il silenzio parla sottovoce,
e fa male quasi all'orecchio
quella assenza di rumore.
Calma penetra tra le carni,
e lo sfondo mosso dal vento,
si staglia nella sua brulla veste.
Tenera e la foglia appena nata
sul terreno secco e impervio.
Tenera e solitaria, sembra persa,
ma possiede una forza che
riesce a smuovere anche il sasso.
Ora il cielo fa scendere le nuvole,
che lambiscono inumidendo,
e una parvenza di pioggia,
lascia il segno.
Piccoli mirti nel sottobosco,
color di giacinto teneri frutti,
rossi gioielli tra verdi radure
fragoline fragranti fra gocce di rugiada
nel silenzio fragili, dolci, senza fragore,
profumo inebriante ai piedi del bosco
un lampo, improvviso, illumina un lampone,
rubicondo risplende nel verde smeraldo,
brilla nel bosco con sguardo spavaldo
piccole bacche dall’aspetto invitante
more di rovo ai margini del bosco,
nere fra spine, una volpe e tre galline.
Rimbalza leggero tra monti e vallate
vibrante nell’aria un mesto rintocco,
specchi sonori destano risvegli,
lontano un guaito sommesso
gocce di pioggia, perle sulle foglie,
apre l’ombrello l’acrobata pigmeo,
spettrale la luce di un lampo fugace,
sordo nel silenzio l’eco di un tuono
mille colori in un vicolo cieco
in volo farfalle pitturano il cielo,
ritrovo un tocco di classe infinito
l’eco di un pendolo in riva al mare.
Tenero al canto delle civette
nelle tenebre un gufo piroetta
brillano nella quiete lucciole sospese
crepitano in cielo stelle scintillanti
volano nel silenzio ali di pipistrello
sbuffa sul fiume nel vapore un battello
occhi di lince fiammeggianti nel buio
vibrisse di gatto vibrano emozioni
al chiaro di luna le note di un piano
forte nella notte batte un cuore.
Stracci di luce
sposano la sua corolla,
una coccinella lo corteggia,
si abbottona bella e minuta
alla curva della sua foglia.
Ed eccolo il girasole,
sembra una tenera altalena
che oscilla dolce nel vento,
uno spartito di luna
perduto a mezzogiorno,
un fazzoletto di sole
caduto nell’infinito del cielo,
un poeta all’orizzonte
immerso nel cuore di un sogno.
Asola d’un rosso tramonto
cena con poesie di cielo,
trema sull’esile stelo
questo fazzoletto di fuoco
orchestrato dal vento.
E lo corteggian sillabe di luce,
granai di primavere
gli si prostran come fosse un re,
ed il silenzio della terra
è una carezza che invecchia la sera.
Suono sommesso in goccia lucente
tocco di musica in un fiocco di neve
canto di allocco bacio con lo schiocco
il frinire di un grillo sul finire del giorno
la danza del vento fra le fronde degli alberi
la danza del ventre tra le onde del mare
un soffio leggero alza lieve le foglie
soffre il pinguino il ghiaccio si scioglie
gorgheggi e trilli al mattino buongiorno
dolce il richiamo allodola ballerina
il canto beato di un raggio di sole
suona nell’aria un’ala di farfalla.
Tutte le bellezze
teneramente custodite
si palesano ai miei occhi.
Voglio intarsiarle
di spighe dorate
e, protendere le mani
per non farle svanire..
Se mai dovessero scemare
vorrei soccorrerle
per farle rigermogliare
nella felice stagione
che s’appresta a tornare.
di ogni giorno e di tutta la vita.
A te sempre disturbo ti dava
quando in casa la voce su alzava,
infatti tu gemevi
perchè calma tu volevi.
Tante coccole io ti ho dato
perché sempre io ti ho amato,
miao miao ogni volta tu facevi
perché solo carezze da me volevi.
Soltanto un ricordo ormai
per me tu sei diventata,
bellissima e dolcissima tu eri.
Il tuo ron ron mai più sentirò
cara mia gatta Gelsomina.
candidamente e delicatamente si posa.
Tutto riposa sotto la sua coltre bianca
anche la città, quasi come fosse stanca.
Nevica il cielo dalle sue nubi chiare,
di milioni di fiocchi, sembrano danzare.
Si addormenta la natura,
e dorme, lontana dall' estiva calura.
Stormiscono di un rosso intenso
le foglie al vento.
Fremono tremanti all'algido soffio,e lievi, lentamente cadono.
Un brusio sommesso
di un giallo caldo sospira
piano di ramo in ramo.
È inverno dicono,
mentre in un sibilo bianco, il vento le scompiglia piano.
È inverno, è inverno...
Muggisce il vento
E stringono le foglie i rami
in un rosso abbraccio
per non lasciarle andare.
voliamo ogni giorno
intorno al tempo:
stropicciati dal vento,
sorretti dalla vita...
planiamo.
Talvolta, abbattuti
dalle avversità cadiamo.
Quando siamo felici,
voliamo in alto
e arriviamo
fino al settimo cielo.
Alla sera ci adagiamo
stanchi su morbide
nuvole bianche...
per poi tornare
a volare l'indomani...
al risveglio del sole.
Finché si potrà.
Finché la grandine
non ci abbatterà.
Finché il vento
ci sorreggerà...
voliamo:
spinti da una
suprema mano,
sfrecciamo nei cieli.
Siamo fogli scritti
con le piume degli angeli,
immersi nei colorati
pastelli della vita.
Siamo fogli bianchi,
neri, di svariate tinte.
Spesso stropicciati,
dal tempo ingialliamo
come fiori appassiti.
Come alati aeroplani,
planiamo nel tempo:
finché si potrà,
fino a quando...
dalla clessidra della vita,
non sarà sceso
l'ultimo granellino
di sabbia.
Fa capolino da dietro un costone
irradia lucente con forza smagliante
la luce costante che rischiara il cammino.
La fronda selvatica muta colore
in quell’incanto dipinto dal sole;
ecco d’un tratto mutare sembianza
l’ombra serena suona la danza.
Il fiato si scioglie, la gamba or sciolta
nel sentiero marcato inizia la corsa,
d’un tratto si ferma, consente la vista
della vetta lontana che è la conquista.
Al guado, un masso un po’ traballante
scivola il piede nel ruscello smagliante,
niente paura, è il gioco d’azzardo
di questa avventura.
Ora cambia sembianza,
la roccia prevale,
si conquista la vetta
con tanto sudare.
Il riflesso del sole,
il frusciare delle foglie.
Colgo, l'alba
con la sua luce
e, il sorriso
che nell'altro riluce.
Colgo,
questa atmosfera autunnale
nel verde del bosco
che ben conosco.
Colgo, il verde
che mi sorprende.
Il giallo che si accende.
Il rosso che mi fa ricordare.
Il colore del mare
che in ogni stagione
fa innamorare.





