
Fu il vento caldo
di quella natura incontaminata
a trascinarmi
col suo ammaliante canto
dentro un groviglio d’emozioni:
- un languore –
che mi cinse d’assedio
e m’avviò verso quel sorriso,
verso quello sguardo…
e fu come un bagnarsi
nel blu di nuovi orizzonti.
Fu un destino
di travolgente passione
a condurmi
nel biancore e nella luce
dell’aurora
dirigendomi in nuovo mattino
nel profumo e nel tremore
di un’aura rovente.
7 commenti
Nel bianco nitore
Di un mattino assonnato
Sotto cielo d'opale vestito
Io m'involo tra spasmi e paure,
Sollevata dalle mie incertezze,
Cerco la strada giusta,
Quella che forse arriva a te,
Che sa di baci e parole.
Tremante m'avvio insicura d'arrivare,
E poter rivedere quel sospiro di viso,
Che fa vibrare.
Quelle mani che stringono con dolce certezza,
Che portano a riprovare l'ebbrezza,
Di un calice da bere con rispetto.
Difficili i passi lasceranno forti impronte,
Ma vale solo l'idea di un folle tra le folle,
A cercare un cuore sospinto dal vento.
Dove cattedrali d'amore copriranno
Rendendolo lento.
Mai più persa sarò,
Dentro il tempio divino,
Sarà...il destino.
Di un mattino assonnato
Sotto cielo d'opale vestito
Io m'involo tra spasmi e paure,
Sollevata dalle mie incertezze,
Cerco la strada giusta,
Quella che forse arriva a te,
Che sa di baci e parole.
Tremante m'avvio insicura d'arrivare,
E poter rivedere quel sospiro di viso,
Che fa vibrare.
Quelle mani che stringono con dolce certezza,
Che portano a riprovare l'ebbrezza,
Di un calice da bere con rispetto.
Difficili i passi lasceranno forti impronte,
Ma vale solo l'idea di un folle tra le folle,
A cercare un cuore sospinto dal vento.
Dove cattedrali d'amore copriranno
Rendendolo lento.
Mai più persa sarò,
Dentro il tempio divino,
Sarà...il destino.
È stato bello e misterioso averti incontrato,
il pensiero di te mi seguiva ovunque
ed io ne ero estasiato.
Mi indicavi la strada con prudenza;
niente e nessuno ci divideva,
neanche la più forte distanza.
Sembravi un'estensione della mia essenza ma
ti vedevo solo con gli occhi della speranza.
Pensavo fosse la tua ombra
ma non era altro che il riflesso della mia anima...
il pensiero di te mi seguiva ovunque
ed io ne ero estasiato.
Mi indicavi la strada con prudenza;
niente e nessuno ci divideva,
neanche la più forte distanza.
Sembravi un'estensione della mia essenza ma
ti vedevo solo con gli occhi della speranza.
Pensavo fosse la tua ombra
ma non era altro che il riflesso della mia anima...
Non è vero che fu creato per primo l’uomo.
No!. Fu fatta inizialmente la donna
e messa lì, in quello spazio vuoto da riempire,
per vedere cosa avrebbe tracciato.
Iniziò con cerchi giallo e luna bianca,
e ombre tratteggiante a terra
un po’ qua e un po’ là.
Poi, passò alle sporgenze per poter penzolare i propri piedi
nell’ aria rinfrescata dal vento.
E continuò con alberi sempreverdi
-per qualche inverno che prima o poi sarebbe giunto.-
Poi versò la sfumatura del cielo.
Fece vagare i primi venti.
E realizzò un mare sempre in prima piano.
Poi dopo tutto questo
si confuse tra arbusti e cespugli.
Nascondendosi in mezzo a erbe sempre in fiori
-In quel tempo le primavere erano sconfinate-
attese il passaggio dell’uomo
-che proprio in quel momento Dio aveva modellato-
per vedere cosa avrebbe fatto.
Da allora non è arrivata ancora una stagione
che non abbia colti di sorpresa quell’attesa.
Questa è la storia dei cieli e della terra e
di come nacquero le poesie d’ amore
Per questo fu fatta prima la donna e poi l’uomo
altrimenti per scrutare la donna
l’uomo avrebbe perso tempo scrivendo
soltanto poesie d’ amore.
.
