
In quelle albe di luce
dove il pensiero vaga
e vige dentro la mia cava
più segreta
vibra un’aura gioiosa
che mi conduce in un cammino
di ricerca fantasiosa.
Le strade dei tuoi passi
non conosco
ma verrei a cercarti in capo al mondo
e come fa il mare ti accoglierei
in un abbraccio gentile e festoso
o mio delfino.
A volte in boschi ombrosi
e tra rami turgidi di foglie odorose
ti vedo passeggiare:
questo pensiero
sovente mi accompagna
donando serenità al mio animo
e predisponendolo
in lieta aspettativa alla tua soglia.
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E ora possiamo passare in modalità notturna
luci spente e palpebre quasi chiuse
perché se siamo fatti della materia dei sogni…
che coincidano allora ad ogni discesa nel buio,
le fasi rem della mente. Ti troverò ancora,
nell’abbraccio del respiro, le gambe a intrecciare
anime in simbiosi. In modo d’ allontanare
ogni ansia dal petto, nel letto di ogni aurora
col cielo per tetto e per orizzonte il dio
dell’infinito. L’abbiamo visto che i segni
ci sono tutti, ne hanno parlato anche le muse
del tramonto...della fiamma nella lanterna.

Ho amato tanto, troppo ma ancora ci spero di trovare l' amore quello vero.
Quello che ti inebria i sensi, che ti rende radiosa felice quello che sempre a lui pensi.
Ogni attimo, ogni brivido ogni momento è un tumulto un nuovo sussulto.
Ho amato sì ed ancora ci credo , lo sogno lo cerco lo aspetto , lo immagino .
Accadrà, prima o poi arriverà quel battito , quel guizzo al cuore che di nuovo lo fara' palpitare.
Lo fara' battere con nuovo e ritrovato ardore, l' amore si' quello unico e speciale.
Si' quello che ti entra nell' anima, nella vita per donarti passione infinita.
Noi due nei giorni di oggi,
come quelli di ieri,
uniti nei nostri pensieri
come le parole di una poesia,
a rincorrere i nostri sguardi che ci uniscono,
oggi come quelli di domani, sulla porta dell’anima,
dove canto a te; ho bisogno del tuo amore,
dolce sogno mio.
Sfiorami, regalandomi il tuo cuore,
come io ti regalo il mio,
a costo di portarti fin lassù nel cielo,
tra gli angeli, per dirti
resta sempre con me,
dolce amore mio,
non andartene mai via.
Chiedimelo di nuovo, ti risponderò senza ironia,
magari non quando facciamo l’amore, dimmi
del tuo futuro: se accompagnerà il mio per un tratto
di strada- il più lungo possibile- se avrà un orizzonte
dai colori accesi, se userà parole complici
per farsi poesia, se girerà la chiave del cruscotto
del cielo per scolpire statue di luce e sole.
Chiedimelo di nuovo e troverò stavolta le parole
per dirti del mio amore in tempo di guerra, tradotto
in versi dell’anima nuda, strofe più semplici
all’ascolto- molto ci siamo già dati su questo fronte-
e se il tempo non ci aspetta lo rincorreremo, matto
com’è a volte rallenta per leggere gli ultimi lemmi
di una storia. Come la tua e come la mia.
Quando il tempo ha la tua anima come incanto
suscita in me rabbia del mio petto;
collera delle mie mani.
Perchè il tempo...
si il tempo... il tempo ti ha sempre:
quando io sono al lavoro;
quando io dormo;
quando saluto;
quando cammino;
quando...quando...quando...
è sempre lui con te.
Un attimo prima delle mie labbra.
lui è già su di te.
Quando sono nei tuoi sogni
diviene il sogno della notte.
Quando sono nelle tue pieghe e lui che è già nelle tue pieghe.
Con te vi è sempre il tempo che scorre su di te;
che si posa con leggero tocco su di te.
Più’ delicato delle mie mani di amante
a coprirti se fa freddo;
a regalarti la pioggia
la gioia di un sole caldo
le danze delle farfalle.
E io oltre il mio ti amo non ho il potere
di donarti l’esplosione di una rosa rossa;
il rincorrersi di fiori e di farfalle;
il movimento del mare.
La caduta della neve.
Lo sciogliersi della neve.
Lo scorrere del cielo.
Niente è in mio potere di tutto questo.
Persino quando avvicino le mie labbra alle tue
le mie mani che scivolano sulle tue
E’ il signore dell’attimo del bacio.
E' il padrone dello scorrere delle mie mani lungo il tuo corpo..
