Fumo ,
fumo sul tavolo
fumo fra gli sguardi
fumo fra le risa
fumo fra I bicchieri,
ristagna denso
fra profili di persone,
fumo fra I profili
profili di fumo
che guardano altri profili ,
come in un carosello
di cartoni sagomati
profili di ombre
mossi da un vite ,
piatti di fianco
sottili di fronte
si scambiano di posto
scuotendo il fumo .
Fumo fra I pensieri
fumo fra I rumori
fumo fra I respiri ,
ondeggia lento
dalle risa mosso
risacca nella bocca ,
fumo fra I denti
esce dalle labbra
con parole grige
dal fumo soffocate ,
fumo dalle narici
esce come sbuffi
di polvere
dalle miniere ,
fumo nei timpani ,
fumo come stracci
attutisce I suoni
suoni sordi
sordi di fumo .
Fumo nelle bottiglie
scende veloce
fumo nei bicchieri
schiuma lento,
brindiamo col fumo
colpendo il vetro
beviamo fumo
sputiamo fumo
ci scambiamo fumo
vomitandocelo in faccia ,
fumo sui visi
fumo sugli zigomi
come marea sale
copre gli sguardi ,
sommersi nel fumo
siamo alghe
rotoliamo fra I soffi
ci ammucchiamo
secchi
sulla tovaglia .
Fumo come mare
fumo come cielo
fumo come terra
fumo come fuoco
fumo come niente
fumo ,
si dissolve,
fumo
niente
nulla,
effimero.
La materia
che crea la vita
è energia
che si è rallentata
e noi
che non creiamo nulla
siamo solo fumo
che si è raffreddato .
Unendo le lune vissute
in un arduo pensiero
chiudo gli occhi
mentre fuori
si assottigliano
colori d’argento.
Maliziosa alba
cullami,
nei sogni bagnati di desideri,
mentre io
nuda sul letto,
uno spicchio di luna,
stringo forte nel grembo
il più grande dolore…
l’illusione d’amore.
la vi era il cuore,
non ebbi nemmeno
bisogno di bussare
avevo le chiavi quelle dell'amore.
Le dissi dolcemente tre parole
ti amo amore,
così senza pensarci
non serviva altro,
non v'era bisogno di pensare
solamente i suoi occhi dissero tutto
ed io come fossero diamanti
li custodì gelosamente
dentro i miei.....
tra i sibili di quelle pozze,
mormora tacito
il Virgilio,
e sovrasta
sugli umani cani
che scorazzano nel giardino...
Bianchi di dente,
tra le ringhiere
di ruggine,
blocchi di marmo
esalano freschezza,
volgon lo sguardo
verso le pietre di foglia...
Mi incrocio
con quel di sinistra,
ermo e bagnato
da quei bagliori
che mi sollevano,
mi sento rinato
tra l'ebrezza
di questi cipressi...
Buffi e tozzi
stanno,
tra queste vie sabbiose,
fissi sul molle terriccio,
a viver
sulle parole del vate...
Lo do la mia penna intimo, tra gli alberi e le montagne,
con esso, nel momento in cui disegnare belle parole,
musica nei nostri cuori si intrecciano ottenere
per il vento d'amore e di amare campana finestre.
Stele Forse antichi, un indelebili papiro
portando la luce, come lava incandescente da Orion
che il flusso di sangue in rosso, ardente di amore e passione,
dopo navigare i vostri mari, sarà l'unica traccia palpabile.
Sotto l'ira di Poseidone, nessuna barca, senza sartiame o atoches
Ulisse udì dalle profondità dell'universo e ritorno
anima il grido di gioia e di chiara rottura delle acque,
Penelope e non hanno più bisogno né notti tranquille, né agonizzante.
Due in uno fornirà con le passioni di Dioniso ed Eros,
poesie non sarà più creato con entrambe le alleanze non piangere,
anche gli dèi dell'Olimpo metterà tanto amore,
di scolpire la pelle a fuoco il "Ti Amo" veri.
