con inerti gesti condizionati,
radermi la mattina,
con i ricordi sopravvissuti
al profondo tunnel della notte
e delle piccole morti quotidiane,
sopravvivere così,
non mi basterà!
Occorrerà risalire la china,
sulle viscide pareti della prigione del giorno,
con eroici sforzi di emozioni,
anche gettando a mare le convenzioni,
con acute esplosioni psicosomatiche
e azzardati soprpassi di atti di pensiero
sulle strade del ritorno,
ritorno ad un altro amore,
ad un'altra felicità,
a un altro dolore,
ad un'altra sensazione:
ritorno alla vita!
Il mio canto d'Amore
è scritto nel cielo
e prima che il vento lo porti via
a smarrirsi tra le stelle
ti stringerò tra le braccia.
Voglio che il mio canto
anneghi nel tuo mare
cosi da cancellare il buio
e sfidando l'impeto delle onde
perdersi nell'orizzonte.
Il mio canto d'Amore
strapperà caldi sorrisi alla luna
fino a portarmi al nuovo giorno
e amarti fino a naufragare
tra gli angelici sospiri.
il fermarsi del tempo
ed ancora ritorno
ritorno verso quei campi
bagnati di girasoli
su quelle strade
che sembravano portare all’orizzonte
guardo la notte
il blu più scuro
e di nuovo ritorno
ritorno verso quei profumi
vestiti di nulla
eppure segnale certo
del tuo arrivo
no, non ho paura di ritornare
no, non ho paura di stare
no, non ho paura di sognare
no, non ho paura di cercarti ancora
non perdo nota
che non sia stata traccia tua
non guardo cielo
che non sia stato tuo
non percorro strade
che tu non conosca
no, non ho paura di ritornare
no, non ho paura di stare
no, non ho paura di sognare
no, non ho paura di cercarti ancora
voglio solo esserci
così come sono
nascosto dietro tele trasparenti
seduto su un punto
che può congiungersi al tuo
ti cerco ancora
vicino a quei gradini
su cui hai perso lacrime
senza vedere la gioia
aggrappata a te
quasi come una piuma
ti cerco ancora
tra le strade acciottolate
vicino agli spruzzi di glicine
che inondavano il crescere
e ti donavano
dolcezza ed armonia
no, non ho paura di ritornare
no, non ho paura di stare
no, non ho paura di sognare
no, non ho paura di cercarti ancora
non perdo nota
che non sia stata traccia tua
non guardo cielo
che non sia stato tuo
non percorro strade
che tu non conosca
no, non ho paura di ritornare
no, non ho paura di stare
no, non ho paura di sognare
no, non ho paura di cercarti ancora
si offre a nostalgici ricordi
mentre il cielo accarezza la sera.
Mio unico piacere il suo mezzo sorriso,
nella magia di questa notte,
un abbraccio di cielo
bucherellato da mille stelle.
Mi perdo nei pensieri,
tra file di reminiscenze,
cicatrici…
Vado riprendendomi le mie orme
sulla sabbia imbevuta di noi,
prima che la brezza ne cancelli la presenza.
… Sono mie, solo mie ed erano felici.
Or son ricordi e son lontani.
Dimmi, sei triste anche tu?
… Resta con me, malinconica luna,
fammi compagnia
Scrivo delle strade dell'alba
già vaporizzate da veleni variabili
per i miei occhi lacrimanti
da sempre più adatti alla notte.
Scrivo per i miei desideri alcolici
stupidi almeno quanto me.
Per il sesso rubato al tuo sonno,
per la tua infinita pazienza
mentre sopporti un vecchio
che avrebbe preferito chiudere
molto prima la partita.
Scrivo per l'autobus che non si ferma
per la gente che cambia marciapiede,
per il mio stomaco incivile,
per la scala della vecchia chiesa
dove mi stendo quasi ogni mattina,
prima dell'Inferno giornaliero.
Scrivo per la mia casa,
per le sue pareti di ferro e pietra,
per la sporcizia sul pavimento
per la carta ammucchiata
che incita, la mia mente analfabeta,
a succhiare le mie ombre.

sui viali di tamerici
scogliere di schiuma
e onde azzurrissime.
Barche e silenzio
nei canali immobili
a ridosso di piazze
di ponti e stradine.