Non posso donarti il tempo di un tramonto
lo scorrere di un’alba.
Lo scivolare delle pioggie.
l'istante di un fiore..
E quando sono accanto a te
lui è nei tuoi occhi;
il dominatore del tuo sorriso.
La nudità del tuo primo vagito;
lui è stato il primo ad annusare il profumo della tua pelle.
La forma del tuo primo sorriso.
Il tempo ti ha nel suo palmo
legandoti alle narici del suo fiato
rendendo più sensuale del mio respiro la sua mano su di te.
Io sono solo un tappeto per i tuoi baci;
una coperta per il tuo viso
Più’ di una carezza,
di un sorriso,
del sussurro delle mie labbra...io non posso
è la tua pelle diviene sua;
è il tuo sorriso diviene suo.
Le mie mani dalle tue si slegano
i miei occhi dai tuoi scivolano per un po’
Ma il tempo... lui no,
non si separa mai da te
e il tuo respiro impigliato ad ogni respiro del tempo.
Lui ruba qualcosa per sempre da me
che mi appartiene
che è mio.
E per questo che io ti fermo.
Ti tengo stretta.
Ferma alle mie braccia.
Fissata al mio fuoco.
Con l'illusione di poter ingannare iL tempo...
non muovendoci dai nostri occhi.
Non staccandoci dal nostro abbraccio.
Non slegandoci dalla nostra presa.
Fissi nei nostri sguardi...
Credendo che passerà oltre….
Così credo.
Ribollo di rabbia.
Non sopporto che ogni notte ruberà da te il calore del corpo.
E quasi come geloso amante
non tollero che posi su di te il suo sguardo.
Ma io nulla posso.
Nulla è in mio potere di evitare che rubi la tua bellezza
la tua forza
il tuo abbraccio...
e per questo altro non posso fare
che amarti oltre il tempo.
Oltre...il tempo.
suscita in me rabbia del mio petto;
collera delle mie mani.
Perchè il tempo...
si il tempo... il tempo ti ha sempre:
quando io sono al lavoro;
quando io dormo;
quando saluto;
quando cammino;
quando...quando...quando...
è sempre lui con te.
Un attimo prima delle mie labbra.
lui è già su di te.
Quando sono nei tuoi sogni
diviene il sogno della notte.
Quando sono nelle tue pieghe e lui che è già nelle tue pieghe.
Con te vi è sempre il tempo che scorre su di te;
che si posa con leggero tocco su di te.
Più’ delicato delle mie mani di amante
a coprirti se fa freddo;
a regalarti la pioggia
la gioia di un sole caldo
le danze delle farfalle.
E io oltre il mio ti amo non ho il potere
di donarti l’esplosione di una rosa rossa;
il rincorrersi di fiori e di farfalle;
il movimento del mare.
La caduta della neve.
Lo sciogliersi della neve.
Lo scorrere del cielo.
Niente è in mio potere di tutto questo.
Persino quando avvicino le mie labbra alle tue
le mie mani che scivolano sulle tue
E’ il signore dell’attimo del bacio.
E' il padrone dello scorrere delle mie mani lungo il tuo corpo..
Non posso donarti il tempo di un tramonto
lo scorrere di un’alba.
Lo scivolare delle pioggie.
l'istante di un fiore..
E quando sono accanto a te
lui è nei tuoi occhi;
il dominatore del tuo sorriso.
La nudità del tuo primo vagito;
lui è stato il primo ad annusare il profumo della tua pelle.
La forma del tuo primo sorriso.
Il tempo ti ha nel suo palmo
legandoti alle narici del suo fiato
rendendo più sensuale del mio respiro la sua mano su di te.
Io sono solo un tappeto per i tuoi baci;
una coperta per il tuo viso
Più’ di una carezza,
di un sorriso,
del sussurro delle mie labbra...io non posso
è la tua pelle diviene sua;
è il tuo sorriso diviene suo.
Le mie mani dalle tue si slegano
i miei occhi dai tuoi scivolano per un po’
Ma il tempo... lui no,
non si separa mai da te
e il tuo respiro impigliato ad ogni respiro del tempo.
Lui ruba qualcosa per sempre da me
che mi appartiene
che è mio.
E per questo che io ti fermo.
Ti tengo stretta.
Ferma alle mie braccia.
Fissata al mio fuoco.
Con l'illusione di poter ingannare iL tempo...
non muovendoci dai nostri occhi.
Non staccandoci dal nostro abbraccio.
Non slegandoci dalla nostra presa.
Fissi nei nostri sguardi...
Credendo che passerà oltre….
Così credo.
Ribollo di rabbia.
