nutre, senza fare rumore,
e accarezza il mattino con il suo acqueo mantello.
Goccia a goccia raccoglie
ogni minuscolo granello, né pulisce la superficie.
Scorre la stilla che scende senza suono
nel silenzio profondo si fa voce,
voce che grida... tutto il suo dolore
offuscato da pensieri che feriscono.
Lenta e quasi impalpabile,
dura poco sugli steli ,
come leggera e fresca canzone
aspetta la luce di un raggio di sole,
per dissolversi nell'aria
con un soffio di vapore.
E di lei non resta ricordo...
Sale su, fino a toccare nuvole di bambagia,
l'animo accarezzano,
Sollevate dal vento, il suo soffio calma,
E lo sguardo si perde
Su immense colline, dilatate da fiori.
Senza limiti né confini,
Rimane lo spazio che circonda.
Infonde pace,
Questo scorcio di terra,
Dai leggeri profumi,
Restano parti d'azzurro a colmare
Il vuoto e la mancanza.
Restano alberi in lontananza,
A far perdere i ricordi,
E di quel che rimane dentro al cuore,
Come dolce nostalgia, ombreggera'.
Sale, e arriva sulla cima...
Dove lo sguardo permette di scrutare
in lontananza
là
verso oriente
le candide cime di un monte incantato
esso con la sua imponenza
riempie i miei occhi d’aria e speranza.
Verso occidente
immerse d’azzurro
m’avvolgono in un piacevole vortice
d’amore, gioia e piacevole malinconia
sia in quiete che in tempesta
di giorno e di notte.
Queste due forze
sembrano a volte
voler disegnare il gioco della vita
poiché esse stesse sono vita e fonte di respiro.
Io che vivo nella loro culla
che mi nutro di quel respiro
che godo dell’energia delle onde
di cosa mi lamento?
Coloro che non possono nutrirsi di quell’energia
che conoscono soltanto il respiro del nulla
che nome hanno?
Loro
sono gli uomini senza neve né mare.
cigolano le altalene erette dalla scienza……
si polverizzano sotto gli inermi occhi sgranati le chiese d’un tempo……
le mode passano e ritornano come il raffreddore sulle dormienti masse…….. e poi……
tutto tace…………….
rimani da solo se non ti sei sciolto come lo zucchero al sole della verità……..
queste parole non sono mie e lo sono sempre state
fra il campo vibratorio cosmico nel bel mezzo del vuoto neurale………
davanti a te stesso potresti non trovare nulla
una volta svuotato da ciò che non ti appartiene, o forse………
ti troverai come non ti sei mai visto…….. bello e sincero come un fiore di campo
che vive per se stesso pur tuttavia donandoci la sua ineffabilità
partecipe della vita nel mondo, lui è ciò che è e nulla più……..
se potessimo ascoltare il sussurro semi strozzato della nostra essenza
se riuscissimo a illuminare i nostri abissi tanto quanto la più piccola azione quotidiana…….
WAOH!!!! ………… non ci sentiremmo ne più ne meno del fiore di campo
finalmente connessi tra tutti e tutto, nel micro e nel macro………
altrimenti così facendo, rimarrà solo polvere di tutti gli imperi mentalmaterializzati che abbiamo eretto……..
e li…………… il baratro spalanca le sue fauci garantendoci un infausta fine meritata……….
non nel passato ma nel presente/istante deve avvenire la trasformazione
e sì!! Parlo proprio con te che leggi sotto le leggi della tua moralità……
fidati è il momento di capire……. E forse in fondo in fondo
ti accorgerai che quel microscopico fiore di campo la sapeva lunga………….
ERA SE STESSO.
rosacea di malva
tendente al lilla e con venature gialle
di trifoglio bianco.
Primavera torna
allegra sui sentieri
tra le primule e le margherite
e tra i peschi in fiore
conficcati sui colli .
Primavera torna
nella mia vita
di papaveri rossi
e confusi brusii stesi al sole e
ardore tra le dita .

