite.
Negli arbusti e nell'odore acre
del muschio come un ciclamino rosa....
acciuffo  la vita. 


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Ed io ho in tasca
le chiavi del tuo ricordo
chiaro e limpido
come la nebbia
e tu nella mia testa
non m'abbandoni
 
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Profilo Autore: fgl  

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Tra le mie paure
trovo la tranquillità
oh mio Signore
guidami nel vento
e io proprio io
voglio scrivere la parola
accetta
io sono il vento e conosco
le vie del firmamento
sono vestito di grigio e di nero
ed io proprio io
sono colui
che aspetta
e che scrive la parola
accetta
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Profilo Autore: fgl  

Questo autore ha pubblicato 269 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Ho un foglio bianco  tra le mani 
e centinaia sono i  pensieri
che si spogliano  al  silenzio del mattino.
Ma è  l'Autunno a scrivere  i miei versi
 d'inchiostro  indelebile e senza rimorsi.  
Cosi scrivo di te... e mi commuove
quel  brandello di cielo azzurro 
 che spicca beffardo  dai vetri 
anche se fuori piove, mi ricorda:  
 che "dopo la pioggia c'è sempre il sole!"


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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Non ho paura della solitudine
del vuoto, voragini dell’anima
e dello Spirito
Non ho paura perché mi nascondo
dalla luce del cielo
che vuole illuminarmi
che vuole eliminarmi
e mi conosce nell’intrinseche debolezze
tentazioni, dubbi e incertezze
di un uomo che vaga nella corrente
per abbeverarsi, cercarsi inutilmente
E allora chiamatemi vigliacco
quando mi vedete scappare
davanti a una montagna di ghiaccio
a un amore o all’immenso
da quello che non tocco
da quello che sogno e che penso
Chiamatemi bastardo
quando mi vedete sniffare calore
e con la lingua tra le cosce di lei
assaporare la vita
che mi pugnala alle spalle
Chiamatemi verme
carogna o codardo
quando mi vedete  rotolare inerme
sulla sabbia di mille maree
Quando mi accorgo di essere niente
e mi travolge la luna di questa notte infinita
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Profilo Autore: Demetrio Amaddeo  

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