sei muta nei miei sogni
bianco e nero
bianco, nero e bianco
e ancora bianco
dove sei Poesia
ti cerco
tra le rime
che faticano a decollare
mentre come pappo al vento
ti disperdi
e...
Se fossi morta?
Allora che senso avrebbe
scrivere poesie
forse...
che i morti ne hanno bisogno?
Confusione
sogno o realtà
o realtà che diventa sogno
dove le parole
vivono e prendono forma
e mi accarezzano
in questa mia solitudine
che ti cerca.
tra tante sofferenze non cercate,
vedo un gusto di morte e di rovina
che prende anche chi sembra
non voler stare con la testa china
ma, poi, sceglie di farla finita
con la vita.
E questo malessere di vivere lo si prova in tanti:
lo prova il giovane e chi con gli anni è pure più avanti.
Vuoto di questo nostro secolo che perde i valori,
mortifica le buone intenzioni,
l’agire solidale,
le piccole azioni,
i semplici gesti di quotidiano amore.
E tra tante sofferenze non cercate,
intorno a me vedo:
orizzonti di vuoto.

Vorrei poterti cantare come prima,
ma la scienza ha rotto l'incanto,
che estasiava il poeta tanto,
da portarlo dall'imo alla cima.
Un dì eri la fiaccola poetica,
eri lo sfondo notturno più amato,
ma la scienza ti ha violentato,
é svanita la tua bellezza ermetica.
Ora, signora, hai perso il prestigio,
tutto é cambiato con questo litigio.
Sì, la scienza ti ha denudato,
senza tesori e sterile trovato.
Che delusione! Sei senza vita,
pallida luna ed argentata.
Nessuno or più t'addita
come maga della favola incantata.
Inesplorata tu restar volevi,
alla violenza creder non solevi;
il poeta ti cantava con passione
e tu, lieta, gli offrivi un'illusione.
O luna, luna, che splendi come stella,
sei tu che abbellisci la favella.
La scienza per l'uomo é grande cosa,
l'uomo dalla scienza trae vita,
se é mista al profumo di una rosa,
se no la stessa gli cagiona la ferita.
O luna, luna, io non cambierò idea,
tu resterai per me la Dulcinea.
Poiché sei colei che pur offesa tace,
io ti prego per gli esseri viventi
d'illuminar la scienza a ricercar la pace
per debellar le guerre tra le genti.
Tutte le ricerche rimarranno vuote,
se non avremo la pace come dote.
mi hai fatto assaggiare
e a piccoli sorsi ho bevuto
il tuo fiore
hai danzato sul mio corpo
e trafitto il mio pudore
hai raccolto di te
le ultime parole
in lenti gesti veloci
poi come l'alba che arrivava
te ne sei andata via
E...Sono coriandoli
dispersi nel cielo
diventano pioggia
bagnano il viso.
Occhi di mille colori
diventano un arcobaleno
e non hanno orizzonti
perché arriva il vento
e li trascina via.
Occhi di malinconia
non hanno sorriso
e si perdono
nell'infinito
ed arriva la nebbia
a rubarne i colori
trasformandoli in brina
di una fredda mattina...
All'ultimo sole dell'ultima spiaggia
c'è un giro nascosto di freccette lanciate
e non c'avrei mai creduto (se non l'avessi visto)
al fatto che va più lontano chi è più leggero
Mi aspetta ormai quel rifugio
che non ho avuto il tempo di costruire
e se per caso lo trovassi già pronto
non gli risparmierei una nota di sarcasmo
Ictus intelligenti
Le ossa ciondolano sotto la capanna
Se non è un terremoto
è un funerale messicano
la cenere
lenta, inesorabile
come il male
che nell'anima scende
ammucchiando in pire
corpi decimati
mentrela città svanisce
in follie di fuoco
La musica è un gentil tocco
per l'anima, si alza
incompresa nella melodia
di un pianoforte
avvolge sensibili
brandelli d'umano
astrae la mente
dal dolore sollevando
la cenere densa
pigra, grigia
in ovattati silenzi si alza
vetri riflettono mani
che nell'aria mimano
disperate sinfonie
per riscoprirepulsioni emozionali
dentro la cavità morta
di un mondo perso
nella follia idolatra
di sanguinari Moloch.
Tributo alla figura di Wladyslaw Szpilman
il vento sui capelli e questa bellissima luna cerata che insegue i miei passi
è il mio pensiero per te!
All'improvviso migliaia di luci colorate
si allungano alti nel cielo
e sono tanti i tonfi fortissimi
riesco quasi a contarli...
...uno...due.......trendadue!
Rabbrividisco....quasi mi ricordano le tue ferite!
Eppure io sono sola e sono serena,
tu ora lo sei?