No!. Fu fatta inizialmente la donna
e messa lì, in quello spazio vuoto da riempire,
per vedere cosa avrebbe tracciato.
Iniziò con cerchi giallo e luna bianca,
e ombre tratteggiante a terra
un po’ qua e un po’ là.
Poi, passò alle sporgenze per poter penzolare i propri piedi
nell’ aria rinfrescata dal vento.
E continuò con alberi sempreverdi
-per qualche inverno che prima o poi sarebbe giunto.-
Poi versò la sfumatura del cielo.
Fece vagare i primi venti.
E realizzò un mare sempre in prima piano.
Poi dopo tutto questo
si confuse tra arbusti e cespugli.
Nascondendosi in mezzo a erbe sempre in fiori
-In quel tempo le primavere erano sconfinate-
attese il passaggio dell’uomo
-che proprio in quel momento Dio aveva modellato-
per vedere cosa avrebbe fatto.
Da allora non è arrivata ancora una stagione
che non abbia colti di sorpresa quell’attesa.
Questa è la storia dei cieli e della terra e
di come nacquero le poesie d’ amore
Per questo fu fatta prima la donna e poi l’uomo
altrimenti per scrutare la donna
l’uomo avrebbe perso tempo scrivendo
soltanto poesie d’ amore.
.

Schizzi di luce nella mia mente
danzano quella dolce musica del cercarsi,
la melodia dell'amplesso, del concedersi...
Quanta vita nei miei occhi nel vederti;
quante vibrazioni nel mio corpo al solo pensarti,
quando immagino il tuo docile abbraccio,
il tuo sorriso, il tuo coraggio.
Il tuo sguardo scaturisce dal mio corpo
i brividi del dolce tormento,
accende quel turbine di passione poetica;
sento nascere quell'insopprimibile pulsione erotica.
Oh Paky, quanta prepotenza
nel solo desiderio di averti,
quanta pazienza seduto qui ad aspettarti.
Il fuoco dei tuoi occhi arde soavemente
e conduce il mio corpo tra estasi e sgomento
nelle rosse fiamme del tormento;
aumenta quel folle desiderio di valicare
la tua essenza più profonda,
nei tuoi piccanti desideri,
nei tuoi reconditi sentieri
e goder nei tuoi intimi pensieri.

Osservo il tramonto, il suo bagliore
e sento già la notte nel mio cuore.
Come farò a dimenticarmi del tuo amore?
Pulsa il ricordo di quei momenti,
forte è il desiderio di riaverti...
La speranza mi impedisce di morire,
forse non sarò più in grado di capire.
Apro gli occhi e non ti vedo,
ma nel silenzio che ci divide
sento la tua essenza che mi pervade.
Indifeso sulla silenziosa altura dell'orgoglio,
più scorre il tempo e più ti voglio,
affido al vento l'arduo compito di raggiungerti,
e con le labbra del mio cuore baciarti, rapirti.
Si, sono un egoista, lo sono e lo sarò sempre...
ti voglio senza pretendere
e non ho più il coraggio né la forza di attendere.
… e con ritmo accelerato del vento
che incalza e rimbalza combattendo
la rocciosa schiena della mia timidezza,
braccherò ardenti e sussultanti
e penetranti parole fin dentro il mio cuore
per piantarle sulla punta della mia lingua
Strapperò ciò che lega la mia lingua;
le inferiate che bloccano i miei versi d’amore;
le folte barricate che trattengono il mio canto d’amore
e mentre la tua bocca mi parla
e sorride…e mi chiama
io cadrò in un oceano di silenzio
e per slegare quei pensieri confusi e tremolanti del mio petto
cercherò di fare tutto questo:
tenterò di trattenere la tempesta che fa accelerare i battiti del mio cuore;
strapperò il tartagliamento che impasta la mia lingua.
E mentre i miei occhi ti inseguono,
- come se tu fossi un’ombra appiccicata al muro -
cercherò di dirti
- nonostante la mia voce diventerà magra, assente, pallida -
che ti amo.
