Ave, o Maria di Nazaret
il padre tuo Gioacchino
svigorito mentre ancora aveva
da mungere prima della cena
non poteva immaginare.
E a madre Anna madida di sudore
non era dato sperare tanto
mentre raccoglieva sorgo e avena.
Ma saranno infruttuose
le tue preghiere
per noi impenitenti
peccatori
quando giungerà la morte
e ci rinverrà pregni degli odierni
princìpi: iPad, tablet e smartphone,
ps4 e annessi variegati accessori.
Di pioggia e d’aratro,
cruciverba planetario
chino su spighe di grano,
s’apostrofa un carillon
d’assenza e silenzio,
spiccioli di cuor
perduti nel vento.
Tramonto scalzo
fra le rotte dell’anima mia,
bicchier di lacrime sole
in un inciampo d’aurore,
riscrivi il mio sguardo
orchestra della sera.
conta gli istanti e ogni istante
piega le labbra
ogni piega è il tempo
è un ricordo di felicità
una stagione di vento
dove si allontanano le nostalgie .
L'essenza si è dispersa
in un campo di leggerezza
io l'ho racchiusa in un bocciolo di Maggio.
- Nel silenzio s'apre !
Ed è poesia infinita.

Dal Web
mentre un'alba scopre
uguale sempre
sogna di vederla
incandescente
donare parole
che vane non sono
che restano nei cuori
della gente molto semplice
come lei mentre riguarda
il pensiero di un istante
sentito che mordere fa
si chiede cos'è il cielo
se una farfalla non vola
se le sue ali sono ammalate
anche quando melodie bellissime
raggiungono la mente
ed investono il cuore
con la luce degli occhi
Sente un luccichio penetrare
lo desta, ma fermo rimane
e finge di viaggiare
senza rapire
scritte da mano d’angelo all’istante
senza l’ausilio di nemmeno una
di quelle sette note che conosco.
E suonano, suonano incessanti
con i violini buffi ai quali poi darò
i nomi di fantastiche Meduse
e posti sacri dove custodirli.
E vibrano, vibrano da Dio
toccando corde di chitarre vento,
sicuramente meglio di certi cuori
intensi, innamorati da impazzire.
E odorano, odorano di rosa,
la specie più esclusiva inesistente,
aspettando che almeno li accarezzi,
i sogni che non ho fatto mai.
riflettono bagliori di luce,
sono lampi, momenti fugaci.
Nella mente si pone l'idea
e poi matura con il cuore,
energia protesa al bene.
Sono veli che coprono e fanno filtrare.
Nell'angolo dell'anima si lasciano posare.
Illusione, che può far tremare,
e poi ritorna il buio della notte,
che assale senza dare scampo all'amore.

Mi fregio del verbo trascritto
da mera passione sospinta
nell'intreccio di sentimenti
traccio nel foglio trame.
Attraverso percorsi
bruciando suole su asfalti
incrociando spider rosse
e motori che rombano.
Cadono sillabe su mani confuse
colmando vuote valigie,
viaggiano inconsapevoli
verso altri percorsi.
Ruote bucate da biglie rotte
disseminate come mine vaganti,
stridono innanzi alla platea
che applaude ed elogia
sudore e sangue non versato.
Nel teatro dell'esistenza
Mangiafuoco ha cambiato pasto,
si nutre con versi raccattati.
La volpe sfoggia la pelliccia
ed io continuo la corsa
contro il tempo che fugge impaziente
consapevole che tutto prende e non rende.
Sento dei morsi il lento femmineo andare
Dal contorno al lembo giunto
e da crisalide ferma all'essermi nido
lancio dagli occhi lubrìco sguardo.
A te
le tue tele
il freddo impazzire di volo
Stanca la mano al saluto riverso
caduca
fulminea lente ritraggo in bocciuolo
al farsi rosa.

