nulla è perduto
che il sacrificio di arrivare in cima
sarà premiato
Mi dicono che dopo la morte
privo degli occhi
varcherò le fiamme dell’oltre
sfiorando il fianco di Dio
Mi dicono che dopo la morte
nudo d’artigli
incontrerò il vero mio io
E le ferite sulla fronte e sul cuore
si disperderanno nel cielo
saranno stelle e pianeti
saranno lampi di luce
per chi dalla terra
vuol riempirsi di gioia
per un attimo almeno
prima che il sole si spenga
e l’anima sprigioni l’amore
in un angolo oscuro
di questo infinito mistero.
come bruma mattutina
s’incunea in sentieri
di torva malinconia
tra sensazioni attenuate
e vendette dimenticate.
Il sonno è un ricordo lontano
e la nostalgia è solo un’inquietudine.
E mi sublimo in ansie disilluse
svincolando frustrate aspirazioni.
Tra interludi di cose perdute
e tracce incerte d’inutili memorie
m’immergo in brezze immaginarie
e in frastornanti crepuscoli.
Nel cielo alto e chiaro
contemplo la bellezza della sera
che muore placida
tra imperiture passioni.
mi avete voluta con voi, tu e rosa,
si è subito instaurato un rapporto bellissimo.
E' arrivata l’emergenza, l’infortunio di rosa,
avete fatto il mio nome, è cosi sono entrata
nel nostro meraviglioso gruppo, "l’azione cattolica".
Portiamo in montagna i nostri ragazzi, per una settimana
che ci fa legare più di prima, ci fa staccare dal resto del mondo
senza tv, Senza pc., Cellulari giochi ecc....
Ci organizziamo nel nostro regno
( la nostra cucina ) dove prepariamo
colazioni, pranzi, cene.... e molto altro.
Mi hai insegnato molte cose, molti trucchi,
adesso è rimasto un vuoto incolmabile,
tu non sei più con noi.
Ci sei sempre, sei con noi, la tua anima e il tuo cuore è con noi,
sembra che a volte mi parli, mi rimproveri,
" non si fà cosi " ! "non è questo che ti ho insegnato io ".
Tu che sei sempre stato un padre
per i nostri bambini, per i nostri animatori,
niente sarà più come prima.
Non sei più fra noi, ma io ti sento presente
e vicino a noi, ci manchi tanto, sarai sempre con noi,
ti abbiamo sempre voluto bene e sempre te ne vorremo.
ADDIO GIOVANNI MI MANCHERAI TANTISSIMO.
Benvenuti gli amici
che hanno letti nei cuori
per sapere ospitare
chi di notte dorme fuori…
a chi crede nel dare
per essere un uomo migliore
ed ha cibo nel cuore
per sfamare chi muore…
di solitudine a vent'anni
e ha solo la forza di condannarsi
ad ogni specie di male, che sia l'alcol
o il drogarsi.
Benvenuti gli amici
che hanno parole nel cuore
per un amico che è solo
ed ha bisogno di amore…
benvenuti gli amici
che non hanno controindicazione
sono l'unica dose buona
…contro qualsiasi dolore...
del tramonto
troviamo le parole
più belle da dedicare.
Vagabondano nel cielo rosso
affascinando gli occhi
nell’allungare le ombre
a chi di corsa nel selciato va.
Scivolano lente le parole dietro
ai colli per silenziarsi
con gli amori della notte
scritti sui diari appena nati.
Reclamano voce,
le parole non dette.
Pretendono definizione.
Promettono vendetta.
Come cancri,
corrono,
crepitando,
lungo la linfa del corpo.
Come unni,
bruciano;
ardono e divampano,
case diroccate e stanche.
Delinenano argini,
scavano letti bui.
Ma il lungo fiume del silenzio
non ha foce.
Non si perde nel mare,
ma riposa,
attende e muore,
proibito da montagne astruse
e invalicabili.
Ciò che è indistinto,
rimane tale;
vago,
squisito ricusato,
nell'empireo della possibilità.
tra monti prealpini ormai avvolti da gelida veste
innalzo lo sguardo alla ricerca
di te preziosa mia Perla.
Ti ho lasciata appena
l’Amore ha invaso il cuore.
Lontana son fuggita
(anche il Signore lo comanda)
e col mio Amore
radici in terra straniera abbian piantato.
Solamente un frammento di cuore
ho stipato in valigia
l’altro l’ho disperso nell’intera mia Terra
affinché non un solo cuore restasse ma infinità
d’Amore cingesse l’Isola.
I padri e gli affetti da lì sempre mi guardano
ed io tendo il filo più tenace.
Oggi ai tuoi piedi l’animo mio geme
la pioggia ti ha invasa distruzione a piene mani ha elargito
sofferenza e lutti nel popolo dal volto indurito e segnato
da continuo sfruttamento ma dall’interiorità più integra che mai.