Magari, - ascoltato le mie parole -
anche le dure pietre smarriranno il loro nome
per diventare cristalli di topazi;
Magari,
- smaniose di ascoltare le mie parole -
anche le acqua di tutti i mari
sgorgheranno dalla loro bocca
tutti i cristalli di sale in alto
per scrivere su tutto il cielo il mio amore…
Ma dopo tutto
dalla mie labbra che dovrnno uscire la parole:
" ma quando è difficile dirti ti amo"
che incalza e rimbalza combattendo
la rocciosa schiena della mia timidezza,
braccherò ardenti e sussultanti
e penetranti parole fin dentro il mio cuore
per piantarle sulla punta della mia lingua
Strapperò ciò che lega la mia lingua;
le inferiate che bloccano i miei versi d’amore;
le folte barricate che trattengono il mio canto d’amore
e mentre la tua bocca mi parla
e sorride…e mi chiama
io cadrò in un oceano di silenzio
e per slegare quei pensieri confusi e tremolanti del mio petto
cercherò di fare tutto questo:
tenterò di trattenere la tempesta che fa accelerare i battiti del mio cuore;
strapperò il tartagliamento che impasta la mia lingua.
E mentre i miei occhi ti inseguono,
- come se tu fossi un’ombra appiccicata al muro -
cercherò di dirti
- nonostante la mia voce diventerà magra, assente, pallida -
che ti amo.
Magari, - ascoltato le mie parole -
anche le dure pietre smarriranno il loro nome
per diventare cristalli di topazi;
Magari,
- smaniose di ascoltare le mie parole -
anche le acqua di tutti i mari
sgorgheranno dalla loro bocca
tutti i cristalli di sale in alto
per scrivere su tutto il cielo il mio amore…
Ma dopo tutto
dalla mie labbra che dovrnno uscire la parole:
" ma quando è difficile dirti ti amo"
Mi sono bagnata dei tuoi baci,
Poco cuore ho ascoltato
Nel suo battito d'istinto.
Del tuo fiato ho preso respiro,
La tua pelle ho toccato
Con carezze di velluto,
Come sogno li ho vissuti,
Dentro alito di vento e profumo.
E questa anima indomita
Ti ha avvolto sotto ali di bosco,
Ti ha donato le sue stille di bene,
Togliendole goccia a goccia,
Senza avere paura.
Ora, resta la certezza di un domani
Per aver ancora tra le mani
La luce di un sorriso.
Poco cuore ho ascoltato
Nel suo battito d'istinto.
Del tuo fiato ho preso respiro,
La tua pelle ho toccato
Con carezze di velluto,
Come sogno li ho vissuti,
Dentro alito di vento e profumo.
E questa anima indomita
Ti ha avvolto sotto ali di bosco,
Ti ha donato le sue stille di bene,
Togliendole goccia a goccia,
Senza avere paura.
Ora, resta la certezza di un domani
Per aver ancora tra le mani
La luce di un sorriso.
Chi osava osservarli, niente capiva
su ciò che realmente accadeva.
Lentamente lei fuggiva da lui,
tristemente lui si avvicinava a lei...
erano sempre molto distanti
anche agli occhi degli altri.
Strani balletti di reciproche attenzioni
si alternavano ad improvvise barriere
di silenzio e incomprensioni.
Si amavano forse alla follia,
senza mai cercarsi disperatamente,
tra di loro, qualcosa si insinuava silenziosamente...
Smarriti nel silenzio e nell'orgoglio
si incamminarono nel loro percorso
verso involontarie conseguenze
di un amore forse non corrisposto
lasciandosi alle spalle ogni rimorso
senza mai affrontare l'ultimo discorso.
Ora
Stare nudi
È come la fede!
Tutto il resto è genere neutro
Lodevole ricerca
Che non ha nulla di tragico.
Ora
- Solo pulsioni primigenie
Nudi !
Se sulla pelle
Anche nel cuore
-Nel sorriso
-Nello sguardo
-Nel profumo.
Ora – si!
-Vale la pena di vivere
Nel fondermi con te
Qui- nudi – siamo come la fede!

D’osservazioni delicate e penetranti
-ti vorrei
-ti vorrei
- come vasto anfiteatro che abbraccia i miei silenzi
- d’intelletto libero
che segue le sue leggi chiarissime;
che segue le sue leggi chiarissime;
-d’aspirazione d’arte sul mio corpo
che osi guardarmi dove saggi odor di sale.
-E scivolarti vorrei -dove grida l’amore
--dove mi resti nello sguardo
-fino a sfilarsi ogni cosa
-con riguardo arcano
quasi pagano e poi cristiano.
quasi pagano e poi cristiano.
