Lo stacanovismo stroboscopico agglutinante,privo di storpiature orogengivali,propedeutiche ad un declassamento polimerico sovrastrutturale,compenetra,of course,uno scardinamento seborroico congiuntivale, decisamente incline ad un corporativismo sindacale tardo rinascimentale, con conseguenze ineluttabili sul valore intrinseco delle criptovalute orientali dopo la ristrutturazione della muraglia cinese col bonus del 110 di pentastellata memoria.
A questo punto,ritornando a bolla,si evince che è sempre meglio una pizza quattro stagioni nella stagione dei monsoni che una capricciosa sull’isola di Capri da non confondere con l’isola di Capraia che è priva, Ça va sans dir,dei famosi faraglioni e non ha più le capre adottate ormai in uno stallazzo del parlamento italiano da Vittorio Sgarbi…e che c…o!
Ho sottaciuto di aver sottratto dei sottaceti ad un sottufficiale sotto stress che li aveva sotterrati in un sottoscala insieme a dei sottobicchieri di satin che erano appartenuti anticamente ad uno stagista stalinista ossessionato dalle sottane e dalle sottogonne in seta non stirate.E quindi,con un sotterfugio,mi sono sottoposto ad una settoplastica nasale alla clinica Sette Colli nel mese di settembre ma purtroppo ho preso la cosa sottogamba e me la sono quasi fatta sotto perché ho rischiato una setticemia sottoascellare per cui mi hanno messo sottosopra per sette giorni.Comunque,mi preme sottolineare che,se passi sotto un sottopasso nei pressi dello Stelvio alle sette di sera dopo aver scolato un Stock 84,il peggio che ti può capitare è di stramazzare sul selciato stordito dal suono di una sinfonia strumentale di Stockausen.
Per mille satanassi!
L’imperativo catatonico omocinetico, obnubilato da un’acquiescenza criptica derivata da un sovvertimento paucisintomatico destroconvesso nonché corporativistico,si correla, inesorabilmente,ad un gradiente cartografico di rilevante spessore tettonico equinoziale non privo di risvolti perequativi.
Apperciocché si deduce , surrettiziamente,che se Tizio va con Caio dopo aver dato il due di picche a Sempronio che è andato con la vispa Teresa al mercato a restituire una borsa taroccata di Gucci che suo padre comprò, è sempre meglio un uovo oggi che una gallina ruspante dopodomani fuggita dalla fattoria di nonna Papera durante il solstizio di primavera per andare a trovare di nascosto il gallo del pulito Chanteclair alla faccia delle tre civette sul comò…chicchirichì!
Ho scippato uno scialle in via Muzio Scevola ad una sciampista di Sciacca che, per lo choc, è scivolata su uno scivolo procurandosi una sciatica alla coscia sinistra ed una scoliosi da schiacciamento dovuto ad uno strappo sottoascellare,roba da sganasciarsi dalle risate!
In coscienza sono stato uno sciocco, sapendo che uno sciamano scintoista, parente dello Scià ed esperto di sciami sismici e di pesche sciroppate, mi aveva avvertito ma, per una mia specie di scioglievolezza socio-cultural-sovietico, mi ero sempre scientemente scelto una sciagurata forma di sciopero selvaggio vuoi per una mia scelta radical-chic vuoi per una sorta di sciatto sciovinismo,alla Shopenhauer, della mia sciagurata incoscienza scientifica.
Comunque, meglio scegliere di ascoltare soavi sinfonie di Chopin o di Shumann in compagnia di uno champagnino che assistere ad uno sgangherato show di una sciacquetta di Shanghai sciorinato durante la Settimana del fotoshop, organizzato da uno sciammannato sherpa nella discoteca Sha-la-la di Chamonix nel giorno della finale di Champions-league... inshallah!
Dopo lunghi e sistematici studi oceanografici e dopo numerosi congressi con i maggiori esperti internazionali di ittiologia si è giunti alla conclusione che il pesce sega è il pesce martello hanno avuto una trasformazione genetica per cui si sono associati e hanno aperto una falegnameria subacquea recuperando i relitti sommersi di vecchie barche trasformandoli in nuovi natanti da vendere al Salone nautico di Genova.
Ma le sorprese non sono finite: si è notato che anche il pesce spada dopo essere stato a Toledo ad affilare la sua lama, ha aperto una scuola di scherma e intende partecipare alle prossime olimpiadi degli abissi nella Fossa delle Marianne!
Si è scoperto, inoltre, che il pesce gatto ha iniziato a fare le fusa ed ora vuole mangiare solo crocchette di manzo.
Il pesce palla, poi, si è iscritto al campionato di basket e quando vede una rete da pescatore vi si butta a pesce !
La razza ha chiesto di cambiare nome perché tutti quelli che incontrava si chiedevano: ma che razza di pesce è?
Il persico sole e il pesce luna non si sopportano proprio e sono incompatibili come il giorno e la notte.
Il pescecane dopo aver imparato ad abbaiare, adesso vuole iscriversi pure ad un corso di "agility" mentre il cavalluccio marino, dopo essersi fatto trapiantare un bel paio di zoccoli, adesso vuole anche la sella ma purtroppo non riesce a trovare un fantino adatto!
Ma l'oceano riserva altre novità clamorose.
La foca monaca, presa da forte vocazione, ha deciso di ritirarsi in convento.
La cozza, siccome si vede sempre brutta, vaga continuamente da un istituto di bellezza all'altro.
La piovra gigante è arrabbiatissima perché non riesce a trovare delle scarpe della sua misura e l'orca assassina è latitante da tempo e ricercata dalla Marina Militare.
La rondine di mare si chiede sempre perché, quando esce dall'acqua, non è mai primavera...
L'anguilla è desolata perché tutti le dicono che ha l'aria viscida e la cernia invece è contenta perché non ha bisogno di siliconarsi le labbra.
Ed infine, tutti i pesci hanno deciso di formare un coro marino e vanno da oceano a oceano a cantare con grande successo...tutti al mare... tutti al mare... a mostrare le pinne chiare...
Il mese scorso mi son messo di polso per fare un ricorso riguardo un trascorso relativo ad un cane corso che mi aveva morso sul dorso nel mese di agosto. Mi avevan portato al Pronto Soccorso con l’elisoccorso,con un grande graffio da sembrare assalito da un orso e così,dopo un lungo percorso,son tornato al mio posto in quel di Caorso quasi come avessi vinto un concorso!
E non ho alcun rimorso!
Ho constatato che c’era un coacervo di cervi sulla cima del Cervino, tutti pieni di cimici,che cercavano cibo tra i ciottoli,per cibarsi di ceci,cicerchie e corbezzoli cornuti. Così,già che c’ero,ho acceso un cero a San Cirillo e poi ho seguito il censimento di alcuni ceceni ciccioni che praticavano il celibato e il tiro al piccione con la cerbottana in un centro di Cinecittà dove,tra l’altro, stavano girando le ultime riprese cinematografiche di Che Guevara durante la guerra civile nel Cile. Oh,cielo!
Alla fine, cincischiando un cicinin,cercai una trattoria con cucina casalinga per una cenetta a base di cappelletti ai carciofini e curcuma,cuore di coniglietto con crauti e cerfoglio,cosciotto di chianina con crema al cren e strepitosi ciccioli alla ciociara, centellinando alla fine un calice di buon Chianti.Alla fine tornai a casina,mi coricai sul mio canapè tra caldi cuscini di cinz,tolsi il ciuccio al mio Cicciobello e mi addormentai cantando a cappella quasi tutti i Carmina Burana…oh cacchio,che burino però!


