Figlio, come tanti borghi, di una terra avara.

Ti ricordo, io bambina, piccolo certo,

ma dai mille e caldi colori,

allegro, ricco di sani valori.

Gente comune viveva ogni tuo angolo,

con semplicità, gente che si accontentava di poco

e felice del poco che aveva.

Quanta nostalgia dell’atmosfera oramai andata!

Penso al Natale, l’odore dei forni accesi per i dolci,

bambini e giovincelli, allora tanti, fremevano festanti

aspettando, a sera, la piccola banda suonare

la soave musica per le vie.

L’inconfondibile profumo di primavera,

che a Pasqua si  mescolava a quello delle “cuzzupe.”

La Pasqua poi, con il Fuoco Santo nella notte

e la Passione di Gesù, per le tue vie.

In ogni angolo, quanta gente ti popolava!

Le spensierate vacanze estive,

l’aria fresca della sera, che smorzava

l’afa delle ore più calde,


le soste rigeneranti alla tua “Vecchia Fontana”.

La piccola piazza, amata da grande e piccini,

salotto all’aria aperta, sotto il cielo d’agosto

e complice d’incontri e nuove amicizie.

I tuoi figli tornavano tutti felici,

ancora una volta, per rivivere e

condividere l’amore e la gioia per quella

Grande Festa che, nella “cunfrunti ”,

raggiungeva l’apice della commozione,

e gli occhi di molti brillavano come diamanti al sole.

Paese mio, come eri bello cosi!

Che fortuna la mia,

averti vissuto nei tuoi migliori anni.

Risento l’eco degli anziani narrare

della tua vita, ancor prima,

impregnata di fame, povertà, malattie.

Un forte senso di solidarietà fraterna

regnava in ogni vicolo,

a sostegno di chi aveva più bisogno.

Intrecci d’amore che il benessere,

pian piano, ha trasformato

in gelosia, invidia e indifferenza.

Perché ora tutto è mutato?

Paese mio sei cambiato, non ti riconosco più!

Sonnecchi come un uomo stanco, ,

provato dal duro lavoro,

un vecchio indebolito dal peso degli anni!

Come lumini smorzati dal vento

si spengono, una dopo l’altra, le luci dei focolari,

si chiudono gli usci di case, botteghe, scuola,

segni tristi della vita che non  si rigenera.

E mentre i giovani progettano viaggi di sola andata

qui restano i tristi rintocchi delle campane

che sovente segnano la vita che trapassa.

Perché? Perchè le tue strade divennero solitarie,

e pochi gli echi festanti di quei superstiti bimbi,

che per svago, usano i pochi spazi pubblici.

Solo le rondini, che puntualmente ritornano,

sembrano rompere il silenzio,

auspicando l’arrivo dell’estate,

il ritorno dei tuoi figli, e forse,

di un tempo migliore.


                                                                                             
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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

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Commenti  

Sir Morris*
+2 # Sir Morris* 22-12-2015 10:20
Mi hai fatto sentire mio codesto tuo meraviglioso paese, carissima Cosetta! Dolcemente sei entrata in quei ricordi e ti concedo di permanervi sino al 6 di Gennaio p.v.! Un abbraccio ai tuoi vivi pensieri! Bellissima! Sir Morris :eek:
Cosetta Taverniti
+3 # Cosetta Taverniti 22-12-2015 14:59
Grazie Sir parole commoventi le tue!
Arcangelo Galante
+2 # Arcangelo Galante 22-12-2015 10:57
Mestizia e rabbia accompagnano il testo riflessivo che pone domande sul perchè le strade siano divenute solitarie e non più ricche di attenzioni meritate per un luogo assai caro all’autrice. Ci si augura che un tempo migliore s’affacci su quella terra sconsolata e dimenticata da tanti.
Cosetta Taverniti
+3 # Cosetta Taverniti 22-12-2015 15:02
E' un po' ciò che succede in tutti i piccoli centri del meridione, purtroppo i giovani vanno via, non c'è un ricambio generazionale....Gra zie del tuo bel commento.
Rocco Michele LETTINI
+1 # Rocco Michele LETTINI 23-12-2015 07:33
Un appello da cogliere... La scomparsa di questi borghi è il decesso di tutto... dalle tradizioni alle incantevoli atmosfere. Lieta giornata.
Cosetta Taverniti
+1 # Cosetta Taverniti 23-12-2015 08:03
Bravo hai colto veramente qual'è la mia paura e il mio dispiacere. Tanti paesini ricchi di sane tradizioni si stanno spopolando con una velocità incredibile... Peccato! Grazie...
Silvana Montarello*
# Silvana Montarello* 27-12-2015 22:29
Sai io amo molto il mio paese natale, ma per forza di cose son dovuta andare via, con molto dispiacere,
capisco quello che si prova, infatti ogni volta che qualcuno posta foto su fb del mio paese,
ogni volta mi attraversa il corpo un brivido, bravissima, ciao.

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