Siamo stessi
in me
stesso
solo.
Tu hai declinato,
e sei andata,
lasciando una tua sembianza
disossata,
diventata mia chiesa.
E vi entro in punta di piedi,
da presenza lesa,
attenzionando nello stare,
perchè Dio stesso,
ad ogni passo
potrebbe crollare.
E' su me l'ammiccare d'occhi
della tua effige,
in un rimando di specchi,
e sei non una ma mille volte in me,
e tocchi,
mentre all'intorno sdrai il tuo amore,
come una movenza pulviscolare.
Fino al giungere di un punto di rottura
in cui non tiene la giuntura
allo squasso di uno sbattere di finestra.
E tra i due ,ahimè,solo tu svanisci,
perplessa.
A te arrivai inciampando
in una ragazza uggiosa di Milano,
che ad un invito ritrae la mano,
con fare distaccato,
assuefatta ai riconoscimenti che dà
un abito firmato.
A te arrivai
cercando uno spacco,
un anfratto,
che mi facesse riuscire
e riscoprire
novita' liete
comodita' inusitate.
Ora siamo stessi
in me
stesso
solo.
Tu hai declinato,
ma per me lo stesso
quando respiriamo
da lontano
siamo stesso
fiato.

Commenti
L'unica cosa sono alcune rime ed i passati remoti che per me sono totalmente e giustamente in disuso ché non mi piacciono.
" tu sei ma non appari" cos'ha che nn va ?? e' come placenta molle per te immagino .........un complimento se fatto da te vale 10 volte di piu' per me ...grz un saluto.
apprezzate le parti: "sei diventata mia chiesa"
la strofa: "a te arrivai inciampando.... abito firmato" e l'inizio della strofa successiva.
apprezzata in parte anche la rima finale
I miei sono riferimenti a un quotidiano "interiore"......nn mi piace il termine elucubrazione......g rz del tuo tempo e della tua sincerita' , contento che ti sia piaciuta ;)
Scs ma ESP sta per ??Cosa significa???......gr z del commento e del tuo tempo ;)
Si si .....scs incompetenza ho fatto una ricerca con google e ci sono arrivato da solo.....grz per la puntualita'.Un saluto.