è ovunque ma lasciate che sia………..
d’incagli molteplici è fatta la mente se non in accordo con il cuore e il suo sapere…….
da ogni cosa si può trarre il meglio, anche se d’impatto primo……
a mostrarsi vi è il peggio e questo è semplice da capire
perché sin da piccoli insegnato ci hanno, che l’uomo a da soffrire in codesto creato
ma è chiaro che questo è aberrante ed errato
ahimè il più delle volte è l’incoscienza a crearci il fato……
il filo sottile ma il più importante
è che dal grezzo si foggia il diamante
e tutto ciò che arriva, in fondo non è che un segno ma dal cuore esige un piccolo pegno
degno è colui che ha compreso il tranello che ovunque è teso……
come pocanzi ho detto e ripeto, nel tranello vi è anche il segreto
e sta nel comprendere con più coscienza possibile
che tutto nel cosmo è indivisibile……
or dunque credo che sia chiara questa semplice prosa
e che da ciò che par nero vi esca il rosa
di fondo è nostro il guadagno………
nel ristagno si muove il maligno
ma vedete!!! Ancora una volta…..
si cade nel tranello della divisione e questo sconforta……
tutto ha tutto e dentro il suo contrario vi è il chiaro opposto…..
spero solo di aver risposto e magari fornito un consiglio
per vivere forse un po’ meglio…..
perdonate il mio lessico è che non uso la mente
parlare il linguaggio del cuore è compito ardente……
AH!!! Mentre vi parlo sono da 5 giorni a casa malato
e tranquillo come ora non sono mai stato……
delle 2 facce ho compreso il segreto
cosciente del fatto che
tutto arriva quando deve arrivare
sta solo a noi il poter permutare……
e questo è il segreto dell’umana alchimia
da piombosa a aurifera ha da farsi la via
come ripeto spesso
ascoltate il cuore e lasciate che sia…….
Si perde dentro l'aria
Che sa d'imminente primavera,
Si perde dentro i bozzoli dei ragni,
Sopra gocce di brina,
E di questo respiro quasi
Impercettibile rimangono gli aromi,
Di legni muschiati e terre di Siena.
Luminoso si fa il giorno,
E strappa canti e fremiti d'uccelli.
Cuore di cielo avvolgi,
E del tuo celeste colore
Risaltano i confini,
Cattura piccoli cristalli,
Che sono fioriti, e tra poco
Ne rimarrà solo gocce a bagnare,
Sopra gli steli di nuovo fiorire.

Toni fruscianti a declamar giorni in ugual passione,
rinnovar foglie e danzar all'amore..
fruscii a lievitar dolcezza
visione ad ambrata intonazione..
Un incantar sublime le parole,
sprazzi di nuvole a sfiorar cime di poesia,
rosato tramonto a dichiarar amore al campo..
Quel vocio ogni dì allegra il mondo,
sillabe ad unire parole al cuore,
immensità fra voce e canti.
Amore naturale ad attimi fluviali,
fronde ad imitar l'amata voce.
Ogni vita del suo racconto vive,
ricordi a fiorir come margherite,
imprimer memoria,
di quest'attimo da immolare.
Qui nasce il sogno a ravvivar la vita.
Nel ventre del mare
giace la pace dei tempi
i raggi solari ne illuminano i suoi picchi
una volta altissimi.
Si celano in esso
le più grandi scoperte
bagnate d’amore
e prive d’odio.
Verrà ancora il suo splendore
e la sua spirale
darà vita a nuovi venti.
Per ora
nei più profondi abissi
mi godo il suo spettacolo
accompagnato da magici violini
da festose sfilate e dai canti delle ninfe.
Consapevole che sta per tornare.
Alba nebbiosa
rende il suo trasparente bianco
avidi di sapere sono i miei occhi...
scrutano e osservano...
pochi pensieri completi, molta necessità di esperienze varie...
lavoro dentro e mi applico fuori, come un bimbo ho sete di tutto.
