Come nuvole disordinate
i  miei pensieri  inseguono il vento
e scompigliano il cielo 
gonfie e grigie agitano piante e fiori
 di umida pioggia, 
piangono i miei  vecchi ricordi e 
 a nuovo arcobaleno scompaiono ..
..........ed è subito sole!
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Vorrei immergermi negli abissi più profondi,
per ammirare le bellezze di un mondo sconosciuto.

Vorrei penetrare in un  maestoso vulcano,sentire
la calura intensa di magma incandescente,
che brucia le mie carni d’una infernale passione.

Vorrei camminare nei boschi impervi,assaporare i suoni
selvaggi della natura inviolata,
rendendomi schiavo ai loro richiami.

Vorrei che tutto questo non fosse solo un sogno,
perché ciò che mi aspetta dopo il mio risveglio
è solo un reale  incubo.
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Profilo Autore: Verdesca Cristian  

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Che testardo!
Possibile che non riesco mai a capire
che la vita è racchiusa in un attimo?
E ogni volta ci casco
la inseguo come il falco
sul filo del mare in tempesta
mi spingo lontano, fino a largo
e in bilico tra la morte e il ricordo
ci infilo il mio sangue e anche  la testa.
Non riesco mai a capire 
che la vita è solo un momento
magari forse due o forse cento
e tutto il resto è un contorno
di parole e di pianto.
Imperterrito
continuo a seguire le ombre
fantasmi di luna che specchiano luce
per distrarre le mie paure
nello specchio antistante
di un amore senza confine.
Che folle!
m’illudo sapendo
e non mi fermo 
rincorro sagome e anche me stesso
giro e rigiro non trovando il pertuso 
nel labirinto di una perenne bugia.
Sospiro
e raccolgo le ultime  piume
di un volo iniziato per gioco
al di là del solito fiume.
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Profilo Autore: Demetrio Amaddeo  

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E mi chiedesti se il sole rideva
alla vita quando la rosa s’apriva
al raggio intonando canti al vivente
o quando l’aria s’accoccolava adagio
nel cuore del vento
per divenire vertigine in volo.
E mi chiedesti se la luna annuiva
quando la notte mi rapiva i sogni
sotto chimere vibranti di cielo
in nidi pigolanti e disperati
appollaiati al grido morbido e cavo.
E mi chiedesti se la poesia sapeva
ascoltare in silenzio il tempo del pianto
o l’amore maturato in radici d’ali
e se le voci spaccavano la vigna antica
scavando memorie in concerto d’ore
nell’infinito o in ultimo volo d’eternità
da nutrire sotto ceneri di valzer
nudi al fragile dialogo d’anima
come luna a specchio in mare aperto.
 
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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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l'esistenza mi fu cara
tra gli antichi ardori
con quella maschera
di clown in mezzo al gran deserto
il senso di esser vivi
e non poter volare
 
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Profilo Autore: fgl  

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Assaporo quel passato
sui sobborghi d’orizzonti 
senza luce,
dove i ricordi affamati 
di lacrime,
annegavano la mia serenità. 

Ho cercato di vincolarmi 
dalle selve della malinconia,
aggrappandomi  a pensieri  vivi,
ma tante volte son caduto
dentro quelle menzogne 
che uccidono l’anima.

Ora sento il bisogno di urlare la Vita
verso un nuovo tramonto
per ritrovare la luce del mio cammino.
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Profilo Autore: Verdesca Cristian  

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Non ho niente da dire stasera
ma nulla di nulla
di ciò che mi stritola il cuore
non versi d’amore
scolpiti nel marmo
non strenuo dolore
affogato sul mare
c’è il vuoto
incolmabile e tetro
che viene da dietro
le spine del mondo
dal buio profondo
che grida vittoria
e se chiedo alla storia
di darmi una mano
risponde che il tempo
è tiranno e sovrano
ch’è  pieno di buche
riempite di niente,
per questo stasera
zittisco il mio io.
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Profilo Autore: nabrunindu  

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Mi confondo di mare e di collina 
di profumi  e di aromi, 
 di  tiglio,  rosmarino,  ginestra selvatica e  limoni.
Dalle viti ora verdi di foglie
raccolgo acini acerbi intrecciati ai viticci.
Dall'alto rocciose
annaspano i fichi d'india  i colori del sole
coi fiori rossi e gialli,
i frutti carnosi avanzano  i dolci e sanguigni sapori 
ed io aspetto di cogliere  l'odore della vita
sotto il sole d'Agosto!



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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Le mie radici sono nel fruscìo
della foglia che cade,
nella pioggia prosciugata
dal sole di passioni estive,
nei lucernari dei viottoli randagi,
nel flebile ondeggiare
delle candele bianche di chiesa,
nell'aria compressa
dalle mani giunte dei mistici,
nel mormorìo sommesso
di labbra angosciate
dai tuoni della guerra,
nei rumori delle piazze
e delle strade solcate
da regine e miseri musicanti,
nell'angusta ottusità di un infinito
che mi scoppia nelle vene.
 
