Il vento amico,ascolta il mio lamento, tra le fronde
degli alberi bisbiglia una triste canzone, facendo vibrare
le corde del cuore.
Il vento amico, nei verdi prati tra l'erba fresca e candide margherite,
sussurra le sue melodie preferite, in alte vette innevate,
regala sfaccettature dai mille colori servendosi del sole,
per riscaldare il mio cuore.
Il vento amico, nelle giornate di pioggia, tra spiragli di luce
e l'odore acre dell'erba,allontana la mia sofferenza, accarezza
le onde del mare che si rincorrono tutte eguali, per ricordarti
quanto io ti ami!
questa mattina
nella voce del mare,
nel tonfo monotono
cadenzato e lento
della risacca.
Pensierose onde
sotto un sole lavato
da nuvole dense,
e una docile brezza
che increspa i granelli
sulla spiaggia deserta.
Cammino con te,
con la tua ombra
riposta nel cuore,
col tuo profumo
ritrovato nel vento
nel sapore del sale.
Ma tu sei distante,
sei come quell' isola
irraggiungibile,
che fa capolino
nascosta nel velo
di vapori leggeri.
Mi volto a guardare
la candida schiuma
sulla battigia,
cancellare le impronte
il tuo nome che ho scritto
sulla sabbia bagnata.
il passo, il salto, il volo
il tragitto verso l’assoluto.
In questa vita ho fallito
e adesso mi ritrovo nudo
a vagare per strada
con una valigia piena di inutili poesie.
Questa vita mi ha offeso
mi ha scavato e denigrato
succhiandomi fino alla radice
il sangue, il bene
l’amore che mia madre mi ha regalato.
Ed io illuso, ho cercato
d’appagarmi del profumo
di piante grasse
ingoiando le spine
come fossero ginestre.
Adesso che mi guardo nei tuoi occhi
mi ritrovo inerme
un falco, un’ape, un verme
un uomo trasparente
piegato alle incombenze.
Tu se puoi
portami lontano da questo imbuto
e in cambio ti darò
tutto quello che mi rimane
un cuore martoriato e un’anima inviolata;
non ho altro
se non questa terra bruciata
sotto le suole e in mezzo ai denti
un sorriso malinconico
e la voglia di ricominciare
lontano da questo frastuono
di maschere e finzioni.
Accoglimi sul tuo seno di lacrime
dentro il tuo ventre candido
nel tuo cuore incredulo
nelle crepe della tua pelle
e saremo unico incastro
melodia e incanto
per sempre.
e c'è vivo e vivo
così che di quanti morti
è pieno il camposanto
tanti son nati
ma non son mai vissuti
ché non si so' accorti
d'esser nati vivi…
così tanto vivevano da morti!
Or si sa
la morte fa paura a tutti quanti
specie agli umani che son vivi
perché sanno prima o poi de morì
ma coloro che vivono da morti
non hanno mica tema de morì...
quanto piuttosto de campa’!
A sud dell'umana passione
per noi quasi luogo comune,
come passiflora selvatica
viscerali ambizioni
scuotono fronde marce
di filosofie millenarie
abiti consolidati
memorie
intellettuali inganni.
Modernità si appressa
alle false mura
di scenografie credute sicure
ma obiettivamente di cartone
pressato dai secoli.

s'arrende al mare il flutto,
nascosta nel guscio la perla,
tuffati fino a vederla.
Vola nel vento solitaria,
dal verde rubato all'aria,
non finirà mai nella serra,
tornerà figlia, figlia della terra.
Così danza, con tanta voglia,
un valzer, quest'ultima foglia;
incredibile , a dir poco, l'indizio:
dov'è la fine, là c'è l'inizio.
Sempre assaporerò te
questioni alla mia mente
che per ancora molto tempo
non accetteranno la tua distanza.
veloci, le sue mani
e musica e pensieri
son voli di gabbiani!
Le note, con pazienza,
insegna a chi la segue,
che presto la sequenza
sul rigo legge e esegue!
Ha l'occhio sempre vivo,
lucente in un bagliore:
la Musica è il motivo
di tutto il suo fervore!
