L’onda bacia impetuosa lo scoglio
e trine di spuma tinte d’arcobaleno
salgono a cercare il cielo.
Piovono negli anfratti
gocce iridescenti,
chiara è la grotta
di luce azzurrina.
Ancora l’onda si scaglia
a stremare la pietra
che piange da rughe vetuste.
Mari lontani conobbe l’onda,
da loro nacque
e quivi muore
I fili sottili della vita mi tengono
sospeso tra Terra e Cielo,
ordendo la trama, sognando
il sogno, attraverso i due mondi
volerò.
Con te come musa, Madre, creo
la sostanza dei miei sogni,
lasciando che l'artista che è in me
forgi con rispetto la mia vita.
Modello l'argilla delle esperienze
in una sacra Ciotola di Medicina,
catturando l'essenza del vivere
che canta nel profondo dell'anima.
I segreti della Creazione, Madre,
mi hanno insegnato a distruggere
le catene che mi legavano
limitando l'espressione della mia gioia.
Mi hai insegnato il travaglio che
dà la vita alle visioni interiori e le
libera come frecce d'argento che
riaccendono il fuoco della Creazione.
Nel paese sopra la collina
un grido irrompe nella notte
è di dolore,...
disperazione per una vita
che non c'è più.
Un piccolo fiore si è spento
e mai potrà godere dei colori
della vita .
Una notte di dolore
ha spaccato il cuore
lacrime ninterminabili
per un fiore che voleva vivere
per guardare il mondo
ma una notte di dolore
ha cancellato i suoi sogni.
(l'altra sera è morto un ragazzo di 20 anni di incidente non ho potuto fare a meno di scrivere due righe per lui e anche per altri giovani che sono morti come lui, nel fiore della vita)
a nuove dimensioni
da vecchi orologi a pendolo,
testimoni avidi
di secoli e storie mai concluse,
di nullità enormi
riposte nei ticchettii...
Con tutto quell'intenso vociare
nei cortili,
nei passaggi dell'anima,
prima che le ombre
dilaghino in tutte le cose...
prima che tutte le cose
dilaghino in un urlo vuoto!
Prima del vuoto osservo ancora per un attimo
il tuo sorriso e il tuo grembo,
smisurato vaso colmo
di sogni caduti da un romanzo rosa.
manca un petalo di rosa
alla tua corona oh regina
delle regine altera Sephòra
fosti impaziente ricordi?
dalla mia matita ti disegnasti
che non era ancora mattina
nove nuvole più una s'inseguivano
come conigli selvatici e tu dietro
a rincorrere ridendo la coda del tempo
io vivo nel mio tutto e poco e niente |
Il mio sogno
è riscoprire
l'autenticità
del mio Paese,
della mia gente
e darne visibilità
Leggere tra le pietre,
nei solchi più nascosti,
risalire i sentieri di un vissuto
che, comunque, mi appartiene
e farne venire fuori la vera essenza
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Vorrei avere
le braccia lunghe e forti
per abbracciare e stringere
a me
tutti i ragazzi
e i giovani del mondo.
Soffocarli non potrei,
ma, strapparli vorrei
alla morte
che sulla strada gli si offre.
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Io ho un sogno …
un grande sogno d’amore:
dei miei avi raccogliere il sudore,
quel sudore versato sulle zolle secche e dure
ora crepate dall’arsura e dall’abbandono
e che, ancora, sanno di mani incallite
dalla fatica
e di schiene curve sotto filari di vite.
Frescura e riparo offriva il casolare:
anch'esso
rudere, adesso,
da stoppie sepolto
e da rovi avvolto.
Un sogno,
un grande sogno ho nel cuore:
alla collina spenta ridare la vita
prima che estraneo ne allunghi la mano.
Un grido mi sale dal di dentro
e, poi, fuori mi muore.
Non c’è, però, alcuno che senta
che raccolga il mio dolore.
per vivere,
la voce di una donna,
soave,
la voce di una donna
come un sogno,
le note del sublime per la vita,
i sospiri del suo essere,
la dolce realtà del nostro vivere,
come il canto cristallino
della nuova primavera,
la voce di una donna
come incanto del mattino
mentre canta
al suo bambino
la sua dolce ninna nanna.
Senza colore potrei dire,
non c'era memmeno un vero bianco,
ma un albore fantastico piuttosto,
come di piedi messi piano dalla punta nel fiume gelido,
per sbaglio, oppure apposta, credendo fosse una stanca
ricompensa quella carezza che ci amerà
dei pesci.

Una scossa elettrica
un odore inconfondibile,
il tocco della tua pelle
e vita e amore.
Un tocco scatena
l’eccitazione,
la timidezza
lascia spazio all’amore.
Le bocche calde frugano,
cercando il desiderio,
si trovano,
si sfiorano.
Toccandosi
con ardore,
danno vita
ad una notte d’amore.
Troppo a lungo
attesa,
la mia,
la tua pelle.
Si unisce
intrecciandosi
in una
sola cosa.
oltre la casa, quella con le finestre e i muri
abbiamo altre abitazioni: esclusive, nascoste, riservate:
senza nome, senza stanze, soffitti, pavimenti:
solo la tentazione che attira e che trattiene:
posti segreti dove dimorano il linguaggio del pensiero,
il fittizio che si consegna alla finzione, il silenzio
senza riduzione, irriducibile, sottratto alla riduzione:
il posto dove entra l'esigenza chiara della luce
filtrata dalle crepe, oltre l'immensità del mare:
abbiamo dimore nascoste, come tane, dove respira
l'anima dell'animale, dove il soggiorno trova un altro senso,
un sapore diverso che volevi e che cercavi:
abbiamo posti che teniamo nascosti: se li mostri,
se li riveli , essente assente, te ne ritrovi fuori:
abbiamo abitazioni senza mobilio, sedie, lampadari
che sono forma del vuoto, riserva di sopravvivenza:
Disse amore mio:
con le nuvole
che piovevano addosso,
non riuscivi più a contare le stelle.
E la luna volava sempre più in alto
scomparendo immersa dal cielo.
Non sapevi più cos'era l'amore
mancava quel fiore
e con l'erba ch'era ormai alta
perdevi il respiro.
Disse arrivo;
aspettami pure
sono manna che cade dal cielo.
Tu intanto stai ancora aspettando
i capelli si son fatti d'argento
ricordando ancora il ti amo
detto almeno per mille volte.
La luna quel giorno
non era ancora sparita
perché le stelle
le giravano attorno...
come pergamena sacerdotale,
intrisa di simboli, presagi,
antiche maledizioni
e moderne scie di onde magnetiche,
eclissi totali di coscienza,
assurdi abbagli nei campi psichici.
La sfera cristallina è ancora là,
immobile e rassegnata,
e domina il gioco dei circoli
e dei lievi moti di sudditanza,
di queste minute cose
ne ho abbastanza.
Non c'è altra luce
che illumina il cammino,
tutto è incrollabile, severo,
tutto è veramente come appare.