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Profilo Autore: paolo di cristofaro  

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Non ho altro da offrirmi

che questo vento fortunale;

spacca i rami,

forse spacca e basta.

 

Chiudo allora gli occhi,

non li riapro.

Non ho altro da offrirmi

che la sua rabbia,

che gratta via le nubi

da un termosifone arrugginito.

 

Mi dice di tacere.

E' lui la mia voce ora.

Tutte le parole

che non ho saputo dire agli uccelli

le sta sputando in alto.

 

Mi addormento al suo urlo pulito.

Barzellette imprecise

passano da ogni fessura marcia.

E' la guerra che mi voglio meritare.

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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E ritrovo in una spuma bianca
l'estate della mia vita,
a piedi nudi granello dopo granello la salsedine,
istanti fragili,  fuggevoli,
frammenti  di ricordi
e dettagli incancellabili...
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Maledetto il vivere con un senso;

già: quello più distorto.

Maledetto tutto ciò che penso.

Non ha paura chi è già morto.

 

Maledette le bastarde coincidenze,

l'unica via per una volta solitaria.

Tutti gli insulti alle scemenze,

il bruciore di una processionaria.

 

Maledetta questa vita a digiuno,

ma dal digiuno il sangue porta al cervello

ciò che non può capire nessuno:

non capire niente è così bello!

 

Maledette le sorprese a tarda notte,

gli incontri che ha voluto il destino,

ogni singola serpe che ti fotte,

il prezzo della resa non lo riporta il listino.

 

Ti amo piccolo dolce mattatoio:

questa lenta morte mi tiene compagnia:

non il taglio netto di un rasoio,

ma la morte che lenta mi porta via.

 

Mi porta via senza l'inganno degli stili;

senza lo scrupolo della punteggiatura.

Senza neppure tagliare i fili,

senza neppure farmi una puntura.

 

Ora che si incrociano i destini

voglio lasciarmici schiacciare contro

e per i palati più sopraffini

mi ci lascerò spazzare dentro.

 

Aveva un amante la scienza,

così pure l'amore ma non la crudeltà.

Ho un banchino solitario in una stanza:

l'unico sfuggito alla realtà!

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Tranquillità, serenità 
quel senso di solitudine 
tristezza, sofferenza 
resta un vago ricordo. 

Pensi 
la vita ha preso la strada giusta 
le lunghe passeggiate 
ascoltando musica. 

Le serate a chiacchierare 
si, la vita va cosi ! ! ! 
di certo non mi aspettavo 
una rivoluzione totale. 

La tempesta, 
l’uragano che aveva travolto tutto 
sembra svanito 
non sento più quel rumore assordante. 

Un fulmine è piombato dentro di me 
illuminando quel buio 
che da tanto troppo tempo mi opprimeva
scatenando un mare di emozioni.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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No, no. Deh, quanta pièta 'l cor mi bagna
e lieve soffia di coscienza e lambe
le fronde. Non t'affliggere alma stagna

nell'ira folle ch'orbi ti fa l'ambe
due occhi del veder il ben di parte.
Mostrati quella ignudo infin le gambe

più del coverto piagner di tua arte.
L'inveir è sputare Amor che truona.
Somma voglia è l'odiar omai in disparte

della vita, e amar contra persona.
Non sdegnar, alma lacera, di cui
c'è fiato l'esser vero ch'entro suona.

Io son colui che t'alza poi che rùi.
Io son colui che per gran tempo fosti.
Colui che paga per l'errori tui.

I mal ch'al tuo voler fuggon ascosti
schifi oltraggiata come iroso in pena,
perché non sa del vin ch'ignora i mosti.

Ritorna a tua matèr che in te si scena,
pensa ciò che t'imbocca'l primo autore.
E' l'or che tua memòr ti rieda plena.

Amor artiglia lesto 'l gentil core
com'aquila suol far con la sua preda,
e 'l trofeo non molla pria che more.

Amor sostène e abissa sanza meda,
di luce tigne i giorni o di tempesta,
per fato questi il pasce o li depreda.

Amor da cenre dolce si ridesta
come in aer maestosa la fenice
e volando soave il mondo assesta.

Il tuo penser ch'a Lui lo svago addice
è pellegrin che va per fioco viaggio,
ma questo metro a te e in eterno dice: 

"Elli è folle, ma in chi ne fa un oltraggio
rifiutasi di porre sua radice.
Nel fiacco non divampa, in chi ha coraggio! ".
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Profilo Autore: Alorian  

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Mi si squarcia lo stomaco
di stizzosa rabbia
che insecchisce in me
ogni soffio

Franano
selve di speranze
alle quali avevo affidato
perle, incensi e fiori

Ingoio con disgusto
sapori come aghi

Immobile ascolto
i palpiti contorcere

Revival






 
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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