Stagione di malinconia
e di fragile elegia.
 
Le foglie cadono lente,
con grazia,
inevitabilmente.
 
Alcune vanno a terra
e coprono le radici dell’albero,
altre volano più lontano,
sulla roccia,
sulla sabbia
e nell’acqua limpida del ruscello.
 
Altre ancora,
trasportate da sbuffi imbronciati di vento,
bisbigliano appena
nel gorgo turbolento dell’atmosfera
e si lasciano avvolgere
dalle onde pacate del lago di Occhito,
quasi a volerne rosseggiare
un canto appartato.
 
 
 
 
 
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Profilo Autore: Vincenzo Melino  

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Commenti  

nabrunindu
+1 # nabrunindu 10-09-2014 11:54
davvero bella! complimenti!
SilviaRacanicchi
+1 # SilviaRacanicchi 10-09-2014 21:35
Bella! ..."trasportate da sbuffi imbronciati di vento"....bellissima !
pierrot
+1 # pierrot 11-09-2014 10:07
è quel canto appartato che mi colpisce. La poesia è molto esplicita non lascia immaginare oltre un paesaggio con molti aggettivi. Ma alle volte basta una parola giusta a rendere. , Nel descritto che presenta un classico inizio autunnale, quell'appartato mi piace molto, perché non né nascosto o clandestino, perché non teme, ma è discrezione chiara nel desiderio del canto. Come i colori meravigliosi e intensi dell'autunno. Grazie

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