La leggera ala dei gabbiani
scuote la barchetta bianca corallo
ormeggiata tra le onde,
argentati luccichii tra i sassi...
Solo la voce del mare,
poi spunta una stella ....bella, luminosa ,
ed io non ho più paura!
Branco di neri lupi
selvaggi ululati
minacciose nembi
lenti numeri come pecore,
placidi richiami
aurei cirri
maglio sonante
scure sui ceppi
mazza che spacca
lama che fende
aria sognante
leggeri pappi
silente rocca
placide onde
tremori, palpatanti guizzi
contrasta mente, distendi mente
schianto di vile carne
molesta insistente misera mosca
affoga,
nel suo stesso mare:
in questa implicazione,
senza uscita, alza la cresta e, senza vita, ricade:
tocca la profondità e risale, nuovamente, dove
si affoga, dove è vorticoso il movimento:
dà spettacolo l'onda,
nel suo rovesciamento: rotola, si avvolge, avvolge
il cerchio e poi si adagia, si neutralizza: resta ferma,
un attimo, in silenzio, e, peggio di prima, ricomincia:
si esaurisce alzando gli occhi al cielo
immergendosi nel blu
Blu, il senso intenso di averlo, come la pace
che gira intorno
Baciandosi, i molti profumi penetrano nel vento
il blu è sovrano
Blu cobalto, come oasi d'acqua sorgente
Blu zaffiro, guardando oltre, oltre, oltre
Realtà e noia, svaniscono in quel blu
Blu tutto intorno, pervade dentro
il mio pensare
Silenzioso blu profondo, in questa sera
non hai altri segreti
restano felici accompagnatori
Scrivi per lei
anche se adesso non ascolta
e respiri di lei
perché vivi del suo respiro.
Vai a letto
e non riesci a dormire
pensando a quel profumo
leggerissimo ma intenso
e il sapore della carne
dolce come il miele.
Scrivi per lei
ancora...Sempre,
perché è così che gira,
un disco senza fine
come un vecchio vinile
ma senza il lato B,
perché ti piace solo
quella canzone.
E te la porti a letto
facendola viaggiare nella mente.
con un sorriso,
altre con un profondo affetto,
altre si percorrono con una distratta melodia.
Ci sono distanze pericolose
così come i tuoi occhi che solcano
tutta la terra e tutte le menti,
occhi e pensieri azzurri, che si riflettono nel mare
o neri tenebrosi che avvolgono tutte le stelle.
Ci sono distanze che mettono i brividi,
come le dolci assenze della mia vita,
altre che si bevono tutte d'un fiato.
Ci sono anche vicinanze pericolose
di sguardo obliquo di oceano in tempesta
in cui affogare senza il peso di un'anima,
così come i tuoi silenzi quando
mi osservi incredula
camminare senza lasciare impronte.
ha un secolo di storia;
la quotidiana mia esperienza
è poca cosa
rispetto all’enciclopedia della tua vita.
Tu sei il tempo
e della saggezza degli anni
sei vestita.
Gli occhi tuoi,
pur nella penombra,
ancora luce danno
a chi ti assiste
ed amorevolmente ti sta accanto.
Oggi per me è un giorno fortunato
perché, oltre a gioire
con te dei tuoi cento anni,
ti posso chiedere perdono
per quante volte sono mancata.
Ho sempre desiderato
essere farfalla
per essere a tutti più vicina,
ma questo è un sogno;
la vita è altra cosa!
Il tempo perso non l’ho recuperato.
Però, sai zia,
io mi ricordo
quando con mia madre
ti venivamo a visitare,
come mia madre
ti stringeva forte al cuore
e come tu le serravi le mani
quasi per dirle: forza!
Gli affetti di mia madre
sono i miei affetti,
il nutrimento
che da sostegno al mio fragile cuore.
Questo per me è un giorno fortunato
perché, prima che tutto sia compiuto,
ti posso dire:
sapessi, zia,
quante volte anch’io ti ho pensata!
(Ho scritto questa dedica, su pergamena, il 28 settembre 2006 in occasione dei festeggiamenti per i 100 anni
di Zia Cecilia, zia di mia madre)
smarrita come una fiammella
senza un alito di vento.
Ti aspetterò,
come un cielo grigio
bramoso di una nuvola di pioggia,
tu, famelico arcobaleno.
Ti aspetterò
come sirena incantatrice
nella spuma del mare,
assisterò il tuo viaggio
con la veglia di un canto
nella notte gelida senza le stelle.
Sospesa nei manti innevati
sarò tremula come l'ultimo fiocco di neve
di questo rigido inverno,
con un palpito vivo
smussato agli angoli del cuore
cercherò il tuo tepore.









