e mi ritrovo sveglia
con occhi spalancati
l’ultimo dell’anno parentesi
alle pareti non ancora chiuse
le finestre accigliate tra pepli e aria liberty
fisso le pose cerimoniali del Mackintosh*
la prima figura dare la schiena alla seguente
e così via, dove si fermeranno c’è una fontana
sembra l’altare della fede
non ho abitudine alla fede ma mi affascina
la tenacia degli insetti sulle lampade
pronti a finire in un brillio
ho tanti bei propositi malgrado
mani di eclissi sugli azzurri
spalmo noci di burro sul pane
mi dico lo spirito si nutre a partire dal corpo
su per la pelle sagome e bordure il rêve
di un simbolismo tormentato
il respiro mormora a se stesso -flocculi-
mi assento un po’ per annullare statici
meravigliarmi, intero il cuore penetrare.
Sarai più buono forse...
Solo se tu lo vorrai.
Osserva la luna stasera
sta appoggiata al cielo
e le stelle la stanno a guardare
lei non è cambiata
è come quella di ieri, come sempre.
Sarai diverso, come nuovo,
un anno in più può cambiare la vita
un vecchio oggetto che non è mai servito
lo avrai buttato dentro il passato.
Sarai più buono
andrai a trovare chi non ti ha mai dimenticato
e che tu da tempo hai trascurato.
E’ un giorno nuovo
dopo i rumori e buoni umori,
solo se tu lo vorrai
dentro la luna potrai dormire
per poi sognare
di essere tu appoggiato al cielo
con tante stelle che ti stanno a guardare
perché sei cambiato...
Più buono.
se per un bacio
ancor m'inebrio,
come uno sfiorare
di un soffio tra i capelli.
Sento dentro...
il peso leggero
di un petalo scarlatto.
Mi sconvolge coi gesti
i sensi gentili...
i respiri delicati.
e mi accarezza...
come quel velluto
che al tatto
è come la tua pelle.
Conservo avidamente
queste dolci sensazioni
in una custodia
turbata da due cuori.
No, anche stavolta non sopporterei il Risiko
Lo sai chi ci aspetta è una sola città
e chi pensiamo ormai è chi non tornerà
Mi sono reinventato pur sempre ridicolo
L'ennesima rosa è il mio ultimo spicciolo
Ma con chi ridi fra la gente di Via Beccheria
E poi mi schivi, sono il cattivo della favola mia
Amico che ne pensi di camminare ancora
Non ho capito se fosse castana o mora
Alle sbornie si sa, mette fine solo il cielo
Le ali prestate da un diavolo che si sente solo
Tu dimmi che il tempo è un acrobata sospeso
che pur avendo perso non si è ancora arreso
E ce l'ho qui accanto, solo che non lo vedo
Un buco nel vuoto è un passo che non cedo
Amico sui cui dormo mille notti e inganni
Ti confesso quel che faccio e non vorrei farmi
Cioè pensare che bastino gli occhiali da sole
Per non accecarmi più con le sue parole
Un'altra sera va e ancora senza stralci di neve
coi cappelli finiti nel vuoto che poi si beve
Con i sospiri riflessi su dei pattini imbiancati
Ed una pista immensa di pensieri scivolati
Amico forse avevano ragione di restare a casa
Sento la magia ma non so se esista la fata
Amico anche il bianco lo spacciano per colore
Ma tu che te ne intendi di più
Dimmi la corolla sgualcita del prossimo fiore
Scontato
come un regalo scartato
o la crescita di un albero
che peggior parola
la sua sentenza ottenga
dal risultato, e silenzio resti
pallina d'oro
ché parola s'è addobbata
sculetta, di dialettica forbita
- ipnotica sequela -
vuol'etita alla corda
appesa per la gola.
Parola, gran pretesto
in quel suo mostrarsi lesto
esce presto, alla buonora.
Sempre prima
ma vuol'anch'esser l'ultima
per fare, in proprio, effetto
dar spettacolo di se
come se il tempo
le andasse stretto
... solo paura
che fatto non la cinga, e rimanga
a fianco esposto
per quel ballo ...
da sempre rimandato.
le mie ultime orme
sulla spiaggia deserta.
Non parlano
non si lamentano
e camminano con me.
Da questo lembo
di terra emersa
e fino al fondo
della bassa marea
là, dove ogni pensiero
annega solitario
mentre il Mare...
sanguina d'aurora.
..
Parlatemi d’un qualche nuovo astro
che prenda il posto della dolce luna
nelle mie notti d’alta euforia.
Voi che annegate nella poesia,
voi che leggete quanto scrivo qua,
datemi un verso, sintesi perfetta
del navigar nel flusso di magia.
È l’ora in cui mi brucerei alla luce
d’un altro sole incandescente e mio,
curiosa stella esente da tramonti,
perenne ed oculare testimone
d’una carezza della felicità.
Ti desidero nelle mie canzoni
Aspiro a te, all'appartenenza che mai sarà,
al nascere del sole,
muore il sorriso.
Succede che la vita ti sveglia brutalmente
nascondendo la visione brillante.
Si spengono gli occhi
si alzano barriere
quel destino che credevi
quasi realtà scompare
senza far rumore.
Un'onda gigante travolge tutto,
si infrange contro la luce.
Non si placa neppure
davanti alla forza
dell'immenso paesaggio silenzioso,
dove lo sguardo diventa deserto.
La tavola della verità mischiò le carte.
Zampillò vita dai buchi, motori nei pieni.
Gioco di fontane al suono di Beethoven
Lo spettacolo di cornamuse, dismessi.
Il crocifisso percorse la stessa strada.
Scendendo nei crocevia inseguì le spade.
Si avventurò nelle Americhe.
Risalì l’Africa.
Bisognava rispondere a Pilato.
Dio è morto gridavano in un megafono.
La perdita non colse di sorpresa i mercati.
I parafanghi ripresero a respirare
il trend del latte quello ortofrutticolo
il cartello degli abeti cinesi.
Vapori di cromo e ferro costruivano megalopoli
Nulla di paragonabile alla nascita del Plutonio.
Il fumo di una Quasar
La tonnara di colombi, vetrificati.
Al Darmstadio avemmo una tregua
Giurare sul centoventi dopo il successo degli altri.
Isaia gridò Passione e tradimento
Il moplen gocciolava su una stalla.
Comparve un piccolo idrogeno. Sorrise.
Lo spazio di lana ruotò intorno.
a quelli che hanno
solo loro e se li fanno bastare
senza sprecarli per quando
arriveranno altre bufere
di tempeste
che forte soffieranno
Buon Anno a coloro
che meditano abbastanza
e non fanno lavaggi
di coscienza
stando in silenzio
non cercando ripari
dove il cuore respinge
e il rimprovero ammonisce
Buon Anno ai poveri
ma che sono positivi
a dispetto di quelli
che si definiscono perfetti
con un bagaglio di ipocrisia
che mira in alto e mai in basso
Buon Anno alle persone
infastidite non dalla solitudine
ma da un mondo sopra le righe
catturato dal niente
nelle luci della perfezione