Sardegna Terra mia, di te vivo
di te sogno.
Forse un giorno più non scapperò dalle tue tenere braccia.
Statico.
A due metri dalla finestra.
Due insignificanti piccoli bulloni d'ottone
la vita mi ha dato
come monetine.
Torno su.
Statico.
A due metri dalla finestra.
"Yes, there is hope".
Sì, c'è speranza.
I musetti dei ciclamini
sull'argine
si sono accesi.
Cosa si può fare
con questo tempo che passa
sempre così veloce,
come si può fermarlo.
Vieni qua vicino
ed ascolta le mie parole
non fare finta di niente
stai ancora un po’ così
come ti ricordo…
Ora che l’illusione
non può più guarire,
come posso fare
per scaldare ancora
i nostri pensieri.
Non sai come vorrei
rendere felice questa vita.
Resta qui dentro i miei occhi
ancora per tanto amore
attaccata al mio cuore
perché non sono stanco
ma solo un po’ confuso…
Cosa si può fare
con la rabbia addosso
ed il tempo che non aiuta
non si ferma mai
come un treno quando parte
e sparisce nella nebbia
di una stazione.
sulla terra impreparata
ad accoglierla, con pena rifiutata
Ma il cielo ha continuato a piangere
ostinato, troppo arrabbiato
e rammaricato dal poco amore
dagli uomini dimostrato
Violato esso da esperimenti strani
mancanza di rispetto per la natura tutta
troppo egoismo e poco altruismo
in questo Creato meraviglioso
Esploso in codesto pianto copioso
colpito ha una terra bella
rapito ha la vita
di persone innocenti
sommersi dall'acqua che esondando
mutato ha fiumi in mostri di fango
al passaggio tutto investivano
Le auto come barchette
galleggianti in un ruscello
case crollate come costruzioni
in mattoncini colorati
giovani e adulte anime
volate in cielo
Tragedie simili l'uomo
dovrebbe far riflettere
ma passato il peggio
finite le lacrime e il sole
tornato a splendere
ancora l'egoismo prende piede
fino alla prossima volta
fino ad altre lacrime
e vite spezzate ….
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Un abbraccio agli uomini donne e bambini della Sardegna colpiti da questa tragedia
uniti con loro nel dolore per le vite sacrificate le famigle
delle vittime e a tutti coloro che in poco
tempo hanno perso tutto il lavoro di una vita ....
L'illusorio spegnersi di una speranza,
può far tornare i faggi a spogliarsi.
Una commistione simbolica.
Ma il verde,
guadagnato,
reclamato
a suon d'immagini,
ridiventa giallo,
nelle notti d'inverno.
Il calmo volgere delle stagioni,
e il lento
e inconfutabile
smarrirsi incontrollato
delle primaverili spore,
non può essere
contrastato
dal desiderio di vita di un
uomo
caduco e secco,
come le foglie d'Ottobre.
Siamo soli in questo mondo
che stringe il cuore,
soli con le paure
che piovono addosso
come un temporale
che non vuole smettere
e poi nella notte
dove anche la luna
piange il tuo silenzio
abbracciando il cuscino
ti consumi attendendo
le prime luci dell'alba.
in quale fallimento
in quale trappola del tempo
è scivolata la mia vita.
L’ho lasciato fuori dal frastuono
da questo mio tormento
perso come sono
tra l’illusione e l’appagamento.
Volevo che ricordasse
solo il mio sorriso
e quel libero cammino
di un bimbo ormai canuto
che non perde il filo
dell’insegnamento.
E quella notte che ho capito
l’ho baciato sulla fronte
pensando “ti ho mentito”
però domani torno
domani te lo dico.
Ma mio padre era un cocciuto
testa dura più di me
ha slacciato le sue vele
e se n’è andato
mi ha lasciato con il fardello
di un uomo senza più orientamento
ha preferito non sapere
di questo mio inferno
guadagnandosi il paradiso
che io già rinnego.
la doccia rinfrescante.
Sorridendo, mi passasti
l'asciugamano.
Di soppiatto
seguivo con gli occhi
la goccia che scorreva
nell'incavo dei tuoi seni.
Ne uscì veloce,
puntando con decisione
al nodo profondo
disegnato dall'ombelico.
In quel gorgo ebbe una esitazione,
quasi si frantumò,
poi riprese il cammino
con rinnovato piglio.
Ora il passaggio
era più complicato,
una foresta di neri steli
l'intrico da superare.
Vidi la goccia esausta
arrivare ai bordi di una voragine
che non v'era modo d'oltrepassare,
se non facendosene assorbire.
Lì, nel profondo, scomparve.
Io decifrai l'occulto messaggio!
Perciò nemmeno mi asciugai
e immantinente, danzante,
dentro di te mi ritrovai!