Fino alla sommità
-della nostra similitudine
fatta d’un velo leggerissimo
-sorretto dalle nostre corde tese
da una fantasia insolita fino essere felici
-come fosse amore eterno
senza pretese.
senza pretese.
E se piove ancora
-ti vorrei
-ti vorrei
per arrossare il fuoco
- col tuo odore sincero
-la tua fluttuazione intorno
la mia orlatura- il mio ornamento.
Con la tua proposta
Con la tua proposta
dal singolare sapore di profanazione
d’effusione mista a lacrime
-per incontrarsi poi-nella gloria postuma
nella mia parola voluttuosa:
Quando ti vedrò ancora?


Emozioni spente nella notte...
E spifferi di sangue salgono.
Emozioni e chiamo il tuo nome
che non ha scrittura.
Emozioni spente accese su di te
e chiamo senza perché.
Sorrisi sulla sabbia
sabbia tra le scarpe
e voci e sguardi...
E nome che scriver non posso.
Sensazioni.
Dimenticate mani nella tempeste.
Gocce di pianto.
Frastuono di volti
nomi e momenti
che chiamar non posso.
Volano.
Cercano nell'Angelo di gesso...
E chiamar non posso
i tuoi occhi
che su me trafiggono l'aria.
E t'amo nella notte
perché il giorno è ancora lontano.
E spifferi di sangue salgono.
Emozioni e chiamo il tuo nome
che non ha scrittura.
Emozioni spente accese su di te
e chiamo senza perché.
Sorrisi sulla sabbia
sabbia tra le scarpe
e voci e sguardi...
E nome che scriver non posso.
Sensazioni.
Dimenticate mani nella tempeste.
Gocce di pianto.
Frastuono di volti
nomi e momenti
che chiamar non posso.
Volano.
Cercano nell'Angelo di gesso...
E chiamar non posso
i tuoi occhi
che su me trafiggono l'aria.
E t'amo nella notte
perché il giorno è ancora lontano.
Lasciatemi piangere
le lacrime si moltiplicano
come cellule maligne
un cancro che mai guarirà
l'amore è una malattia
non si muore ma non si cura
Lasciate che parli ancora di lui,
lui che ho amato più della mia vita
parole retoriche ma vere,
lui che era più forte del vento
e mi faceva volare in alto
A volte ci siam fatti male l'un l'altro
si cadeva ma le mani si tendevano,
si stringevano ricominciava il volo
Quale amore non ha spine
anche la rosa “signora” tra i fiori
può pungere e nel contempo
il suo profumo inebria,
l'inverno spoglia gli alberi,
in primavera le piccole foglie
rinascono con forza spinte
dalla volontà di vivere
così eravamo noi
Lasciatemi dire che mi manca
come l'acqua nel deserto
lui era la mia oasi
sapevo che vi trovavo salvezza,
ora sono esploratrice di me stessa
armata di coraggio e forza
vado alla ricerca sterile
di quell'oasi svanita per sempre
Nel tormento del incerto assoluto comparve l'estasi del dolore
che trafisse l'anima con lunghe spine.
Rese viva l'esistenza, le concesse la forza del pensiero.
Indusse ogni singola emozione verso i “sentieri dell'anima” che
portavano alla quiete dello spirito dopo un vagare triste e incerto.
In una notte, notte senza tempo si materializzarono ancestrali vicissitudini.
Tra lampi e tuoni tremò l'intelletto e il verbo divenne amore.
Se dovessi rincorre la solitudine d'una luce accesa,
spegnerei quella clessidra di vetro,
da troppo tempo logorata dalla polvere d'una stella cadente.
Se avessi la forza di graffiare le infinite trame tessute
dalla tristezza scolpirei sulla sabbia i tuoi occhi di cristallo.
Se la malinconia d'un vascello in fuga verso l'orizzonte,
ascoltasse i nostri lamenti, costruirei una piramide per racchiuderli dentro.
Se gli interminabili se che camminano insieme a noi,
rimanessero solo dei se, troverei il coraggio di sussurrare il tuo nome al vento.
Se un raggio di sole riflettesse nel tuo sguardo il labirinto che ci imprigiona,
vagherei per l'eternità alla ricerca del tuo amore.