Non sopporto che ogni notte ruberà da te il calore del corpo.
E quasi come geloso amante
non tollero che posi su di te il suo sguardo.
Ma io nulla posso.
Nulla è in mio potere di evitare che rubi la tua bellezza
la tua forza
il tuo abbraccio...
e per questo altro non posso fare
che amarti oltre il tempo.
Oltre...il tempo.

Ti osservo dormire
con lo stesso incanto
con cui si osserva la luce
che si apre all’azzurrino del cielo
nella folgore incantata del mattino
e con la commozione che si prova
quando l’anima è innamorata
o come nel vedere lo schiudersi
una rosa di gennaio.
Sento lo stesso ardore che ha il fuoco
che divampa divorando i desideri
poiché nello scorrere della pelle
migliaia di parole in stupiti mulinelli
trasmettono all’elettrico del cuore
un rivelato tutto
nell’intensità che irretisce i sensi
in un languore
conducente alla gioia della vita
colma di quegli attimi
simili al perdurare eterno.
In prossimità dello zero, la pioggia
gelata e la neve sui tetti delle case,
l’inverno – lo vedi- negli alberi spogli. Gli scogli
del mare solo ricordo, non quelli dell’esistenza,
presenza e sostanza dell’esperienza:
di uomini al suolo e del volo delle mogli
verso acque battute dallo scirocco, base
di una roccia, goccia unica in una scheggia.
E se ti concedi un po’ di libertà, un viaggio
più in là dell’ombelico del quotidiano,
mano nella mano con l’aquilone azzurro,
col calore di un abbraccio, la densità di un bacio
sul versante nord del paradiso, ogni laccio
allentato prima della partenza: senti il sussurro
di una carezza sul volto e l’eco di un piano
che suona una ballata d’omaggio al coraggio.
Senza ruggini nel cuore, solo vocaboli vergini
di significato, un canto incantato, un parlato
di respiri ritmati ai margini del sonno.
E l’anima che esiste: ne ha viste di cotte e di crude,
ora che si sente amata può volare sopra la palude
e salutare con la mano ogni affanno.
Nelle stelle sopra l’orizzonte non c’è il fato
se le cerchi con gli occhi, puoi scoprirne le origini.
Una nuova alba è giunta,
Anche oggi,
Sotto strati di nuvole chiare.
Respiro di cielo e foschia
Sono le immagini che
Si fermano negli occhi.
Ho aspettato invano il tuo arrivo,
L' ho cullato nella mano,
L 'ho portato nel mio cuore
Come fosse reliquia.
L'ho cercato, ma
Nemmeno un rumore indistinto
È giunto al mio orecchio.
Tutto tace di te,
Tace il labbro, tacciono le pareti,
Tace l'aria necessaria al mio fiato.
La pienezza del tuo essere non
Si è svelata.
E rimango sulla nuda terra
A cercare il tuo odore
Di radici terrene,
Per poter legare un'altra volta
Tutti i miei frammenti sparsi
Sotto riflessi di luna.
Anche oggi,
Sotto strati di nuvole chiare.
Respiro di cielo e foschia
Sono le immagini che
Si fermano negli occhi.
Ho aspettato invano il tuo arrivo,
L' ho cullato nella mano,
L 'ho portato nel mio cuore
Come fosse reliquia.
L'ho cercato, ma
Nemmeno un rumore indistinto
È giunto al mio orecchio.
Tutto tace di te,
Tace il labbro, tacciono le pareti,
Tace l'aria necessaria al mio fiato.
La pienezza del tuo essere non
Si è svelata.
E rimango sulla nuda terra
A cercare il tuo odore
Di radici terrene,
Per poter legare un'altra volta
Tutti i miei frammenti sparsi
Sotto riflessi di luna.
E ti sento anche se stiamo dormendo
respiri asincroni, poi sottovoce
-per non essere sentiti- gli echi dell’amore
nei vocaboli. Brevi conciliaboli, c’è la notte
per restare aggrappati al nostro fiato,
forse, ti dico, ci siamo sempre amati
ancora prima di conoscerci. Nelle estati,
esposti allo scirocco e nell’inverno desolato,
nelle discese a perdifiato verso le grotte
del cuore e nel procedere nel dolore
verso l’inferno: quindi un passo verso la foce,
un fiume carsico da guadare correndo.
… chi richiama la mia attenzione?
Ah, sei tu!.
E da ieri l’altro che t’aspettavo… amore.
Li senti pure tu ora i dolci suoni
dei passi sulla via lastricata?
Amato calpestio sulle vie vuote.