mi ha spaventato a morte
dolcetto o scherzetto?
coltello o cerino?
per un centinaio d'euro
e una bottiglia di profumo
al pino mugo lo farei.
E rifarei quelle scale
altre mille lune,in punta di piedi
al ritmo cassa _basso
nelle tempie,
disperazione che svuota e riempie
i polmoni
la sfida fra codardi è irreversibile.
Nelle lande notturne
anche un soffio,
ombra gigante,un dirigibile
l'eternità conta le ore ad un esame
e la pioggia sugli occhiali
all'aeroporto.
le mie labbra,
il fuoco nei miei sguardi,
i miei sorrisi.
Leggi i miei desideri
e stringimi forte a te,
come un tornado senza fine..
La mia bocca si farà baciare
senza tregua,
tra dolcezza e follia.
Le mie mani ti accarezzeranno,
perdendosi
nei labirinti più ambiti.
Correremo a piedi scalzi
rincorrendoci,
arrivando a quella cascata infinita
di passione!
Bagneremo la nostra pelle,
di felicità ed eros,
costruendo brivido
dopo brivido,
la nostra strada in salita,
il nostro amore,
sospirando dall' alba al tramonto,
questo calore!
Padre vostro
che sei nei cieli
sarebbe buona abitudine
ti presentassi
ai tuoi fedeli
che la domenica
affollano la tua chiesa.
A tutta quella gente
che non si è ancora
arresa
negli ospedali
santificando il tuo nome.
A chi occupa le mura
degli altri e non quelle
più consone di una prigione.
Ma sia fatta la tua volontà.
Dacci sulla via non solo scogli,
ma anche il pane quotidiano
che ci è stato tolto da chi
ci governa, con i loro brogli.
E liberali dal male
su quella stessa via.
Presentati
loro…
fa che così sia.scavai nel cielo senza darmi tregua,
sicuro prima o dopo di scovare
l’inizio di quel raggio che non vedo.
Mi piacque demolir fosche figure
formate dalle nuvole in cammino,
figure a guisa dei dannati ghigni
che già all’avvio spezzano il sospiro.
Fu poi la volta della pioggia nera,
di quella che di netto disunisce
il vezzo di guardar lassù, in alto,
con la speranza di vedere il sole.
Toccai la ruggine degli uomini
che mai la diluiscono giù in terra
e, al contrario, l’affidano al futuro
per conservarla nell’aria maledetta.
Scavai nel cielo anche da grande,
armato più di quando ero fanciullo,
ma a malavoglia presi buona nota
che nulla nell’aria era cambiato.
Ero mutato io, l’uomo dei sogni,
che del bambino non ho più la stoffa,
pietrificato nella certezza stolta
di alterare il mio assegnato fato.
Strana coltre assorbe i poeti
ne fanno per l'arcobaleno
vengono, vanno,
rivangano e come nuvole
si spostano al vento
cercano spazi, colti giardini
in cui versare
nettare proprio a prolificare
o forse... aride terre
per sollievo poter arrecare.
I poeti sono oltre la pioggia
anche contadini,
se germoglio cresce,
d'orto per ortensie
o per ortaggi, da giardino
per distrarsi o incantarsi
- senza essere provetti
... giardinieri professionisti -
da campo incolto
per belle partite
a pallone con gli amici
da campo brullo
per quattro righe,
racchette e palline.
Certo i grandi, son grandi
e non si toccano, quelli
che giardinieri diventeranno,
non si toccheranno;
ma chi l'ha detto che come cirri
nel divertir crescendo
non possano regalare acqua
... e di quella fina?
Ehi,...Sai dov'è casa?
Il luogo dove sarò felice,
per caso hai visto nel tuo viaggio
quel giardino fiorito di rose
dove scorre limpida la vita?
Cammino ormai da tanto
e stanca vado
adagio.
Il sole scende già sulla mia vita
nell'anima serenità infinita,
forse tu mi sai dire
dove mi attende casa?
Molto ho imparato
tanto ho insegnato,
ho amato, curato,
sognato
distrutto e costruito.
In un tempo creduto infinito.
Le mani stanche, ed il sorriso
lieve
di chi sa che tempo è ormai di andare.
Questa è la casa
ed io sono arrivata
nell'anima solo serenità infinita.











