Finalmente è sera
l'ultima sigaretta gustata
sul terrazzo al chiaror della luna
saluto la mia stella
Già sento l'amato respiro
regolare del sonno ristoratore,
posso struccarmi con calma
come un attore in maschera
al termine dello spettacolo
Via il cerone
che da colorito al viso
la pelle dal naturale pallore
più mi si addice,
via il rosso dalle labbra
per dar forma ad un sorriso
che dal cuore non nasce
Puliti dall'azzurro sulle palpebre
gli occhi perdono il falso splendore
via le ciglia finte lunghe e folte
così le lacrime libere
scivolano sulle guance
liberando il cuore da quel macigno
opprimente
Cade a terra l'abito elegante
come una falsa pelle
posso rivedere la mia ,vera, tatuata
dai segni che la follia ispirava
in agiti insulsi
Finalmente sono io
posso piangere, urlare in silenzio
ma urlare al cielo
le mille domande senza risposta
chiudermi a riccio nelle candide lenzuola
nell'attesa che Morfeo mi prenda
amante desiderato,
mi porti in dono qualche ora di assenza
dall'angoscia di una nuova alba nascente
Spogliando frettolosamente l'ennesima rosa di tutti i suoi petali
rimasi ad assaporarne le spine
leccandone il dolore che da esse scaturiva, ed il sangue
che colato sulle mie labbra mi trasformava in vampiro d'una sera.
Spingevo per sentire l'amore, per sentire e per cercare l'amore.
E quel brivido, vomitato sulle mie vene, passava lasciando il solito sapore
quello d'una Donna senza petali ne radici.
avrei voglia di non tornare
per rinchiudermi in una prigione
che chiamiamo casa
sentire le stesse lamentele
e mangiare una minestra riscaldata.
Certe sere
sarebbe meglio partire per una crociata
dare il sangue e la rabbia
per qualcosa in cui si crede
invece che tornare
come una pecorella stanca
sbadigliando e inveendo
contro un tuo vicino, contro un fratello.
Eppure è questo che mi sono costruito
è questo che ho da sempre agognato
ma non pensavo che aggregarsi
fosse come suicidarsi
non pensavo che fare una famiglia
sarebbe come alienarsi.
Il lavoro, i debiti e l'affitto
una scopata come fosse un tuo diritto
un bicchiere per anestetizzarsi
crearmi uomo
e poi perdermi nei miei stessi intarsi.
Certe sere
valgono meno di uno sputo
lo stesso che ingoio e rimane sospeso
tra l'ugola e il cuore
tra l'equilibrio di andare e rimanere
nella perplessità della mia unicità
Fitta e densa
avvolge l'intorno
ingombra l'interno mio,
non c'è raggio di sole
che possa penetrare
la coltre di nebbia
in cui persa, sorda e cieca
danzo in solitudine
E' il vivere
in un grembo di donna
anonimo
cosciente della repulsione
per quel feto
sgradito
Disarmante sensazione
di inferiorità
di non idoneità
tra la gente comune,
brutto anatroccolo
in una covata di cigni
Lungo ed impervio
sarà il cammino ... ma ...
come faro nel buio
di un bosco maledetto
si accenderà una luce.
anche la nebbia
muore
quasi a chiudere la mente
farla dolce naufragare
allontanandole il presente.
Oggi è un'altra volta ieri
e mi spoglio del futuro
attimi di infelicità e tremori
messo con le spalle al muro...
Ho lottato con la storia
di una vita andata male
ora in fondo alla memoria
non invento più parole.
E quelle che adesso scrivo
son usate e contan poco
questa vita la declino
ho pensato: non ci gioco.
Quanto male dentro l'anima
quante cose non son dette
nello spazio di una camera
non si può scappare via...
Ti ho lasciata il mio cuore
in una mano, e speravo,
confidavo nel tuo bene...
ma lei ancora mi appartiene?
Sangue del mio sangue
che scorri dentro le mie vene...
Oggi non ho più futuro
ma i miei occhi verso il mare
mi addolciscono la vita...
potrei anche naufragare.
Ansia,
tensione,
batticuore,
ti guardo
e sento che la mia testa
sta per scoppiare.
Le tue parole,
scorrono sotto i miei occhi,
niente di particolare,
nessun calore,
ma son le tue parole,
scritte con la tua mano
che scorrre veloce
e arriva al mio cuore.
nessun calore,
nessun accenno,
ed io le scambio,
le vedo,
le leggo
solo con gli occhi
dell'amore.
Voglia di piangere,
spaccare questo schermo
e poi...
strapparti il cuore.
Piangere,
voglia di piangere,
ma
non son le lacrime
che tu senti,
a far
ammorbidire
il tuo cuore.
Sentirsi sola
tra la gente che percorre
la strada a me intorno
creando rumori, insieme di voci
che sorde sono al mio intendere
Desiderio di condividere
pensieri, esprimersi a parole
con chi è vicino
ma mute le labbra, dalla gola
arrivano urla di aiuto
come dal fondo di un pozzo
ma nessuno li ode
perchè prive di suoni
E' come trovarsi
in quelle trappole di antiche
tombe egizie
dove le mura si chiudono
si abbassano e si muore
schiacciati come insetto schifoso,
per aver profanato luoghi sacri
la pena è la morte
Non ho profanato tombe
ne la vita di nessuno
quindi è follia
che mi veste col suo abito da festa
pensando di camminare dietro
al mio feretro
No, con unghie e denti
mi difenderò
aggrappandomi all'amore
che mi circonda
e da egoista qual sono
forse non voglio vedere
ma ne sento già il profumo
nel finire di posare questi versi
un po stupidi
ma che raccontano una parte di me
A TUTTE LE PERSONE A ME VICINE CHE MI VOGLIONO BENE
CONSAPEVOLE DI NON ESSERE SOLA ..... GRAZIE .....
mentre il vento sbatte dentro
e quel cuore trema forse un pò troppo
forse in modo troppo lento.