Se ancora una volta potessi sfiorare con le mani il tuo viso,
resterei lì fermo a osservarti per ore nel silenzio d'una tempesta.
Se negli stralci di queste frasi potessi cancellare le incertezze,
forse mi ritroverei accanto a te.
Se d'un tratto scomparissero i vampiri che volano nelle stellate notti,
mi siederei ancora con te su quella panchina triste e fredda.
Nel calore d'un acceso fuoco annegherei il mio amore e con
infinita dolcezza cullerei i tuoi meravigliosi occhi di cristallo.
“Gocce di rugiada lentamente scesero giù dalle foglie,
sguardi lontani s'intrecciarono, s'osservano.
Piccole ombre nascosero il volto. Lontano un bagliore scoprì gli occhi.
Immagini sbiadite, lassù vissero ancora.
Burattini come equilibristi corsero lungo il filo della vita.
Risero, piansero, poi in silenzio morirono.
Grida nel silenzio, qualcuno ascoltò. Nell'oscurità occhi di cristallo brillarono, sorrisero.
Ancora una notte è trascorse, una notte senza tempo...”
Continuò la tempesta s'aprirono porte e finestre, si chiuse l'anima
in se stessa a cercar riparo dalle folgori. Il tempo si tramutò e nel passato annegò mentre fuori tutto era scuro. La notte urlò, il cuore sanguinò,
Ti cercai nei crepuscoli estivi, ti cercai sulle spiagge deserte.
Il vento spazzò via i tramonti lunari, piegò in due evanescenti realtà,
soffiò sul tuo viso di rugiada, dove eri?
E dove erano i tuoi occhi di cristallo?
Dirupi immensi intorno a me, scogliere di ghiaccio si sciolsero,
sussurrarono il tuo nome. Eternità latenti dipinsero paesaggi lontani,
sprazzi d'azzurro cancellarono i solchi della vita, piccoli ramoscelli s'intrecciarono,
tenere foglioline sorrisero alla terra, sensazioni fuggevoli piansero.
Echi dispersi nelle nebbie di tempeste stellari
ricordi velati da rigagnoli di sabbia,
fiumi di papaveri imbevuti di rosse emozioni ti invocarono.
Ti cercai sulle rocce dei sentieri, sulle ali delle statue,
ti cercai nelle maree scolorite della sera, ma invano gridai,
mi disperai. Invano mi chiesi dove eri.
“Fruscii d'un tempo immaginario soffiarono lontano.
Sprazzi d'azzurro scomparvero all'orizzonte.
Ricordi persi nelle notturne tenebre, ricordi sospesi, immagini stampate
sulle onde dei mari.
Pensieri... Solo delusioni dimenticate in un angolo”
Guardai lontano nel tempo, rividi un volto, ricordai.
Poi chiusi gli occhi e sognai.
“Ecco finalmente apparir la fine del sentiero.
Tutto ora e più chiaro.
Pace trova l'anima nel freddo fluire delle nubi,
mentre un argenteo viso di donna resta impresso
su uno scuro foglio fra mille sensazioni floreali”
Senza mai morire -ora lasciamoci
-dicesti
sul mio volto perduto.
-Sarà assenza di respiro
vento cosmico d'ultimo bacio
incrinatura indiscreta
irrimediabole asfissia.
irrimediabole asfissia.
-Sia quel che sia!
Abbiamo avuto questo:
nè volo, nè carne, nè acqua
neanche un pretesto.
Se almeno piovesse...
...potrei di nuovo assaporare l'erba bagnata;
il sapore dell'aria umida...il tuo petto!
Ora ... mi manchi come il profumo della primavera
-più di quanto possa il bozzolo trattenere
il primo volo della farfalla dentro ogni aria.
Ti prego- amami - almeno stasera!
Perchè è strano il silenzio della mia memoria
perchè
ogni qualvolta compongo un passo- sento il mio vuoto;
ogni qualvolta compongo un passo- sento il mio vuoto;
perchè queste mani che si ostinano a voltare l'angolo
sentono il sapore amaro della notte- il suo ignoto.
La sento la tua musica lontana
- oltre me!
- oltre me!
E'un pensiero che non ha parola nè centro:
-sei distante
dentro il mia anima folle!
-E' di sgomento la mia realtà
- e stranamente anche oggi –l’alba tarderà.