Antiche fortezze
a guardare le navi
dondolarsi nel porto
o svanire nel sole.
In cielo i gabbiani
a sfidare il libeccio
tra le nuvole rosa
e tramonti di fuoco.
Gente orgogliosa
dal cuore sincero
uomini e donne
di luce e salmastro.
Il canto del vento
a scandire le ore
ed intenso nell'aria
il profumo del mare.
nell'alito caldo di un amico,
negli spazi aridi delle certezze,
tra le pieghe di abiti e volti impeccabili,
nei campi arati in attesa del raccolto.
Prospera nei lievi sospiri
delle attenzioni amorevoli,
nei sotterranei laboratori
di fisica quantistica.
Gelida ossessione
di una mente affannata,
o fertile candore
di una ostinata voglia.
Fiore intricato come edera,
si inerpica sui limiti estremi della ragione.
Ha infinite radici,
radici inestirpabili
che attraversano tutta la terra,
ben salde al magmatico mistero dell'origine.
Mi racconti quello che è successo, “quella macchina ha smesso di battere, ha iniziato a suonare, disegnando una linea lunga orizzontale; le corse dei medici il massaggio cardiaco che non è bastato.
Appare la galleria lunga buia, una luce accecante, persone intorno a me si disperano, famigliari distrutti, mi consolano, quel fascio di luce mi porta via oltre la barricata.
Anche se sulla terra stavo bene, stranamente sono felice anche qua”.
Il tuo racconto mi lascia senza parole, ti ascolto ma tu non sei più con noi, nonostante tutto sento pace e tranquillità.
Mi trovo a pensare...la morte non è la fine della vita... ma è un viaggio, che ci porta alle persone a noi care, che non vediamo più.
“Mi sento diviso fra due barricate, vedo scorrere la vostra vita, vedo voi tutti che soffrite, mentre io sto bene”, “tutti prima o poi ci troveremo su questa strada, passeremo dalla vita alla morte, qua non esiste l’odio che c'è sulla terra, oltre la barricata regna solo l'amore, il corpo muore, non lo spirito”.
Ridi... tranquillamente bello come il sole, “tesoro nulla accade per caso... alla morte segue un'altra vita, chi resta soffre molto, è vero, devi dire a tutti di pensare che un angelo custode vi segue sempre, vi guida, la vita è solo una tappa, una stazione di partenza, oltre la porta vive lo spirito”.
bagna e porta lontano
quel riflesso disteso
quasi fosse specchio
calice di pelle ambrata
sgorga e disseta
ancora la notte
dentro il suo blu
il mare riflette
proiettando verso la luna
sfumature di pelle
intarsiate d’amore
il sole impaziente attende
dietro questa luna nuova
osserva e respira
rendez-vous d’amore
Ci amammo un’estate senza sosta
ar ritmo di una samba ad una festa
te colsi su la pista e non per posta !
C’amammo sulla spiaggia quella notte,
nell’aria c’era un suono de sirene
perché arrivarono tre auto poliziotte,
fare l’amor in spiaggia nun sta bene !
Andammo ner tuo arbergo a consumà
pe ripijà quell’interrotto incanto,
a cui nun volevi rinuncià,
ma c’interruppe l’omo de la porta accanto.
Nun te volevi arende…chissà,
“so troppo bello” me ritrovai a pensare,
cor desiderio nun se po’ scherzà
se ar cimitero volesti a farlo annare.
E non fu là concluso il tuo desio,
giorno e notte dovetti faticà
a scanso di mormorio
pe fatte fornicà
Ormai ero distrutto
‘n c’avevo forza più,
me misi ar braccio er lutto
pensavo a Napoleone e ar verso di “Ei Fu”.
Infin mi arruolai nella Legion Straniera,
nun sogno de tornà,
quanno che cala a sera…
me va da riposà !
già le tenebre
sussurrano.
Un velo nero
si è adagiato
sulle nuvole.
E' sceso
inesorabile
sul mare.
Un' ombra scura
è riflessa
sull' acqua.
Si muove piano
nell' ultima
luce.
E' un vecchio
solo
a piedi nudi.
Passa
in silenzio
senza guardarmi.
Il vento
cancella
le sue orme.
Lo vedo svanire
in fondo
alla spiaggia.
Come un fantasma
nel buio
della notte.







