Tutto è stato scritto

in questo fiume

di inutili parole

m'allontano dal bosco

il lupo l'ho mangiato

e la bella addormentata

si è svegliata da sola.

Riso pianto amaro

malinconicamente vero

questo cinico mestiere

di volersi sdraiare nudi

all'ombra di punti e virgole

pensando di esser letto

da cuori tagliati di netto

ma troppo spesso succede

di esser stuprati

da occhi superficiali

pazientemente addestrati.

Non senza condanna

mi do l'assoluzione

impugno la penna

in una guerra finita

m'arrendo alle grida

sventolo una pagina bianca.

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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Da lontano abbagliata
d'illusione ammaliata
fumo negli occhi.

Ingannata
alla terra strappata
 del piacere,
schiava,

La luce fioca dei lampioni
illumina il viso
ma il trucco non cela
il moccio che cola dal naso.

Nell'indifferenza,
senza pudore
han perso il profumo
i fiori d'arancio.


 
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Profilo Autore: Paola Pittalis  

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Come un proiettile
che spacca la lacrima
Come un fiore
che annega nell’acqua
Come una parola
che uccide l’atmosfera
Come i miei occhi
che piangono il paesaggio
Come uno sguardo
che non ha altri sguardi
Come l’illusione
che non condivide l’amore
Come la morte
che fa respirare gli innocenti
Come nient’altro da dire
in questo lato
visto dal lato opposto.
 
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Profilo Autore: lorenzo calandrella  

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Una bambola di pezza

vestita a quadri

ed il sorriso cucito

sul viso

gli occhi in uno sguardo immoto

Senza emozioni apparenti

osserva il mondo

seduta nella vetrina

di un vecchio giocattolaio

Ma dentro un cuore ha,

Dio lo ha  posato in lei

in una notte d'agosto

fredda e tempestosa,

e soffre quel cuore

stilla lacrime

che dagli occhi di pezza

non possono fluire

Soffre nel sentire le emozioni

di chi la osserva in vetrina

e vede solo una bambola,

soffre impotente

le gambe, le braccia

perennemente immobili

assenti dal correre sui verdi prati

dal poter donare un abbraccio,

le sue labbra mai offriranno un bacio

e quel sorriso cucito

e freddo come nella morte

versa lacrime

La osservo anch'io

così colorata e grigia

mi vedo riflessa

in uno specchio maledetto













 

 

 

 

 

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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Che ne sarà della tua voce?
Che ne sarà del tuo viso?
Apparterranno solo ai miei ricordi.
 
Risa spezzate dalla lontananza,
voci immaginarie
mi verranno a trovare,
fotogrammi appariranno sfocati,
sfuggiti al primo richiamo
di realtà: svelati.
 
La mia mente
trasmetterà film in dissolvenza,
in dissolvenza ormai già sei,
stai abbandonando anche
i miei pensieri,
li hai lasciati anche ieri,
lasciandomi nella mia
solitudine.
Giorno dopo giorno
neanche ricordo più il tuo volto,
non ascolto più il suono
della tua voce,
già quella voce,
che non potevo confondere,
che sapevo riconoscere.
 
E adesso dove sei?
Come sei?
Cosa sei?
Chi sei?
 
Hai passeggiato un po'
sulle mie strade,
ma hai scelto un'altra strada
e ad un bivio
mi hai lasciata.
Siamo come
identità anonime,
ubicate in
anonimi pensieri,
nutrendomi di essi
ormai già sei,
ne hai preso
lentamente forma,
rimasto
e più non torna,
animo conforme
alle più misere risorse,
delle più sciocche storie.
 
Ci spiana la strada
che ha sfiorato
il nostro destino,
le hai accolte,
si accarezzano,
si cercano,
si intrecciano,
si osservano
e infine si perdono,
come infiniti
ricordi fragili,
si recidono dalla memoria
ormai indifferente,
sofferente,
evadono, ci lasciano.
 
La distanza
comincia ad esserci
indifferente, perpetua,
le parole si esiliano
alla pronuncia,
voci sempre più rauche
e rimango inerte,
non mi resta più niente.

I nostri saluti appena accennati,
scambiati per niente,
diventano estranei,
sconosciuti
anche alla gente,
silenziosi,
dimenticati,
ci lasciano
indisturbati,
sguardi
scambiati per puro caso,
sguardi che si rendono
estranei,
infedeli,
stranieri.
 
E poi in fondo cosa siamo?
Siamo anime sbagliate,
che per puro caso si sono incontrate.

Non rimangono solo
che stupidi sguardi innocenti,
che tagliano a metà
i nostri lamenti.
 
Solo una foto o forse
neanche,
ci sarà solo la tua
immagine,
ma niente sa raccontare.
 
Solo un ricordo,
niente più,
ho sorvolato il cielo,
del mio ieri,
si riempivano di
orizzonti veri,
ho perso pure
la cognizione del tempo,
il resto mi sembrava fermo.

Ieri mi sembrava
qualche minuto fa,
adesso è un'eternità,
qualcosa che trova
rifugio in quello che
più non sei,
ad un ieri
a cui ora appartieni.  

Sabato 10/03/2012                              
 
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Profilo Autore: Cristal Ros  

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Vorresti toccare la mia anima
e capire.
Vestirti del mio sguardo
e vedere
Sfiorare i colori del mio pensiero
e amare
come amo io donando me stessa….

