Riflessi metallici fra le quinte
del cielo. L’orizzonte è un filo,
cuce la costa scoscesa, le cinte
dei vigneti. Si smaglia il profilo
nel crepuscolo: dalla torre Doria
il tuo sguardo a squadrare il vuoto.
E' solo oblio la nostra memoria,
il greve conforto di un male noto.
Ora si sparge il buio su Vernazza:
non Ti scioglierò il cuore di ghiaccio.
Spenti i colori, deserta la piazza.
Nell’alveo della notte io giaccio.
EE 0-1!!!