La pioggia continua a cadere
sui nostri sospiri,
cornici di suoni
a questi istanti
di abbracci intrecciati
nella realtà di un sogno.
Anime che si cercano
nel giardino dei sensi.
Parole
che lasciano il posto
a silenzi d'intenti,
a dolci baci
dal sapore di miele e cannella.
"E tu, Alba,
testimone
di questa notte d'incanto:
non svegliarmi!
Lasciami sognare ancora
in questi ultimi attimi
dal profumo avvolgente
dell'Aurora".
oggi si fa annunciare,
ieri non l'avrei mai detto.
il giorno che sono nato
in mente ho custodito
e mai me ne son privato.
Frattaglie di doti antiche
ben bene lucidate,
ricordi di voci amiche
aspirazioni alate.
Morale, educazione, in grande quantità,
giustizia ed onestà in grande evidenza,
perché di queste qua
non potessi farne senza.
Ma, tra esse, una mi stupì
avea forma diversa,
e subito m’incuriosì
parea colà dispersa.
Volò dalle mie mani
leggera e impertinente
con volo di gabbiani
uscì dalla mia mente.
Sul petto si posò
guardandomi felice
al mio stupor chiosò :
“il posto mi si addice !”
Sono l’Amore vero
quello che un di darai
a profusione, spero
se t’innamorerai.
Non farne uso estremo,
spendimi se vorrai,
sono unico e supremo
se tu mi apprezzerai.
Donarmi è adempimento
a cui non puoi sottrarti
pena inaridimento
di me tu puoi fidarti.
Lascia che sia sol io
che muova i passi tuoi.
Non darmi mai l’addio
se vivere tu vuoi.
Dentro due occhi belli
in essi affogherò,
Né scatole, né orpelli,
nel cor soggiornerò.
Il muro sul quale i Poeti hanno scritto
screpolature inusuali
e schiene bianche distese
sul letto al chiaro di luna
mi rapiscono
ed io nel silenzio per lei
piango
ridendo piango
sarà via all'alba
tornerà da lui
in cima al vento e alla neve
e qui
il mare con me
piangerà
ridendo piangerà
e i muri sapranno di aromi amari
per poterli ricordare
ed il mio andare sarà confuso
confusione
di tanto in tanto
piango
ridendo piango...
Accendo il mie cielo
nelle anticamere delle attese,
dei volti appesi come vecchi cimeli,
delle speranze in fuga.
Accendo una notte
che sembraca indifferente
al tuo richiamo,
alle tue labbra
che hanno il gusto dell'oceano primordiale
da cui prese forma la vita.
Percorro il labirinto
delle domande senza risposta,
tra le nebbi e i fumi
di rabbie mai sedate,
ma non mi perderò,
ora che ho acceso il mio cielo
sulle ali di una farfalla
che mi guiderà verso
un piccolo paradiso
e su di esso volerò silenzioso
nella mia notte.
Quattro preghiere
che al mattino avrò dimenticato
Un addio alla luce
che al risveglio mi dirà buongiorno
Un abbraccio alla morte
sperando vada a dormire
quando sarò desto
Un membro esausto
che al mattino sarà dritto
per tutt"altri motivi
BUONANOTTE AMOR MIO
Potessi rinascere,
donna ancora mi vorrei.
Assaporare i tuoi occhi affascinati
dall’incedere sensuale,
da quell’essere femmina
anche solo nello sguardo, col sorriso.
Godere dei tuoi abbracci,
regalarti ogni piacere,
ogni bacio, ad ogni sguardo.
Portarti con carezze al di là dei confini del male
donarti con l’amore un mondo nuovo.
Accogliere semi e cullarli, offrirli alla luce
e a te: mio pegno d’amore.
Inondarti di profumo, ubriacarti di tenerezza,
elevare all’ennesima potenza
il tuo sguardo di maschio.
… E poi sentirmi nell’anima tua!
Potessi rinascere
Donna tua saprei essere ancor…
quando lascerò per sempre
questa terra
gettate al vento le mie ceneri
nessun sepolcro
per l'essenza d'un poeta.
Libera nel vento
danzerò al ritmo d'antiche
melodie fondendomi
con l'Universo in un
amplesso perenne.
Mercenari e politicanti
figli di scrofa
non avrete la mia anima.
La morte non mi coglierà
vuota
è solo un fatto scientifico
quel che m'accade
giammai, sepolto il mio spirito
libero e vagabondo
Sveglie mattutine
ormai tutte uguali, tutte identiche.
La mano
fra i capelli.
Gli occhi osservano
il cielo ormai estraneo.
Continuo a pensare
a sognare...
Una figura
si delinea fra le nuvole.
Vorrei afferrarla
ma è irraggiungibile.
Attendo
che tutto torni come prima.
Tornerà ad essere luminoso
quel cielo che non riconosco più.
Si riaprirà
e sarà ancora il paradiso.
To vojo dì tutto d’un fiato,
s’o voi sapè de te io so ‘ncantato.
L’ho detto senza usà alcuna rima
solo perché t’arivi ‘n poco prima.
Sei come la rosa che tajo tutt’e matine
e metto in acqua insieme alle sue spine,
co la speranza de vedè schiude
la sua bellezza che mai non mi delude.
Lei è er profumo che avvorge ogni ambiente
e s’alloca ner naso impertinentemente.
Tanto che ormai fa parte de mia esistenza
ar punto che non posso farne senza.
Er guaio e che dar naso sale su,
se ‘ncolla nella mente sempre più
e nun me fa ormai ragionare,
me avvorge fino a famme innamorare.
De lei me so talmente invaghito
che se me pungo co la spina er dito
invece che gridare dar dolore
le chiedo de damme solo un po’ d’amore.
Nun mo negare mai quer sentimento,
vivo d’amor e morirò contento,
sol quando tu me lo regalerai
e, nel mio cuor, infine fiorirai.
T’ho dato un nome, inciso e cesellato
de pietre preziose inanellato,
breve e coniato in tal guisa
che possa dire in fretta, cara....









