asciugherò le lacrime
e laverò il volto.
Chissà se questo è il mio vero volto
o solo una maschera che porto!
È una maschera, sì!
L'ho cucita su di me...
e così inganno il mondo!
Ma dentro sto morendo...
quest'anima in tormento
tra poco brucerà o diverrà pietra
se non scappo via da questo purgatorio...
Devo scegliere:
paradiso o inferno...
Sono un'anima dannata...
una maschera cucita...
Ora voglio un vero volto
per buttar via
quello che porto!
con la terapia del dolore
che riappare nel tramonto
di un sogno normale
costellato di semplici auree
in giorni che vorrebbero spegnersi
senza soffrire troppo
prima che quel corpo voli via
verso una terra finita
uccisa da illusioni velenose
incastrate nei sentimenti
senza emozioni e ritorni
infiniti, nelle dimore, di tempi
passati
fra i dolci canneti del delta del Po,
nelle acque del Lago Costanza
ove il Reno acquista speranza,
alle fonti del fiume Zambesi
nell’Africa nera dei tropici accesi,
oppure al Niagara d’immensa cascata
immerso nel fumo di nebbia bagnata;
vorrei navigare nel calmo Danubio
ma senza paure e palpabile dubbio,
sul Nilo sul Volga sul Rio Colorado
fra rapide ed oltre mi sa che non vado;
fra i monti del Kenia così maestosi
che fanno paura perché misteriosi,
fin su all’Himalaya di bianchi nevai
vicini all’eterno che udire non sai,
vorrei cavalcare le nubi di maggio
ma credo che in fondo mi manca il coraggio,
la pioggia la neve la grandine pura
che scende dal cielo diritta e sicura:
vorrei ma non posso perché non riesco
a dare ristoro e un pochino di fresco
a questa passione che brucia nel cuore
sapendo che manca soltanto un amore.
saturo d'amore per te, come foglie spostate di continuo da un vento
che mi avvolge e sussurra alle mie orecchie che un giorno amerai con me...
Guardando indietro, rivedo in te la piacevole causa del mio passato...
Osservando nel presente, scruto stupefatto la ragione del mio essere ancora in vita,
in una vita che ormai porta solo il tuo nome...
Fantasticando sul futuro invece, sogno te nei panni di una porta,
l'ingresso di un cammino da percorrere insieme fino a quando
il rumore di un geranio verde smeraldo che si frantuma su un pavimento di cristallo di un castello mai esistito
sarà avvertito da un sordo e guardato da un cieco...Ovvero sia, IN ETERNO!...
Ma per ora e fino ad ora, ho solo due certezze...
Sono tanto certo che tutto ciò accadrà nei minimi dettagli, quanto sono certo che
se tutto ciò non dovesse in futuro accadere,
il mio sentimento sopravvivrà impavido per tutto l'eterno che avevo promesso di donarti...
Più di dimenticarti cercherò, più senza saperlo ti amerò...
Anche se in fondo, impossibilitato ad amarti, resterò sempre e tremendamente da solo...!
e si schianta sul fondo,
e la pioggia la uccide
e non resta più nulla...
solo la nostalgia di essa!
Ecco, forse è così la felicità:
arriva all'improvviso,
ti fa scoppiare il cuore...
È un'intensità eterna
ma di durata effimera...
e non ti resta che il ricordo!
Nell’ora che precede la sera
sei tu femmina il soffio divino
afferri i miei pensieri;
concupisci e brami , nel corpo mio migri .
Tu incorporeo enigma
viaggi a velocità del suono !
Esanime di purezza e spirituale ampiezza,
di incenso profumi ,la tua essenza emani;
con riserva l’anima mia accogli .
Anima in viaggio sospesa fremi !
Su panchine vuote tedi i giorni ,
sublime l’amore si spezza nelle vene .
Anima coraggiosa conquisti la paura
affronti la gustosa melodia,
la vita diventa luce ;
sul tuo volto c’è una porta che si apre .
Sei tu dunque l’anima che viaggi nel mio cuore ?
Mi dai speranza o forse è solo attesa …
nasci in me oggi ,domani è la fine ,
è l’attimo che fugge , insicuro il desiderio ;
è come un soffio che passeggia in ogni nuvola .
Anima, anima mia perché ti struggi ?
Già mi illudi nel sentire bramosie ,
ascolti il cuore di un poeta narratore ;
ascolti la pietà , di un pensante senza storia .
Da ciò che poteva, dai nostri ingorghi, da adesso
Sento dal tuo respiro, che sei esausta
Te ne vai, non avrei creduto
Te ne vai, lasciando i vestiti come prima
Nel silenzio, torna il solo ticchettio
Mi saluti con un cenno, abbandonandomi al profumo di
bianche lenzuola
Non sai quanto fa male, tutto questo
Ho perso senza merito
Non c’è dolcezza che può combattere, questo amaro
Te ne vai, non ci sono rumori
Te ne vai, tristemente, inesorabilmente, senza appello
Finisce l’avventura, come dicesti al primo sole, tempo fa
Te ne vai, trafiggendomi
Te ne vai, non lo sopporto e non mi fa dormire
Qualche minuto fa, nello stesso posto, eravamo noi
Gelido, sono qui, mentre tu
te ne sei andata
un emozione che agita il petto,
i tuoi occhi accolgono il cielo ed esplodono
in una gioia improvvisa
che sa di mare calmo poi di tempesta,
di brezza di mare ,
poi di tramontana,
che scuote e altera le onde in frange schiumose.
