Infedele alle promesse interiori
mi riempio le mani di sabbia
e vivo in perpetuo straniamento.
Costruisco con oro e seta
antichi scenari
intrecciando giochi di pensieri
e musiche invisibili.
Oltre l’uscio di casa
i rumori della strada
parlano a voce alta
con toni solitari.
Fra il nerume opaco
che vibra dappertutto
s’increspano di luce
intensa e pallida
stretti vicoletti.
E sul terrazzo d’ un palazzo impossibile,
tra febbricitanti realtà lunari,
consumo l’anima nei graffi
profondi d’ argentati interludi.
mi riempio le mani di sabbia
e vivo in perpetuo straniamento.
Costruisco con oro e seta
antichi scenari
intrecciando giochi di pensieri
e musiche invisibili.
Oltre l’uscio di casa
i rumori della strada
parlano a voce alta
con toni solitari.
Fra il nerume opaco
che vibra dappertutto
s’increspano di luce
intensa e pallida
stretti vicoletti.
E sul terrazzo d’ un palazzo impossibile,
tra febbricitanti realtà lunari,
consumo l’anima nei graffi
profondi d’ argentati interludi.
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