Caballo Negro y Rubgy (Maru y Daniel- Chile y Uruguay )
Como Penélope y Ulises
Te otorgo mi íntima pluma, entre los arboles y montañas,
con ella, por el tiempo podrás bellas palabras trazar,
la música en nuestros corazones conseguirás entrelazar,
para que el viento del amor y su campana amorosa tañas.
Quizás por las estelas milenarias, un papiro imborrable,
portando luz, como lava volcánica brillando desde Orión
que fluirá en la roja sangre, ardiente de amor y pasión,
luego de surcar tus mares, será la única huella palpable.
Bajo iras de Poseidón, sin barca, sin jarcias ni atoches
Ulises oirá desde lo más profundo del universo y volverá
el alma gritará de gozo y las aguas cristalinas romperá,
así Penélope ya no tendrá ni quietas ni agónicas noches.
Dos en uno brindarán con Dionisos y las pasiones de Eros,
ya no habrán poemas de pactos no creados con tanto clamor,
siquiera los Dioses en el Olimpo podrán apagar tanto amor,
al esculpir a fuego en la piel los "Te Quiero" verdaderos.
Caballo Negro Rubgy
Dimentica il mio nome
io non ricordo il tuo
dimentica il mio viso
perchè il tuo mi sfuma
dimentica la mia voce
perchè ho perso la tua
dimentica chi ero
io non so più chi eri
dimentica i miei occhi
i tuoi li ho persi
nei meandri lontani
dimentica tutto di me
io non voglio più ricordare
chi sei,
dove sei,
cosa fai
come se io e te
non ci fossimo mai incontrati
come due sconosciuti
due poli opposti
sarò io il nord
sarai tu il sud
non cercarmi,
io non ti cercherò
dimenticami
perchè io ti ho dimenticato...
e se ti passerò accanto
non noterai la mia presenza
come io non mi accorgerò di te
sconosciuta sarò
dimenticami,
e sarò libera.

Avevo un fiore fra i capelli
guardavo prati verdi e cieli azzurri
sentivo i profumi della terra
io regina
del mio regno fatato.
Poi di colpo il temporale
il cielo si è oscurato
la tempesta si è abbattuta
lasciandomi distrutta.
Io regina decaduta
del mio regno ormai
distrutto
vago
fra le macerie
cercando di salvare
quel ch'è rimasto...
ma sento suoni lontani
che mi distraggono.
Avevo un fiore fra i capelli
tanti sogni nella mente
ormai dispersi.
Avevo un fiore fra i capelli
ch'è finito in fondo al pozzo
Si recide la scia di un ricordo
l’iride è assente, un pozzo bianco
per entrare nel piccolo male
Così cade la testa al sogno nel mezzo
e dita a grappoli stridono sulle lenzuola
Verrà un rimedio per eludere il freddo
un momento da corpo estraneo
viso lontano, preda di forme casuali;
si rimargina piano un’emozione spontanea
sponda concessa allo strappo
Camminiamo sui numeri delle facciate
si sono sbiaditi i nomi alle strade
Fuori dal cerchio delle tue pupille
si allungano orizzonti improbabili,
si aprono mondi fantastici,
si spendono soldi di cioccolato.
Qui attorno, invece, è quasi buio;
sono le sette di sera, e il mare mi parla.
Fuori dallo spettro della tua aurea
il mondo ringhia, abbaia, guaisce,
ci sono rose canine e gelsomino
sul tuo davanzale,
rosmarino e basilico sul mio;
è l’alba ormai, e il mare sussurra ancora.
Penso alla forma delle mie impronte
e alla scia surreale del tuo profumo.
Le dita come pastelli a olio
abbozzano arte ignorante
sulla tela vergine del tuo futuro.
Sono solo immagini, è materia onirica,
il segno intangibile dell’esistenza di Dio.
