in cui mi avvolgesti nelle
tue spire
come vento impetuoso
ammaliante e con tenue respiro
mi rianimasti fra i tuoi rami gentili
con parole di muschio e fremiti
d'acqua, spargendomi semi di
speranza...
In quella muta notte
eri brezza notturna e
con respiro profondo diffondesti
sulla mia valle polvere di stelle
sulla quale raccolsi frammenti
di tenerezza...
...qui piove ed i mie pensieri bagnati
corrono sotto le tegole dei portoni
e come gatti spaventati
restano negli angoli delle strade...
...qui piove e il mondo cambia colore
c'è un inverno da ricordare
perchè il sole spesso fa dimenticare
che tutto poi dovrà tornare...
... ...qui piove e l'inchiostro delle mie poesie
lentamente si muove, come mascara che cola
come lacrime di una donna che per le troppe bugie
ora è rimasta sola...
...qui piove ed io tolgo l'ombrello
alzo la faccia verso il cielo
apro la bocca come se dovesse cadere
il pane dell'amore, quello più bello
...qui piove e in un attimo si sfolla il mondo
ed io resto solo al centro, nel silenzio
apro le braccia e in un girotondo
mi abbraccio al tuo ricordo...
...ma qui piove...
straniero a me stesso
mi cerco lontano da me
di fuori ai pensieri
nell’anima assente
all’ansia scioccante
di dirmi chi sono,
lo specchio riflette
che vivo, che esisto,
che guardo e rispondo,
ma il cuore comprende
che sto alla deriva,
non piango neanche
perché nel dolore
trascino il mio corpo straniero.
semplicemente
io e te
con l'amorevole
andare
nell'assolo della vita.
Foglia trasparente
adesa alla pelle
intravedo il tuo
quotidiano galoppo.
Filamenti sottili
ci tengono
in equilibrio,
nell'alzata in volo
nella corrente
ascensionale.
Sei solo stanco un pò.
Vorresti riposare
come un fiore
che d’inverno
va a dormire
per poi svegliarsi
col fruscio della prima pioggia
di primavera.
Vuoi rinascere come il sole
maestoso e bello,
che si specchia vanitoso nel mare.
Sarai così….
Quando si risveglieranno le farfalle
ed i prati saranno come incantati
da quel leggerissimo tepore
che renderà gradevole l’aria
quietando i pensieri.
Felici e contenti
Dopo aver bevuto, la vita, dallo stesso bicchiere
Ed aver creduto, che tutto adesso, potesse accadere
Hai lasciato che il vento portasse via, ogni emozione
E poi la bocca aperta, senza fiato, per non dire il mio nome
Ci siamo scontrati e ritrovati, in ogni stazione dell’amore
Abbiamo fatto valige di sogni e viaggi da …non voler più tornare
E preso il tempo in contropiede e poi subìto un goal all’ultimo minuto
Abbiamo riso e pianto per un sogno, riempito con lo stesso imbuto
Ma se adesso, se adesso te ne vai
Cosa scrivo negli spazi vuoti che mi lascerai
Forse parole troppo dure da rompere fra i denti
Racconti senza alla fine, quel "felici e contenti"
quel "felici e contenti"
quel "felici e contenti"
che non saremo mai…noi
Che sia verbale, relazionale
o indiretto il bulletto
lo fa sempre per dispetto
c’è chi non ne poteva più
e se ne è andato
per questo fin lassù
c’è chi invece
con coraggio
il bullo ha affrontato
dopo alleati aver trovato!!
