Ombre sul sentiero
della vita
che inevitabile inciampa,
ombre sulle ferite
già aperte
ancora non cicatrizzate,
sui passi del giorno
che indeboliscono
la mente.
Ombre, solo ombre
che adesso svaniranno
è tempo di rinascita
è tempo di restare
dove la luce chiama
dove il cuore
non sa attendere
e il buio
solo disperato ricordo.
di cui ben pochi conoscono il vero perché.
Talvolta furono create per ricordare
eventi lieti o tragici della storia,
spesso hanno all'origine interessi ambigui,
ornati e celati da inesistenti stigma valoriali.
Consideriamo il Natale, il dono più grande
che il credente possa immaginare,
il Figlio di Dio nato per essere sacrificato
agnello pasquale, per la sua salvezza eterna!
Di fronte a tale, incommensurabile dono,
ogni altro dovrebbe scomparire
tanto meno essere invocato o desiderato.
In tale occasione, ai bimbi bisognerebbe,
insegnare a donare, non a ricevere doni.
Se poi non si è credenti, perché mai festeggiarlo?
E perché festeggiare il Capodanno,
che innanzitutto ci dice che l'anno
della morte di ognuno di noi
è di un anno più vicino
a quello che si fisserà sulla nostra tomba?
E dobbiamo aver ben chiaro
che non è il nuovo anno che, solo perché nuovo,
ci cambierà in meglio le attese e le prospettive,
ma siamo noi che dobbiamo darci da fare,
per cambiare in meglio le prospettive del nuovo anno.
E il giorno della festa del lavoro?
Se è il lavoro l'attività che ci permette di avere
una prospettiva di progresso della nostra vita,
esso andrebbe festeggiato lavorando,
per un giorno, senza compenso,
proprio per onorarlo in sé e per sé,
e non fuggendo da esso,
come fosse una liberazione starne lontano.
Le festività sono ormai un realtà fine a se stessa,
avulse dal loro significato originario,
spesso del tutto travisato e tradito,
cosicché, alla fine, si assomigliano tutte
per la loro inutile, scialba vacuità.
Ombre della festa passata
si cullano ormai
nelle poltrone
dei ricordi.
Carte colorate
hanno formato tappeti
pronti al passaggio dei pastori
verso banchetti colmi di cibo.
Ora nel mezzo della notte
ombre cantano la ninna nanna
massaggiando gli stomaci satolli
cercando tisane.
scende la sera
a masturbarti un pensiero
arrugginito nella mente.
E poi
ti stringi forte in un abbraccio
come a riscaldarti
da un antico gelo,
ma le vene sono aride
come fiume in secca,
prosciugate,
Di anima circoncisa
è l’intorno
senza contorno.
IL CLOWN TRISTE
Noi soffriamo
per far felici gli altri
e non viviamo
perché altri possano vivere.
Facce buffe,
movimenti goffi,
inciampi e cadute.
Noi piangiamo
non acqua ma lacrime vere
e loro ridono,
ridono,
ridono.
Ma che cazzo
avranno mai da ridere?
Le nostre son vere cadute
e il dolore
noi quello lo sentiamo.
Ma vogliono soltanto ridere,
ridere,
ridere.
E ci gridano “Vigliacco!”
se poi per caso un giorno
qualcuno di noi non sale sul palco
per farli divertire,
senza rispetto
per il nostro soffrire.
"...ed ho creduto il mondo
come un lenzuolo steso ad asciugare
l'orizzonte è il filo a cui lo appendo
e tutto si distende, la terra e il mare
ma per paura che possa cadere
ho messo ai lati due barchette
ferme al limite, l'essere e il sostenere
come due comunissime mollette"
s’increspano le acque del lago,
sulle mie riflessioni
si ritira il sole.
E i miei sogni
si spengono
come la luce
oltre la collina.
Serro gli occhi
e la sera
lascia il posto
alla notte.
