Vesto il mio corpo
dell’oro del meriggio
come un re deposto
in un mattino di rose.
 
E la mia ansia
come un respiro strozzato
muore tra i mirti.
 
Nel pozzo profondo
del crepuscolo insanguinato
intravedo fantasmi di menzogne
e ombre d’illusioni.
 
E il mio tedio
come un’anfora vuota
svanisce tra i tamarindi.
 
Una luce spenta
penetra nell’anima
come un’assidua angoscia.
 
E il rumore della sera
accompagna le mie emozioni
come nello scorrere lento del fiume,
verso maree lontane.
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Profilo Autore: Vincenzo Melino  

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Commenti  

amilcare stunf
# amilcare stunf 08-12-2013 15:19
MELINO.... THE BURIER OF ALL THE OTHER CLUB POETS

OWWERO COLUI CHE CI SOTTERRA TUTTI QUANTI CON LA SUA BRAWURA
Demetrio Amaddeo
# Demetrio Amaddeo 08-12-2013 15:23
vero...leggendolo mi scoraggia anche di scrivere
nabrunindu
# nabrunindu 10-12-2013 01:33
splendida poesia.

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