Ieri passi sul mio cammino non c’è né erano.
Senso di vuoto.
Mancanza di udito.
Il non sentire lo spingere di scarpe lungo la strada.
Il camminare insieme.
E ora accogliere il suono dei passi.
Dolce tocco ripetuto.
Susseguirsi di note sulla strada.
Di quei passi desiderati da tempo
Uno dopo l’altro…
come se fosse un lungo ti amo scritto lungo il cammino.
Mille volte ieri mi chiesi
dove fossero nascosti i passi tuoi.
Oggi il suono dei tuoi passi.
Normale effetto acustico per altri.
Abituale poggiare sulla via di scarpe
per chi ha scordato…
ha smarrito l’attenzione dell’ amato “rumore”
di quei passi che accompagnavano altri passi
E di questo suono di scarpe sulla via
lungo il cammino
io ora sento
Tocco, il tocco ripetuto dei tuoi passi
Ah, sei tu!.
E da ieri l’altro che t’aspettavo… amore.
Li senti pure tu ora i dolci suoni
dei passi sulla via lastricata?
Amato calpestio sulle vie vuote.
Ieri passi sul mio cammino non c’è né erano.
Senso di vuoto.
Mancanza di udito.
Il non sentire lo spingere di scarpe lungo la strada.
Il camminare insieme.
E ora accogliere il suono dei passi.
Dolce tocco ripetuto.
Susseguirsi di note sulla strada.
Di quei passi desiderati da tempo
Uno dopo l’altro…
come se fosse un lungo ti amo scritto lungo il cammino.
Mille volte ieri mi chiesi
dove fossero nascosti i passi tuoi.
Oggi il suono dei tuoi passi.
Normale effetto acustico per altri.
Abituale poggiare sulla via di scarpe
per chi ha scordato…
ha smarrito l’attenzione dell’ amato “rumore”
di quei passi che accompagnavano altri passi
E di questo suono di scarpe sulla via
lungo il cammino
io ora sento
Tocco, il tocco ripetuto dei tuoi passi
Chiamerò amore
una nuova carezza
che saprà di sogno infinito.
Chiamerò amore
uno sguardo avvolgente
come il tramonto,
che più lo guardi
più ti entra dentro
scaldandoti sempre più.
Chiamerò amore
quel bacio profumato di dolcezza
che mi farà brillare gli occhi.
Chiamerò amore
quel magico abbraccio
che sarà nuovo sentimento,
nuova onda di passione,
lacrima sconfinata del cuore,
dolce sorriso di rinascita!
una nuova carezza
che saprà di sogno infinito.
Chiamerò amore
uno sguardo avvolgente
come il tramonto,
che più lo guardi
più ti entra dentro
scaldandoti sempre più.
Chiamerò amore
quel bacio profumato di dolcezza
che mi farà brillare gli occhi.
Chiamerò amore
quel magico abbraccio
che sarà nuovo sentimento,
nuova onda di passione,
lacrima sconfinata del cuore,
dolce sorriso di rinascita!

Vivono le mie parole
nel passar della notte
impresse su un foglio di carta,
pulsano inquiete
per raggiungere i tuoi sogni.
Il mio continuo pensarti,
dolcemente mi allontana
da questa incudine della realtà,
ponendo il mio cuore al sicuro
in un luogo di anelito bagliore
che assomiglia al tuo splendore.
Non conosco tutti i tuoi segreti
e forse mai riuscirò a contenerli,
ma è cosa certa che sempre mi farò sedurre
da questo continuo cercarti...
da questo incessabile pensarti.
E’ il sogno che va in scena con i suoi dettagli,
le luci sfocate dello sfondo e le trame a scatti,
certi merletti della nonna, la gonna stretta,
il refrain della canzone in sottofondo.
E se al risveglio è tutto uguale: a colori accesi,
a sillabe verticali, a orizzonti appesi al sole,
vuol dire che c’è una recita da terminare
per attori e marionette di passaggio.
Perché è ciò che siamo davvero, un paesaggio
in attesa di promozione e il luminare
notturno che riflette i desideri di chi vuole
lasciare la sua traccia. E poi… sentieri scoscesi
da attraversare di corsa, il girotondo
dei poeti intorno alle parole, la fretta
di scendere le scale sino agli anfratti
del cuore e il risalirle con in mano nuovi bagagli.
Sillabe in verticale
a formare ellissi d’emozione.
Le puoi ascoltare nel cielo
mi toccano e mi fermano la voce,
l’inchino al sole
e il suolo che si solleva
nelle nebbie del sogno…
d’emozioni.