Non puoi,
sei troppo compatto.

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Profilo Autore: Nadezhda/Speranza  

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Come quando Picasso,
dipingendo il ritratto di Gertrude Stein
da una paletta di quasi solo terra bruciata,
tracciò tutto fuorché il volto,
e poi, in un gesto di frustrazione,
la fissò e disse:
“Non ti vedo più mentre ti guardo”.

Così mia madre, quella sera,
mentre mi vedeva partire,
fissava un volto che nessun pittore
avrebbe mai potuto riprodurre
e dal suo sguardo io capii che lei
già sapeva, nel bene e nel male,
che cosa sarei diventato.
 
Gertrude lasciò Parigi, e lui ritornò al lavoro,
per dipingerle un viso strano, quasi una maschera.
E quando gli amici lamentarono che il ritratto
non le assomigliasse per nulla, o meglio,
che lei non assomigliasse per nulla al ritratto,
Picasso semplicemente rispose:
“Non ancora”.
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Profilo Autore: Charlie  

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Reagisce,
tra le sterpaglie moventi,
si placa,
con le ciminiere in mano...

Cenci di fumo
inabissano beati,
plumbeo il bacino,
riflesso opaco...

Al di là,
quattro barcocce
disseminate sulla riva,
tossiscono in silenzio
la tossina che arriva...

Un uomo,
che all'apparenza 
non vede,
annusa aria malsana
e osserva
quel gusto di degrado...
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Profilo Autore: Diego Crozzolin  

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La mia impronta sulle tue labbra,

grano ancora da macinare…

 

Carezze ancora da vivere,

amore ancora da governare

respiri ancora da seminare.

 

Mentre un giglio nella notte

profuma il selvaggio desiderio

di evadere dal sogno .

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Profilo Autore: Nadezhda/Speranza  

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Nel trambusto di mediocri pendolari
eri il mio corrimano
di raso
la vite sbagliata all'incavo
adattata al caso.
 
Ora ,
al tocco,
risuona vuota 
la vita
e al riparo
dal destino e i suoi soprusi
annego la mia stanza 
in un celeste d'occhi chiusi,
 
sciogliendo spazio e tempo
in  un celere dispendio
di sensi
ormai consunti
da un eccesso d'uso.
 
 
Preziose trasparenze ,
rimembranze
vagano,
atte in me 
a graffiare
un tuo segno labile 
d'assoluto 
come a riva 
il palpebrare del mare.
 
 
Col tremore di un passo malcerto
si va all'assalto
spezzando gli assedi 
dell'io all'io
 
cercando ,
in un celeste di stanze chiuse 
finestre di speranza 
che diano l'azzardo di una sorpresa.
 
Ma con gli occhi di bianco dipinti
eravamo gia' morti.
Per questo,non per altro 
era vana l'attesa.
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Profilo Autore: Motolese Ciro  

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Avremo altre notti

ovunque
all'interno in un limbo

se la diafana ha bisogno di essere notata
si scolora
e poi ri-colora

dove gli occhi acuti consapevoli di beatitudine
conducano
in fine inarcato verso il basso

dove i sogni del tutto improbabili della vita
vanno gomito a gomito

lo-so

che nelle tue parole vere
abita la radice
di una verità inestimabile

come,
senza esitazioni,
sussurri

eppure ho sentito,
ma si
avremo altre notti.


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Profilo Autore: fabio brogini  

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Sogno spesso di nutrire cuccioli di salice piangente,
poi, mentre li sfamo con la mia tristezza,
attraverso i giardini del cuore
e vedo dispiegarsi cose.
Vedo l’oblio.

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Profilo Autore: Charlie  

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Dal tuo collo di poeta
sono i vetri d'uva spina
a riflettere della sera
le strisce d'opale
 e le mie lacrime.

  Tra i manichini dolci a terra,
 tra i soldati l'uno sull'altro
a dormire ognuno da solo
il proprio finale
 ubriacati.



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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Rimane, il vuoto perlaceo
nell’infinito demolito dal nulla,
lontano, da battiti di farfalle
di sorrisi, di parole, tumide d’acqua
chiuse, nell’indolente sole
che, non dà luce al cupo anfratto
arido di carezze,
di sogni colmi di solitudine
e vecchi consumati mobili
da buttare via,
eppure, solo cosi vive
il mio cuore, malato d’amore.

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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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Liberatemi da questi cieli
da questi santi  pensieri
da questa preghiera,
da questa ormai vecchia signora.
Mani conserte, parole sbriciolate
che insegnano l’altruismo.
Musicanti ambiziosi
liberatemi dai vostri suoni,
angeli del buon sentimento
liberatemi dalla raccolta
differenziata di buone azioni.
Mani consorte
per fuggire dalla maledizione
odore di incenso per credere
all’illusione.
Lasciate il profumo
di un prato profumato
lasciate le lancette del tempo
dove la ferita a sanguinato.
Predicatori scalzi
barbe imbiancate
tutto è passato
ma al vostro altare preferisco
il mio giullare.
Liberatemi dal vostro sacrificio
da me mai invocato
liberatemi da un’altra carezza
giusto il tempo per distruggere
un’altra vostra certezza.
Mani conserte
la messa è finita
e che per una volta DIO
mi maledica.
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Profilo Autore: lorenzo calandrella  

Questo autore ha pubblicato 39 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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