Rimango in attesa
tra agave al crepaccio
e oleandri in fiore,
sospesi tra l’infinito azzurro
e la brezza marina.
L’anima carpisce la mia mano
e, come violino,
detta musica in versi.
Mi sussurra l’Estate
tra le dimore sulle rocce,
e io l’ascolto.
Zinzullio di giovani rondini
tramano voli nella pace
di tramonti silenti,
e le ali spiegate di bianchi gabbiani
stendono un manto di stelle
sulle calme acque del mio mare.
Dalla sommità del mio guardare,
respiro l’immenso,
e quell’afferrabile tutto,
di bene ciba il cuore,
e di quel tutto,
avverto farne parte.
