alle barche che restano in attesa,
dispiego umili versi a sostegno
del racconto di solo emozioni.
quando il freddo l’anima m’assale
e poi - mordicchiando primavera -
in quel vecchio prato che coltivo
rispunterà nuovo l’antico sorriso
a rammentarmi che la vita va.
di paese, lungo litorali,
porterò cesti di speranza,
invisibili ad occhio nudo.
La giovinezza è solo
un ricordo, ma il nostro
amore ha raggiunto
un'intimita' così profonda
che basta uno sguardo,
un gesto per capirci.
Cesti di speranza
contro la sofferenza,
COMBATTERE insieme
il dolore.
Supina su quel trono finto d’oro
Di grappoli e grappa pel ristoro
Di articoli e vita pel molt’offese
Nacqui in strada, crebbi altrove e sto in chiese
Mai pensäi di pensar a costoro
Mai pensai di almeno alcun dir di loro
Saffo pianse ma i’ fò viso ‘a marchese
Cruda verità su quel ch’è’l mondo
Non le fa sorprese a la bella assira
Soave e calma di fatti passati
Su sdrai coperti di mille carati
Mi fu palese perché se la tira
La vista piatta od opaco lo sfondo
L'alba ha i tuoi colori
sono dell'anima
che non sa mutarli.
in statica posa
riflessi nei tuoi occhi
soggiogano le ore.
ti sorprende il balzo
di un nuovo arco di cielo
nell'intervallo sereno
dal mio al tuo amore.
i sogni confusi della notte
si ricompongono quieti
tra le onde dei tuoi capelli.
e credi che dormire ancora
sia la fermezza dei tuoi sì.
E così sei arrivato anche tu
hai piantato le radici
al chiarore del sole
nell'incerto passare
il vecchio hai schiacciato
e gli incidenti non sono mancati
neppure con te
Piaghe che si rinnovano
e ci conducono alla morte
tagliati da anomali pazzie
in suffraggio delle stazioni
perdute e non per un cambio
di numero, sicuramente no
Era previsto, il destino scrive
dopo, scoppiano i petardi
proiettili vaganti, dove centrano
in pieno, nessuno li ferma
al primo binario, del presagio
La mia bocca ti lascia addosso
il segno indelebile del mio morso,
ti lascio così... col fiato in gola.
Ad un tratto mi afferri e non tremi,
sicur di te, mi inchiodi ai tuoi occhi,
il mio volere... è in tuo possesso.
Incatenata... respiro dal tuo respiro.
Mi blocchi al muro e senza pudore
inizi ad estirparmi gemiti di lussuria.
Mi giri a tuo piacimento tra le tue braccia,
io... faccia al muro... inizio a volare
impossessandoci l'uno dell'altra.
Attuali anime ribelli
focolaio di semplici pastelli
- sondine -
prendono per mano mondo
d'affetto bisognoso.
Presagio in certezza
che luccicante, tracciata strada
- tra ponti e gallerie -
troppo dissestata, annaspi.
Ormai sgranate tinte
di guadagni impropri
aggravate fatiche
cumuli d'immondizia
stremati ghiacciai
bellicose parole
evidenziano confini
ai pozzi, privi di barriere.
Eppure possiamo ancora
disegnare l'arcobaleno.
tra rami imbrinati,
il primo giorno dell'anno
é forse il giorno del silenzio..
Luoghi quotidianamente
affollati sono deserti,
tanti bar chiusi,
immensa sembra
la città.
Il giorno del silenzio
tra barboni e randagi,
sempre tristi e soli.
Aiutiamoli...
fra le 15.00 e la mezzanotte.
Questo periodo potrei chiamarlo "paraocchi".
Uno specchio deformato,
ma non mi sono voluto vedere né sentire
camminando a testa bassa.
La verità è che non voglio sapere la verità:
l'importante è cambiarla.
Chissà chi sei ora nelle tue città francesi
con quegli orribili brunch d'hotel alle 8 di mattina
ed il fiato che senza fiato è rimasto indietro
a guardare in lungo la promenade.
Quel che importa è ciò che io non sono
ma come valore assoluto,
quello nominale è infine solo una tassa
dell'arbitrarietà.
Seguo le tue tracce. Sono prima orfano
e poi vedovo.
Immagino la perversione dei loro baci,
casomai te la sentissi di uscire.
Ed io...ed io: ovunque vada ci sono dentro.
Che ore sono adesso? Ossia, quando mi sveglio?
Il problema è che sì, potrei staccare la spina,
ma per ogni bicicletta nuova provata
sono due ginocchia sbucciate.
Coi bastoni da passeggio fra le ruote
da parte di quelli brillanti;
e ti volevo perché solo io ti vedevo luccicare.
Brinderanno tutti:
chi con le unghie nere,
chi con l'idea di finire urlando al freddo,
chi collassando su uno sbaglio che sbaglio non era.
Chi siamo non lo so più,
o meglio, non si sa di non saperlo prima.
Di sicuro,
domani saremo nient'altro
che gli stessi di ora.
Capita quando l'orologio ha la presunzione
di pensare di essere il tempo.
Nell'onda dell'anno atteso
molti si fingono ansiosi
cadono dal punto più alto
di una scogliera, la sognano
rendendosi invisibili
quando ci sono si spengono
son morti, insieme a tanti sogni
smarriti nell'aria come angeli
che non deludono ma salvano
respiri profondi riconoscenti
verso soccorsi, movimenti
continui, ove il sole, buono sta
si calma. E' contento di assistere
ad una pace profonda
vorrebbe che non finisse mai
questo momento, così raro
amando follemente
Ero uscito a cercare un motivo
per festeggiare anche quest’anno,
perché un sogno forse è solo
un sogno se non ci si china
per aiutare il sogno di un altro.
Così ho aspettato che qualcuno
dispensasse un sorriso con
l’elemosina al bambino al semaforo
per provare a levargli quel broncio
segreto dietro al pianto truccato.
Dopo un po’ mi sono avvicinato,
appoggiandogli pochi euro nel berretto.
Insieme a una carezza sulla testa.
Mi ha guardato, e domandato il perché
di tanta gentilezza…
pochi minuti
scivola nell'armadio.
Ricco di pianti
risate strette,
ricordi
spazzati dal vento.
Ieri gironzola
nei pensieri
distrattamente
conservati.
Ferite più o meno
impresse sulla pelle
o lontane lassù
tra le stelle.
Dalla finestra la
la luce
del nuovo anno
timidamente
si affaccia salutando
un giovane sole,
un delicato
addio alla vecchia luna.
Luci scoppiettanti
lasciano rimpianti,
accogliendo con speranza
ogni anno che
si sussegue
mai stanco.