Un fulmine rapido si tuffa fin dentro al cuore
come una lancia che spacca!
Poi improvvisamente ...un lungo raggio di sole spezza
e il cielo singhiozzando inghiotte
e prelude senza più nuvole il sereno!
accogliesti quel mio priego,
Tu, che fuor dal tuo solente,
risvegliasti me, alter ego,
luce d'alba d'una mente,
polo opposto a ciò che nego.
Basta, patetico Di Luccio
rientra e chiudi il pozzo
per cui nascea il tuo cruccio,
di que' sogni, e'l tuo singhiozzo,
languido,"toccante" braccio
d'amore, inganno rozzo.
Sparisci inutile metà
pervasa da tuoi affanni,
petal arso d'altrui pietà
ove t'appaghi e trovi panni
onde fu orto. Ecco verità
ch'offuscò la vista e li anni.
MUORI! MUORI insulso insetto
e codardo, eunùco e falso,
sbiadito immàgo del tuo petto,
leon che tuba, a ruggir scarso,
sai bruciare in un "bacetto".
Nudo augello d'ali falso.
Hai "amato", ed or sei franto,
ma di frattur beffarda e vota,
amor immerita'l tuo pianto
perch'è "virtù" che zero quota
che s'avvia in geniale incanto
e in terremoto poi si rota.
Oh l'amore, oh si, l'amore!
Acclamata ed osannata
nella luce e nel torpore
dei secoli e cantata
ed eterna di tremore
fonte e cercata e riamata
madre adottiva d'ogni core
voto di calcoli e di canti
e di passioni debitore.
Son solo vesti, a tanti
ha "regalato" il bel dolore
per cui ancora sono affranti
e delusi quei tuoi tratti
parenti vecchi più del mondo.
Giunge sì d'attesi fatti,
e per cui da questo fondo
il più temuto e a cor intatti
per me, va' via, la terra sondo.
Parvente maturato frutto,
credesti allor a quella polpa
e alla gol che giace in lutto
sì cedendo per tua colpa
alla promessa di quel tutto
che da tutto si discolpa.
Spirto cupo, spirto teco
ermo morituro, la cagion
che intonò quel fatal eco,
ossia l'"amore", tua ragion,
portasti alto e fiero, cieco,
sott'ora lo verbo e le stagion,
ove cadi innocuo e spento,
della lama più affilata
e disarmato. Dal vento
vien di vita abbandonata,
rivelante dell'"Io mento",
luce finora ben placata,
esta lignea gabbia aurata.
E nell'afferrar tu gramo
quell'ingrata grave grata
resistente men d'un ramo
in infame cadi ornata
scheggia d'odio d'un ricamo.
E per ciò che non esiste,
per ciò ch'è morto e che mai nacque
piangi or gemma in cui persiste
l'impuro VER che finor tacque
di vizio e gioco qui mai viste,
sensual piacer che move l'acque.
ed improvviso
spegnersi in
se stessi...
Il buio ed il dolore
svanirono in una
confortevole luce.
Voci confuse
sussurrarono il
mio nome,
e tutto fu sogno,
nulla più.
Fu un viaggio,
ma ciò che vidi
sfugge alla
memoria.
Fu pace,
ma non fu
il momento...
Un uomo non accetta mai una fine.
Vive coi cadaveri convinto che riaprano gli occhi,
con giocattoli senza più veli di sogno,
tostapane rotti che quando avrà tempo farà aggiustare;
vive con vecchi appunti in scatoloni
convinto che un giorno gli torneranno utili.
Vive con le vecchie foto perché domani, forse,
un ritorno acuirà l'urgenza di strapparle;
vive con le vecchie pagelle per ricordarsi che era bravo,
anche se ora è un sasso che non si distingue fra i sassi.
Un uomo vive con i morti nel cuore.
Nel disseppellirli ci rimette la dignità;
vive cercando d'immaginare che i film
abbiano un seguito con una vendetta.
Vive convinto che il sole sia eterno
e lascia le uova in frigo convinto che non marciranno.
Vive convinto che il progresso scaccerà la morte,
come chi scalcia una lattina sulla strada
un passo più avanti mentre cammina
ed è convinto che non avrà fine
questa fine definitiva della Storia.
Non srotola lo spago per scoprirne il nocciolo scheletrico
e nemmeno la carta igienica gli giocherà un brutto tiro.
Prima di morire, amletico, alza gli occhi al cielo
e lancia un cenno d'intesa ad alture sconfinate.
Guarda il portafogli: potrà pagarsi un altro biglietto
per la stessa giostra e, lavorando ancora e ancora,
avrà soldi e forze per giri infiniti.
Crede. Crede che a niente ci sia una fine.
Se non lo credesse sarebbe finito.
chiedendo i frutti di maggio
sospirerà
portando i semi di settembre
crescerà
insieme ai profumi
insieme ai colori
nascosto
dietro aranceti
seduto
in riva al mare
rifletterà
la luce della notte
il calore delle stelle
danzerà
sopra le note del corpo
sospirerà
dentro le magie della mente
crescerà
insieme agli occhi
insieme alle labbra
nascosto
vicino a te
seduto
al tuo fianco
rifletterà
viso del mondo
sorriso della gente
danzerà
ancora dopo il tramonto
tenendo strette
le tue mani
alzandole
alla luna e al sole
in un respiro leggero.
Attendo invano di guardare il tuo viso scolpito,
assottigliato dai lamenti
che ancora vibrano come note la mia anima
quando vorrei solo stringerti forte tanto forte
e stringo solo parole!








