Indietro a ripijà tutti l'anni mia
cacherei 'n testa a quella spia,
poi co' abbile manovra virerei
portanno 'n saluto all'arabbi e all'ebbrei,
volerei a capo de tutti 'i cortei,
sur cranio de l'infami beccherei,
volerei felice su la montagna,
asciugherei le lecrime de che se lagna,
a li bastardi starei sempre a le carcagna,
cercanno de nun cadè ne la fogna.
Riscenne a tera è 'na bella rogna
ma quest'è 'r rischio de chi sogna.
i turbanti rosati che mi sono apparsi
e credo non sia comune incontrarli insieme e
toglierseli facilmente dal pensiero -
tornerà così il primo dei due
e la neve sulle cime dei monti sopra Malcèsine
veniva sollevata magicamente dalle rocce
il dolore mi permetteva almeno il cammino
o era un velo alzato dalle spose
per dare alla sorella
quei baci ripetuti
il pane in tante briciole
da colomba.

come dal primo attimo
quando i nostri sguardi
si fusero in uno solo
Chiamami, amore,
raccoglierò le piume perse
dai gabbiani sulla spiaggia, ali ne farò
e da te verrò ovunque tu sei o sarai
Chiamami piccolo amore,
anche se immensa son per te,
immensa nell'anima, nel pensiero
che tu riempi con i fiori
sbocciati dai tuoi capelli
Chiamami amore,
ed ogni carezza che verrà
sarà una nuova, bellissima novità,
tra le tue braccia di passione tremerò
come la nostra prima volta
Ti chiamo amore, ti chiamo forte
come il vento che porta
in viaggio le nuvole per i cieli immensi,
che fa danzare i tuoi capelli
e brillare gli occhi tuoi belli
Ti chiamo amore,
leggo sulle tue labbra
le parole rese mute da Dio
affinchè tu col cuore e con l'anima possa parlare
Il nostro nome è Amore
e nell'aurora che ogni dì ci saluta
ci scioglieremo come neve al sole
emanando nell'aria il profumo
della nostra essenza
e nutro emozioni che
vibrano come foglie cadute,
attorniate da sfumature autunnali
che rammentano
la bellezza dei tuoi occhi …
Rosso è il tramonto che spazia nei cieli
della tua bocca e le brume dei respiri
scivolano sul mio petto saziato dal tuo calore.
Ama me !!!
Un umile uomo ,
che viaggia tra i binari della tua esistenza ,
cercando nei giardini di speranze innate nella danza del tempo …
… la luce del nostro amore.
stavamo tutti sur confine
chi a cortivà piantine
chi a combatte co le medicine
chi a cercà le veline
chi a svotà le vetrine
chi a rubbà le galline
chi nun conosceva le tabbelline
chi smorzava le candeline
che te faceva le moine
chi dormiva su le panchine
chi s'allisciava le ballerine
chi se tojeva le spine
chi scappava su le colline;
tutto sto casino de gente
che s'aggitava pe gnente
su 'sta sfera ardente
che girava coerente;
io annavo controcorente
come er barcarolo d'antica memoria
e qua finisce la storia
semo tutti iti in gloria
su li campi celesti,si,
tutti a fa cicoria.

e vieni via con me
qui c’è tanfo di rugiada
parole senza via d’uscita
e il cuore si è arruffato
arreso all’avversità.
Vieni tra le mie braccia
so che anche tu lo vuoi
varcheremo il confine
dell’ibrido orizzonte
e non lasceremo tracce
in questa umanità.
Lo senti anche tu il richiamo?
Lo senti il profumo?
E’ la vita travestita da morte
è l’amore truccato da sorte
è Dio negligente e ferito
son io stanco e piegato
che cerco la scia del nostro respiro
impigliato tra la lingua e i denti
nel dubbio e nell’incoscienza
tra le nuvole e i fili d’erba
di un inutile rimanere.