Per insegnar le note
usa la fantasia
e le parole vuote
colora di magia!
Il "Fa", una farfallina
svolazza sotto il "Sol",
del "Mi" il dolce miele
al "Re": quanto ne vuol!
La bella Sirenetta
che dice sempre "Si"
al "Do"no che l'aspetta
"La" in quello spazio lì!
Sei unica e speciale,
Maestra mia Valeria,
al saggio mio finale
la prova sarà seria!
Al mio primo concerto
ti voglio in prima fila
e del mio passo incerto
tu 'l mio talento affila!
La calma e la pazienza,
argini ai miei fragori,
contengon l'irruenza
dei miei 'nfantili ardori!
Domani, più matura,
anche se 'l core allieta,
studiare sarà dura,
dirò come 'l Poeta:
saprò quant'è di sale
lo scender e lo salir
per queste Scale!!!
Questa "poesia" è dedicata a Valeria, la maestra di musica della mia nipotina, di sei anni, al suo primo saggio di pianoforte.
me disse ” nun sei affatto naturale”,
c’avrò di tanto strano io pensai,
me disse che per lei ero speciale !
So bello a mamma mia, n’ ce lo so ?
E solo lei me lo aveva detto,
or che so granne granne, però
si me lo dicono casco giù dal letto.
Viè qua, o bella mia, bongustaia !
Te faccio vede de cosa so capace !
Sono de più de quanto non t’ appaia,
sono ‘n mandrillo e nun prendo pace !
Pace de che ? Argomentò mi moje,
sbucata fori inaspettatamente,
le notti dormi oppure stai a raccoje
li cocci tuoi virili, anticipatamente.
E goditela sta bellezza,
de forme “accidentali”
pe me è na schifezza…
e nun c’ha manco l’occhiali. !
di sole
sulle navi.
Vibrazioni
di colore
sull' acqua torbida.
Braccia ciclopiche
ruotano
sotto le nuvole.
Scivolano in cielo
tra voli
di gabbiani.
Barche nere
di piccoli uomini
in controluce.
Sfumano lontane
dove il mare
è più scuro.
Un tintinnio
di cime
nel filo di vento
mentre il faro
sonnecchia
aspettando la notte.
d'albe e tramonti
cercare di guardare oltre
ma ugualmente
esserti vicino a qualcosa
che la ragione
non riesce a spiegare
Il pensiero prende forma
immagina
un dipinto di scene vissute
che solo questo tempo
mi ricorda
Una realtà parallela
fatta di attimi
di libri mai aperti
di fotografie
ritagli sbiaditi
nei nostri passati
La violenza degli addii
ci si vuole troppo bene
il distacco
sei importante per me
anche tu lo sei
giura non ci perderemo
Gli occhi lucidi
quale alchimia lega
le persone
Poi questo mostro
che chiamano orgoglio
la superbia
violentare
la propria anima
implorando
il bene di quel tempo
Ricordi che hanno
il sapore del miele
Dove di trovi
nei miei sogni confusi
l'inconscio non mente
in questo spazio di me
che vuole cancellarti
in un dualismo
che non sembra avere fine.
ti dibatti ancora sul fondo della barca
come tu solo sapevi fare in un arcobaleno dopo l'altro
fino ad andartene sereno -
ma ora uno straccetto del nulla con puntini di sangue,
ov'erano attaccati angelici
gancetti d'amore.
è il sole
che fa gioire il giorno
ed è l’arcobaleno
colorato nel cielo
dopo tanta pioggia
fa tornare il sereno.
La mia vita
è vedere quel sorriso
attaccato ai miei occhi
e non vuole sparire.
Il mio caldo cuscino
la mia coperta preferita
che ha accompagnato la mia storia.
Il suo dolce profumo
come mare d’agosto
dentro un soffio di vento
caldo e leggero
lo rinchiudo dentro un piccolo
contenitore di vetro
per non farlo disperdere
così potrà accompagnare la mia vita
ancora per tanto
anche in eterno.