Nel buio
emergono alghe
e anatre selvatiche
tra scialbi luccichii.
torni ancora alla gola
ora come un groppo che soffoca la gioia
quasi insopportabile al ricordo
e riempi i miei occhi
di immagini e scene lontane
malinconici scorci di passato
momenti apatici
che si susseguono senza fretta
Piccoli dettagli
una parola
un posto
tutto si riaccende
come un vecchio disco
rimesso da capo più volte
e parte come una miccia
che brucia fili collegati tra loro e diramati
brillando in tante lampadine colorate
Illuminano quei giorni di parole candite
che hanno riempito mancanze di miele
ed elevato mente e cuore
su un piedistallo di cristallo
per poi schiantarsi al suolo
in un attimo
e ridursi in miriadi di scintille
disperse nel vuoto
Non voglio più ricordare
voglio strappare questo album memorabile
di giorni andati senza ritorno
voglio cancellare quella scia
ogni traccia che parli di te
che l'oblio non ha ancora ingoiato
e rimanda spesso in superficie
con la scusa dei sentimenti provati
Non voglio più
alimentare sogni
coi ricordi già fritti e rifritti
voglio solo respirare aria pura
vivere di saporita realtà
e avere un giorno
ricordi pieni di vita
Siamo vicini
follemente
corpi che si amano
tacciono e respirano
quello dell'altro
in un dolce sentire
Si dicono bellissime parole
distendendo muscoli
in fessure ciliate
che bramose parlano
nella morbidezza ammaliata
dipinta dal buio della notte
spogliata, immersa
dalle scie di comete
impresse da una corda
che unisce divorando
con la passione, dell'immortale
amore
Acqua che sfiora i ponti
nel grigiore del giorno
e menti offuscate da nebbie.
Fiabe nascoste da nubi
insaziabili affanni
e voglie di sole diverso.
Solo luce potente
a riscaldare l’anima
dal freddo intriso dalle gente
che spesso inganna.
Forse un attimo perso
che entra come sassi
e colpisce i sentimenti.
Intanto la via s’accende
è ancor vaga l’immagine che
gira nella mente.
Pezzi di legno spezzato
come frecce pungenti
spaccano i sogni e le ragioni.
La storia di tanta gente
riprende i pensieri
dopo un sogno tra le luci
colpendo anche le onde dei mari.
Come un raffreddore potente
che rende le narici doloranti
bloccando il respiro.
Viaggio più bello
...quando parti fa che io ti possa ritrovare
quando torni fa che io sia felice di vederti
e se non vai e non torni ma semplicemente aspetti
fa che io sia al centro dei tuoi mille sogni...
...perchè quando parti, va via un pò di me
e quando torni voglio ricongiungermi felice
e se aspetto perchè la tua bocca più non mi dice
fa che io mi senta ancora al centro dei tuoi mille sogni...
...perchè non c'è viaggio più bello...di quello
di quando, da me, ...ritorni...
E’ tutto pronto…
Il Tavolo imbandito di colori e suoni
Di cristallo e di sguardi di speranza.
Oltre il muro della festa
Il fiume del tempo che scorre inesorabilmente
E si porta via un anno della nostra esistenza.
Una nave adornata di luci di ricordi
Lenta nell’iride si specchia e ti saluta
Mentre una lacrima sfreccia dal cielo nuovo.
E ti senti impotente nella malinconia che ti prende.
Chissà dove vanno le memorie vissute
Dove viaggia il mistero delle emozioni
In cui hai nuotato nell’affanno delle stagioni
Lottando ogni giorno per un sorriso.
E’ tutto pronto …
Il pensiero schiude le ali della realtà che ti circonda
E tra il frastuono che esplode in un saluto di auguri
Saluti per sempre il vascello che oltrepassa l’orizzonte.
Auguri per un natale che brinda nell’amore
Nel calore di un fuoco che raduna i respiri a voi cari
In un abbraccio.
Ed Aspettando l’anno a venire
Che vi auguro pieno di sorrisi
Vi lascio un bacio dolce
Sul cuscino del sogno che vi vive.
BUON NATALE E AUGURI PER UN FELICE ANNO NUOVO – 2014
SPERANZA
e nell’apparir ancor oggi
quel tanto da sentirsi disabitati
dentro di noi vuoti implacabili
che rivestono muri invisibili
recando arsura nei desideri
quella sete nel miraggio
vorticoso dell’invisibile
saziata la mente
potrebbero scomparire
lasciando, forse
una pennellata di colore…
Ed è ancora desiderio.
Non ho regali per un
martedì che se ne va
tanto diverso
da altri uguali giorni
in cui ti salutavo, a questa stessa ora,
al bivio.
Mi rispondi mercoledì al mattino,
con una lacrima
i corrimano sono glabri
e il vento li agita a tratti
cercando gli oggetti
i gradini lunghi e bassi
due panchine per sedersi un attimo.