Gli alberi trasmettono calma...
il mare respira, la terra vibra e pulsa
il vento racconta molte cose
il sole secca la pelle, ma scalda l'anima...
nei sentieri di montagna si odono le voci delle farfalle...
non parlano molto, ma ti salutano con garbo....
il cinguettio di graziosi volatili
il soffice muschio...
parlano anche le formiche
ma per ora non le sento molto bene
sono molto agitate, almeno in apparenza, come se avessero fretta
prima o poi glie lo domanderò...
ma quelle che non smettono mai di parlare sono le rocce!!!
Si si proprio le rocce
solo che parlano troppo veloce e non si capisce niente
è chiaro! Hanno un sacco di cose da raccontare....
poi il fiume wao, il fiume dice tutto
lui non nasconde nulla davvero, non mente mai
se è calmo suona musica classica al pianoforte
se è agitato urla e dice qualche parolaccia
se è limpido ti rispetta e ti fa riflettere in lui
quando è terroso parla solo di se
insomma il fiume è un vero compagno di giochi...
che magnifica atmosfera si crea in natura...
se solo l'uomo se ne rendesse conto
forse non si sentirebbe tanto triste
da portare maschere e buttare cartacce a terra come se non fosse casa sua...
la terra.
Bisognerebbe fare come le farfalle...
parlare meno e essere più gentile col prossimo...
è già...
le farfalle.
Avvolto in un luminoso variopinto abbraccio, con enfasi porto cariche elettrostatiche di pensiero
Nella fabbrica di materia elementale……..
Vivo creando tuoni d’inerzia concentrica, formatrice autonoma di smeraldi in carne e ossa
Che si muovono, esistono e alcuni anche arroganti credono alla fortuita casualità della loro esistenza…..
Ovviamente dormono eretti sulle loro stesse convinzioni
Applicate solo per ciò che vedono e screditanti per ciò che non credono……
Bizzarra cecità crea l’ignoranza, tuttavia a credenza o meno è una scelta anche quella…….
Comunque l’eterno rimane e in ovvia statistica continuerà a permanere……
Se si vuole partecipare alla roulette, basta andare al banco ove si troverà uno specchio
E noi riflessi in esso, scegliamo di giocarci tutto ciò che abbiamo…….
In genere si torna a casa alleggeriti per le tante cose futili accumulate nella vita
Ma indubbiamente più ricchi, non di ori o argenti vari, ma di esperienze coscienziali e fatti ancor più rari….
L’incredulo materialista si sentirà sconfitto e ricomincerà l’accumulo compulsivo
Di falsità piombata, ancorandosi da se……
Colui che comprende ne uscirà unico re……
Dai su gioca anche te!
Rondine che voli alta nell’azzurro cielo
Dimmi che porta il vento? Cosa vedi dall’alto?
Tu che a stento tocchi il suolo
Tu che ti perdi lassù ove risiedono e transitano i pensieri
Tu che parli col sole più vicino di noi
Essere di ammirevole destrezza
Tu che crei rocamboleschi cerchi nell’aria o circense volatile pacato e fine
Dimmi: che orizzonte si vede da quell’altezza?
Tu che sussurri all’orecchio dell’infinito e dimori tra noi dei bassifondi
Chissà cosa penserai di noi miserabili errabondi e stolti uomini……
Vorrei che tu sapessi che non siamo tutti uguali
Fortunatamente qualcuno tra noi è degno d’essere chiamato uomo……
Non sò giudicare ne posso sapere quanto io sia retto
Però ti dico che vi porto profondo rispetto…….. o voi dominatori dell’aria……
Ogni tanto se chiudo gli occhi, immagino di essere un uccello…..
Di librarmi nel cielo azzurro in una mite mattinata primaverile…….
Poi li apro e ti osservo e magari tu osservi me chiedendoti le stesse cose di noi…..
Se vuoi: una volta facciamo a cambio, vorrei essere te per un giorno……
Spero solo di essere degno per questo…….
Ciao rondine, quando vuoi io sono quà
Sono ammiratore e rispettosamente curioso di sapere come si vive il giorno su nel cielo…..
Chissà…. Magari questo si avvererà prima o poi…..
Intanto chiudo gli occhi
E già sono tra voi…..
A parlare con l’infinito.