Tu non puoi uscire dal mondo concentrico
della tua iride grigia, che prima mette a fuoco
e poi cancella, senza vedere.
Ma tradurrò io i risvolti unici del tuo pensiero,
traslerò in un processo creativo
l’anatomia artistica del tuo campo visivo.
Saranno iperboli di blu artico e di cobalto,
me lo ha detto il mare.
arrabattare
della vita
sfida continua
all’inizio di una mattina
precaria come tante,
Tua non Mia.
E…le tue urla
di piacer, di vendetta
di dolore, di insulto
litigi frantumati
in acrostici d’amore
quando io ero sono sarò
il mio sogno di parole
quando tu trascinavi
un corpo vuoto
di fantasie di agenzia
in agenzia
con la mente ingombra
d’asfittica rassegnazione,
il cuore d’amore,
Per Me non Per Te.
E…il caffè corretto
alla grappa, i giri
in macchina col Professore
i vuoti andirivieni
senza meta
imboccavan la via
dell’ippodromo
e giù giù fin alle corse
e il fischio del via
come l’organo
in chiesa la domenica
messa pagana
di rara umanità
ai margini,
Noi.
E…i pranzi
pomeriggi che
ingurgitavano ore
passati all’osteria,
recitar, discuter
con gli artisti
del rione
picari avventurieri
della lingua
sciame d’api
intorno a tavoli
rabberciati, coperti
da isterici boccali
traboccanti rivoluzioni
sdegnosa rabbia
di poeti contro tutto,
Mondo.
E…il sapore
di quei giorni
dimenticati,
come un ghiacciolo
d’autunno
ultimo residuo
di una estate
folle e selvaggia,
si disperde
nella cenere del tempo
rifugio per il tuo
sguardo eclissato
da un errore,
Mio.
Muta l’essere con
il passare del tempo,
cancellando idee
che adornavano la mente.
Alture scalate
e vette conquistate dall’anima
evolvono il respiro
che non si è fermato
davanti alla porta
della coscienza.
Sillabando il vento
accarezzi la musica
dell’orizzonte
che delinea l’essenza
del sogno reale.
Terminando il cammino,
nella luce che trapassa
lo sguardo,
dall’alto
delle montagne raggiunte
spicchi il volo,
verso l’ignoto
consapevole.
Vivo in un deserto freddo
Vivo in una fabbrica di numeri
Vivo in una scatola di ghiaccio
Forse sono morta senza saperlo
Sono al buio
Una mano invisibile mi stringe la gola
mi manca l'ossigeno
vorrei la luce e il calore del sole
Vorrei risorgere
Quando vado il tuo corpo
modo in cui le sensazioni
riflette nella mia pelle.
culture e tradizioni.
Unione di due mondi opposti
da diverse civiltà,
dove il colore, razza o lingua
non importa.
La nostra pelle e il sangue
flusso di permeato e
alle parole e sguardi,
vita rottura delle barriere,
e senza catene e via Wi-Fi,
per alimentare a distanza
il cibo dei nostri cuori,
lo sguardo dei nostri occhi
e il desiderio dei nostri sogni.
Cuando recorro tu cuerpo
camino por sensaciones
plasmadas en mi piel.
culturas y tradiciones.
Unión de dos mundos opuestos
por civilizaciones distintas,
donde el color, raza o idioma
ya no importan.
Nuestras pieles y nuestra sangre
fluyen y se impregnan
a las palabras y miradas,
rompiendo las barreras de vida,
ya sin cadenas y vía Wi-Fi,
para alimentar desde la distancia
el alimento de nuestros corazones,
la mirada de nuestros ojos
y el deseo de nuestros sueños.
¿…Como no luchar a tormentas,
lluvias o vientos
para tener nuestros mundos
conectados de tecnología
e impregnados de este amor?
De Maru Parodi