Ti si stampa sulla pelle
mentre mordi il labbro
sicura che quella violenza
fermerà la pioggia là sopra.
I ricordi passano sempre,
i vuoti non si colmeranno mai.
Forse pioverà sempre,
forse non è poi cosi male.
Servirà a ricordare
qualche segno
che solo da una carezza
saprà farsi amare.
con la fatica dei tuoi sospiri
mentre il tempo ci passa accanto
come il vento a primavera.
Riempimi le mani
con le lacrime mai cadute
su cuscini già bagnati.
Gli occhi sono orfani di specchi
tagliati dalle mie stesse mani
e il mondo gira lo stesso
come il vento a primavera.
Riempimi la vita,
fammi vedere il sole
specchialo su quelle nuvole
che coprono anche il mare.
E mentre sudi il tuo dolore
fatti riempire ancora
di quei passi da fare.
Tu che conosci il modo
riempici ancora il cuore.
Navigare alla cieca,
andare avanti senza cognizione,
perdere quasi sempre posizione,
pensare, credere di esser presente.
Illusioni del cuore e della mente:
casi, momenti, equidistanze varie
tra un qui che ho perso
e un là antico dove mi sono perso.
Illusioni che rubano del tempo,
fanno invecchiare, dipingono le rughe
tra un presente a cui non so dar spazio
ed un futuro che è solo fantasia.
Tensioni continue verso altri luoghi,
utili solo a mascherare i segni
di una verità che non accetto:
ormai da tempo non so dove mi trovo.
Probabilmente riguarda solo me;
nessuno che sia sano prova questo!
Riflessioni passate e presenti della mente,
intrecci annodati, pensieri ricorrenti,
come per dare un voto ai miei trascorsi:
un altro modo per consumare il tempo.
Poi, d'improvviso e arrivato un giorno
e mi son perso nei tuoi capelli corti
(perdermi è sempre la mia ultima risorsa)
e in tutto il resto che mi hai donato.
Con te sono scomparse le domande:
non mi interessa se sei un'illusione
se sei un'invenzione della mente.
Sei stata e sei un attimo che dura,
un momento che tende all'infinito
e non finisce...
e finalmente, come tutti, io sogno.

… L’oscura ombra…
Anima intangibile
Specchio di vita riflette
Apatia tangibile
Consapevolezza non ammette
Sguardo smarrito
Rifiuto di ‘essere’
Esternare è ardito
Chiudersi il solo volere
Solitudine, anelata presenza
Placebo del male inspiegabile
Di chi ti ama l’impotenza
Sofferenza insostenibile
Aprir l’anima
Al raggio della considerazione
Nell’aver più stima
Svaniranno oscure ombre d’umiliazione
Nulla altri possono
Dall’inesistenti mire avvezza
Solo d’amor pieni sono
Unica cura all’amarezza
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N.d.A. – La malattia non malattia, fa scendere un’oscura ombra nell’anima, lasciando senza possibilità a nessuno di accedere se non alla forza di volontà di se stessi. L’unica cura e aiuto è l’amore.

Anima graffiata
Sente la mano
del pensiero
accarezzargli l'anima
si desta
è solo
unica compagnia
il pensiero stesso
Carezza graffiante
lascia segni
indelebili
tre solchi profondi
unico lenitivo unguento
l'amore
Prendono forma
hanno un nome
amarezza, delusione, tristezza
Si desta
è solo
unica compagnia
l'anima graffiata
lentamente cerca
la rinascita
Giunge il nuovo giorno
è solo
unica compagnia
il pensiero
non sarà più
come prima
L'incisa anima
è segnata
Ho la pelle intinsa d'aria
di respiri, e di parole.
Tatuaggi quasi spenti
che bruciano ogni rumore
in una stanza affittata
a troppi sogni
e forse a un cuore.
E batte il sussurro dell'ago
in orgasmi di storie
che fanno da sfondo.
E batte il sussulto
del sasso sul fondo.
E si formano bolle d'aria nella tua gola che non si fanno respirare, forse serve un bambino che le rincorra e le faccia scoppiare.
C'era quell'ombra perenne che non si scioglieva neanche con il sole. Cadeva a fiocchi nelle pozzanghere, ma quando si fermava rifletteva il cielo che non mancava all'appuntamento.
Ho concluso in un respiro il ragionamento di una vita, persa dietro un calendario che mostrava la sconfitta di vincere. Persa in qualche numero sparso che qualcuno ci ha incollato addosso. Ed è rimasta più di una cifra a dar profumo al mio sudore.
Perdo i confini del mondo cercando l'inizio di una corsa che se non finisce non ha ragione di avere un punto di partenza. Ma dobbiamo trovare un muro per poter dire che li c'è una casa. E mi abito dentro stanze che non sembrano voler funzionare saltando la canzone che ci piacerebbe sentire.
Sono le parole ora che scrivono me ciucciando l'inchiostro dalle mie vene.
E' sbagliato anche avere un foglio bianco e poterlo colorare solo di segni che non hanno gusto né sentono dolore.






