Antiche sono le parole
custodite nel cuore
da così lungo tempo che più non ricordo
forse da sempre e per sempre
non dette non espresse
Col tempo mutano in cemento armato
il silenzio è una difesa per la paura
di far male a chi ami
ma il male lo fai solo a te
Dal cuore le parole arrivano alla mente
percorrendo l'autostrada che gli organi
congiungono tra raccordi, uscite ed entrate,
in poltiglia va il cervello
ti chiamano folle, fuori di testa
perchè ripulisci quel sudiciume
tagliando la pelle come fosse carta
E diventa lago di sangue ai tuoi piedi
sangue reso chiaro dalle lacrime
ad esso misto rumorose
come gocce di pioggia in una pozzanghera
ciò che tu sei, dove la gente infila i piedi schifata
Madre l'egoismo che da sempre è tuo
non è venuto meno con gli anni
anzi più spinoso è ancora come un roseto fatto di spine
i petali son caduti seccati da tempo
non ne rimane nemmeno il profumo ....
Con tutto il rispetto ed il bene che ti voglio
tacere più non posso, un martello pneumatico
mi ha liberato dal cemento armato
ed ho cantato finalmente ora che sono donna
ora che i cinquantanni ho superato
e più la tua bambina non sono o non lo sono mai stata
Non chiederò scusa, non ho sbagliato io
e non per presunzione, l'avvocato ne ha le prove ….
alla giuria il verdetto …. sono certa di essere assolta ...
tra silenzio ed illegittimità
vibra per poi crescere
sino ad implodere
piena di cielo
dal profondo fino alla mente
nasce per poi salire
fino a brillare
in occhi affamati
di spazi infiniti
scioglie il dolore
alla luce del sole
corre veloce
tra paralleli di colori
e di suoni
senza sfiorarne alcuno
illusione e fantasia
bellezza e magia
misticità e fisicità
ama voltarsi
scivola dentro il corpo
accarezzando il sogno
sorridendo alla realtà
è il suo segreto
il segreto dell’anima
vorrei che il giorno
si fermasse un attimo
in questo momento cheto
avere il tempo
di assaporare senza
fretta quest'aria mattutina
aria vergine di mare
che arriva veloce
e fredda le narici calde
vorrei che il giorno
si fermasse qui
per ammirare ancora un istante
il primo orizzonte d'autunno
di quel romorio flebile
parte un'emozione inaspettata,
proprio quando sei attonito
e perdi il tuo self control...
Rincorri la traccia,
col timpano ripeti
e la tua ugola
è il mangiadischi,
che amplifica il tremolìo
di quelle stanze aperte...
Vibran le ciglia,
come tamburi rullanti,
i ventricoli
sventran come piatti
le note gustose,
che confondon la voce
e copron di maripose...
Affondo
tra le cavità sanguigne,
mi sento friabile,
come la diga
sotto l'urto dell'uragano...
E qui
è proprio un disastro:
si rompon le pareti,
in quel naufragio
si affollan
le corde vocali,
travolte piacevolmente
dall'onda,
che le scaraventa
violente a galla...
Ho scritto
I miei sogni
sulla corteccia di un albero
un graffio
scalfito a forma
di cuore
all’ombra delle fronde
c’è il vissuto
di attimi sereni sul prato e…
i baci dati seduti sulla panca
l’albero ora come allora
tende le sue braccia
a nuovi amori e…
sotto quelle foglie fitte
c’è ancora
ingenuità dell’adolescenza
e sul tronco disegnato
il mio cuore con te !!!
Man mano che salgo
col passo mesto
per la stradina al bordo
della collina
m’ avvolge il fumoso
grigiore della prima
nebbiolina d’ottobre.
Le siepi ai cigli della strada
vestite di seta color tabacco
come signore eleganti
a passeggio
nel parco d’autunno
Cammino leggero
per non calpestare questa
nuvola strana
sottile, che m’avvolge
cercando il bacio
da un tiepido raggio di sole
che da lontano accende
il colore al mare
elvio angeletti
imperversa la mente.
Vorresti esser tu
ad amarla per sempre.
Un pensiero che batte nel cuore
come un tamburo.
Un ritmo di mani
non riesci a fermarle
battono forte fino a farsi sentire.
Danza con lui!
Lasciati andare non farti pregare,
dai il meglio di te
come sai fare.
In altre parole,l'amore....
Un pensiero stanotte
soltanto per lei.
Starà già dormendo....
Vorresti levarle l'idumento che indossa,
senza esitare baceresti le labbra,
Se dovesse svegliarsi
diresti sottovoce....
Fammi vedere quello che sai fare.