Vieni e voleremo oltre il tramonto
l’alba non è mai stata così perfetta.
oltrepassi la carne
fisso le bianche mani tremule
assenti e sorde
Serro gli occhi nello sciogliere tiepido
e calo nel profumo della viva schiuma
che penetra nel brivido e ormeggia
in quella pietra che fa sagoma ai miei piedi
Come ali di farfalle
volteggiano i bianchi capelli
nel tiepido cielo balsamico
arranco ai margini, sostando silenziosa
rapace di suoni
in quel dono naturale
che mi circonda
svelando passo dopo passo
i sensi sopiti nel tempo
T’aggiungo ai miei ricordi
sfrangiati e ingrigiti
strascico di un lieve profumo alle mie narici
il tuo nel mio, casa.
al destino del tuo dolore
celato nell’animo.
Ho solo chiesto ai tuoi
occhi di ritornare a brillare
come stelle e dare sollievo
al tuo cuore che non riesce
a sentire la bellezza del Sole.
Sei persa nei labirinti dei tuoi mali
seminando grani di speranze,
aspettando che il tempo possa
ricucire i pezzi dell’ anima
lacerata da un amore misero.
Vorrei riuscire a colorare
I tuoi incubi ridando luce
al quel sorriso spento.
Ci saranno nuove albe
nel cielo della tua vita
e veglierò perché
nessun tramonto ti porti
via la serenità.
nun sai mai da do comincià,
poi inizià da l'amore
ma così te viè er tremore,
s'incominci da le stelle
'ndo le trovi rime pe loro belle,
nun te dico si inizi dar cielo
davanti l'occhi te s'abbassa 'n velo,
te poi buttà su la politica
qua la rima se fa critica,
parti pure co l'animali
ma t'escheno parole bestiali.
La poesia 'ndo cominci cominci
pija sempre sentieri sguinci
tu parto cor sentimento
e t'aritrovi presto sgomento;
senti, damme retta,
posa 'a penna, nun avè fretta
si la rima te se blocca su le dita
la poesia più bella
te la scriverà la vita.
All'ora che ci pare,
tanto il tempo l'hanno bidonato
sotto questa finestra bianca da cui guardi.
Uno di quei vetri che usano negli interrogatori:
si vede da fuori ma non da dentro:
tutti vediamo come sei stasera;
hai lanciato un secchio di tempo e liquami giù,
avrà preso in testa qualche ragazzino.
All'ora che ci pare
andremo via da questo gioco pieno di giochi;
l'unico modo per dire "All'ora che ci pare"
era fingere di non sapere dello sciopero dei trasporti.
su una bici Bianchi
molto vecchia
parla pacato
con una signora
sulla panchina
un signore trasandato
nell'angolo
si fuma una sigaretta
calmo e invincibile
2 ragazzi aspettano
quello per l'università
come me
sono bagnaticci
e se li acchiappi
mentre guardano
l'orologio
si capisce
che stanno sbagliando
a vivere
io mi pulisco il naso
con un dito
scavo a fondo
nella narice destra
mentre l'altro me
mi guarda
da un'auto che passa
e se la ride
e l'altro me
combatte
alle porte di Gerusalemme
una qualche guerra sacra
a cui non crede
tira 'n'ariaccia cattiva
questa pò esse 'na sera
de quarche era primitiva.
'ndo tutto annava a la deriva,
qua er foco brucia da paura
questa è la cura più sicura
pe' vince 'sta notte dura.
Li ricordi torneno a l'albori
quanno girevamo tutti cacciatori,
tra mammutte e rettili giganti,
aivoja a pregà madonne e santi,
nun esisteva gnente allora,
tutto se n'annava a la malora.
Fù pe caso che no scimmione estroverso
cominciò a farfujà quarche verso,
erano sono duri e biechi
ma così na sfirza de colleghi
je s'accodò appresso pe la via,
allora tra 'n gruggnito e n'acrobazzia
sti parenti nostri inventarono la poesia