Il bullo narcisista
odia tutti a prima vista
ma in realtà
se vogliam dir la verità
se il bullo si guardasse
un po’ più dentro
di sè stesso avrebbe spavento
Infin concludiamo
e all’azione passiamo
ogni giorno un po più stanco
ti sfioro le spalle nude
come se la mia mano
fosse un leggero soffio di vento
Nemmeno apri gli occhi
il tuo essere stremato
non lo permette, so che mi senti
che ascolti i miei racconti
delle giornate trascorse
Fingo nel dirti le tante cose che faccio
in effetti le ore viaggiano lente
in un apatia che odora di un lutto
che ancora non esiste
Fingo tranquillizzando l'anima tua
sorridendo, cantandoti la nostra canzone
come fossimo in una vacanza virtuale
sotto il sole sulla riva del mare
Dal limbo in cui navighi
sento il tuo sorriso sornione
che mi dice non prenderti gioco di me
ti conosco cara mia …
Non posso trattenere una lacrima
che cade proprio sulla tua mano
ora ho la certezza che sei ancora con me
ti asciugo quella goccia di rugiada
baciandoti la mano, ti saluto
ci vediamo domani o forse mai più
ma il filo di perle che ci lega
ci unirà sempre dalla terra al cielo ….
simbolo fatale,
certamente ad altri non uguale;
arma micidiale che ha vinto il mondo
con effetto devastante
piu' di una catasfrofe nucleare.
Ha smosso le coscienze intorpidite
e pigre
per costringere a riflettere
che si e' viandanti di passaggio
in un ammasso di scorie organiche;
emblema di supremo olocausto;
ineluttabile epressione di immenso amore
per la salvezza dell'umanita';
adorerai quella Croce
con tutte le tue forze
benedirai il Figlio di Dio
immacolato frutto della santissima Vergine;
loderai il cristo
Redentore tuo,
nel momento della fine
per risorgere alla vera vita
nella comunanza fraterna.
e il bene con il maligno si fonde.
Ma in questi duri mesi un amico mi ha risollevato
e a distinguere il male dal bene mi ha aiutato.
Ho scacciato dalla mia vita gli orchi, rendendola sicura,
dapprima tremolante, e poi decisa, senza paura.
Lui dice che son meravigliosa e che l'ho meritato,
ma è lui a esser un angelo custode e ringrazio Dio che me l'ha mandato!
Dedicata ad un amico che mi è stato vicino in un momento difficile.
L'amicizia, sentimento nobile più dell'amore, tanto rara da trovare.
Un giorno si allaga la casa il tappeto e l’apina si ritrovano inzuppati d’acqua, piangono sono tristi, ma dopo un pò... arrivano i salvatori, che prosciugano tutta l’acqua, il tappeto e l’apina sono di nuovo contenti.
Ma sono stufi di stare sempre li fermi, allora decidono di provare a scappare ma non sanno come fare, al tappeto viene una brillante idea gli dice alla sua amica “apina sai un mio simile volava vorrei provare pure io vediamo se ci riesco”
Comincia a sfilarsi via da sotto il tavolo con poca fatica ci riesce, sta sospeso in aria, invita l’amica apina a salire ma lei ha paura, pian piano riesce a convincerla gli dice “vedrai andrò piano” l’apina si fa coraggio e sale.
Scappano via insieme, il tappeto volante e l’apina sorvolano tutta la città, scappano via insieme.... felici e contenti.
che gli attimi hanno svolte predestinate.
Tutto era già scritto nei tuoi sguardi sperduti,
nei baci delle tue labbra inerti,
che accoglievano il mio respiro con impazienza,
e poi la freddezza delle tue mani delicate
che mi accarezzavano lente e sbadate.
Avrei dovuto saperlo
che gli attimi hanno svolte improvvise.
Ti abbracciai e trovai un nulla
che aveva ancora tracce del tuo sapore.
Eri già altrove, percorrevi sentieri
appena tracciati nei quartieri del tuo cuore,
e t'inoltravi in paesaggi espressivi
che non erano più quelli delle mie rughe.
Avrei dovuto saperlo
che gli attimi hanno svolte impietose,
e non restare li, impietrito,
a fissare il tuo profilo che sfumava lontano.
Fui però saggio a non cercare i perché e i come mai,
ve ne sono sempre mille e nessuno,
ed in ogni caso, che siano ovvii o che siano folli,
non possono resuscitare gli attimi perduti.