In poche parole,l'amore....
ascolto gli ulivi
allungarsi su di me
come fossero ponte
sull’azzurro del mare
raccolgo la meraviglia
di quel golfo
allargando i miei occhi
come fossero binocolo
per vedermi meglio
tra cascate di limoni
piovon profumi e colori
portati dalla stagione
come fossero pennellate gialle
su tela bianca della vita
sono vere capriole
nascoste tra i segreti
di un mondo diverso
sono vere capriole
di luce e calore
in un mondo diverso
sono vere capriole
disegnate dalla trasparenza
di un mondo blu
sono vere capriole
autentiche piroette nel blu
ed è stupore
ed è dolce
ed è immenso
lasciarsi cadere
in tutta leggerezza
sul suo vento
che soffia caldo
senza alcun mistero
possiamo darci un momento
e raccontare la nostra storia
senza cadere giù
possiamo esserci
lontano da grigi sipari
e da mutevoli irragionevolezze
siamo giovani
vestiti di lilla e blu
occhi chiari e trasparenti
siamo giovani
e questo è perfetto
vicino a ciò cui apparteniamo
senza alcun abito
possiamo lasciarci scorrere
e leggere il nostro Paradsio
verso un fiume aperto
che solca le stagioni
cresce con i fiori
e vive con noi
siamo giovani
vestiti di lilla e blu
occhi chiari e trasparenti
siamo giovani
e questo è perfetto
siamo il sogno
siamo il sogno di un sorriso
siamo giovani
vestiti di lilla e blu
occhi chiari e trasparenti
siamo giovani
e questo basta
Quasi quasi è arrivata l’ora di brindare alla cecità e alla sua intolleranza.
Dieci gradini di cristallo che stimolano la digestione e poi via, direzione monte di venere.
Se vuoi, spegni pure la luce e non ti dimenticare il buon vecchio complesso rock.
Lo sai che io stasera mi sento un po’ Floyd, in un misto fra distorsione e architettura sonora.
Anche se non ti piace come ti bacio dietro le orecchie, credimi non fa differenza per un promesso-suicida.
Non lo farebbe neppure per il mio specchietto, e le sue schede.
Non lo farebbe neppure per questa sintesi di materia e forma.
Diciamocelo chiaramente che non abbiamo un mosaico in comune.
Forse si tratta di un puzzle, solo forse pero`, perché` io non ci vedo.
Volevo ringraziarti per le pause che interponi fra un bicchiere e il prossimo,
per la velocità di uscita e per avermi omaggiato del bicchiere con bugs bunny.
Era sicuramente più bello dei fiori di plastica che avevi comprato all’autogrill, nel tuo ultimo viaggio.
Ti ricordi ?? Dicevi che ti eri persa e avevi bisogno di ritrovarti.
Forse allora eravamo simili, perché` anch’io mi sentivo perso, senza di te,
perché` anch’io avevo bisogno di una piccola fuga.
Peccato che non esistano autogrill nelle mie licenze, peccato che ogni mia fuga si concluda con il culo per terra
o con la faccia contro il tavolo della cucina, nell’umido del ghiaccio sciolto e nella solita vecchia pozza di vomito e indisciplina.
Che poi è l’unica cosa certa nel va e nel vieni della mia buia solitudine.
Se guardi il mondo attraverso un caleidoscopio,
quello che vedrai sarà una macchia,
una miriade di problemi blu e di problemi gialli
che si riflettono sulle nostre vite.
A volte è bello sapere che da qualche parte,
racchiuso in questa trappola di colore,
ci sia un barlume di logica pura,
uno scorcio di gioia.
Così, quando ci si sente imprigionati
in una sola tonalità,
quello che bisogna fare è concentrarsi
su tutti i colori assieme.
E con ogni tinta scopriremo
le cose che una volta
non potevamo interpretare.
in una tazza di tè alla mela e cannella
Il fumo salendo emana d’intorno
profumo dell’Est
Lenti treni con sedili di legno
Malinconiche Trabant
desiderio di poveri cristi
Metrò nelle troppo eleganti stazioni
Fiumi possenti senza perdono
quando inizia la pioggia a scendere
l’acqua a salire
e l’inverno li ferma in un’istantanea di gelo
Qui la campana rintocca il mezzogiorno
Scompare il forno delle ciambelle di mela e cannella
Addio Arbat, Vasil’evskij e Kazimierz
Bevo quel tè
fissando il computer dal monitor nero
Fuori traffico pazzo
Afferro la tazza fumante
e annego nel tè alla mela e cannella
uomini come pesci
immobili
alcuni agonizzanti
altri imbalsamati.
In silenzio si concentrano.
Frullato di pensieri.
Quando si arriva al piano?
Le porte si aprono,
boccata d’ossigeno
per i poveri polmoni.
Tutti scappano
destini diversi
vite disperse.
come un lago ghiacciato
circondato di fiori
e lascio nell’ombra
la fierezza nobile dell’individualità.
Vita di passioni
ai margini del tedio,
vita lontana dalle emozioni
e dai pensieri.
Nell’anima disattenta
si snodano paesaggi di abdicazioni,
aiuole di sogni
e gesti incoerenti,
come muri di bossolo
che separano cammini vuoti.
Tutto s’ingarbuglia
e appare povero nel triste disordine
delle mie sensazioni confuse
come vecchie fontane senza zampillo vivo.
Un vento sconosciuto
solleva tracce di vita
come pulviscolo floreale
nella brezza della sera.
E il torpore dell’imbrunire
si perde nella musica
del mendicante affamato
e nella reliquia di un pellegrino.
Tristezza da crepuscolo,
spossatezze e false rinunce,
dolore come di singhiozzo soffocato
o di verità ottenute.
Dal pozzo delle emozioni
contemplo astri infiniti
e l’azzurro scuro dell’orizzonte.





