Una chimera nei tuoi occhi saturi
di vuoto appare in lampo e si dissolve
quasi un riflesso al buio del binario.
Ma guance senza pianto m’allontana
lo spazio che si muove e ancora il fischio
ai timpani implacabile. Saluto
dentro, ché non ti guardo scomparire
solo la pioggia sulle mani in basso
- tenaglie al finestrino e dentro il cuore.
di vuoto appare in lampo e si dissolve
quasi un riflesso al buio del binario.
Ma guance senza pianto m’allontana
lo spazio che si muove e ancora il fischio
ai timpani implacabile. Saluto
dentro, ché non ti guardo scomparire
solo la pioggia sulle mani in basso
- tenaglie al finestrino e dentro il cuore.
4 commenti
Dove c'è amore
c'è la pioggia che scroscia ai vetri gli sguardi
e tu la segui
mentre tracci con un dito i ricordi .
mentre tracci con un dito i ricordi .
Dove c'è amore
c'è l'incanto dei sentieri arruffati
e tu raccogli i fili secchi d'erba bruciati dal sole
mentre amoreggi con i papaveri
pizzicati dalle coccinelle.
Dove c'è amore
c'è l'incanto della sera
la luce tremula del viale
il sorriso apparecchiato di profumo
e noi come una danza di stelle
a cadere sul mare.

a cadere sul mare.

Quando la vidi un giorno di settembre
Chiusi la bocca per imprigionare
L'urlo, il mio atavico inno d'amore.
Pianti di gigli, di miele, di pietra
Più dolci del ridere di un bambino
Gemiti d'incendi, di fiumi sacri
Tristi come la notte di Cibele.
Nel volto ossuto di Disperazione
Io, trovai conforto
Nel verde loculo errante lanciai
La mia supplica di marinaio
Nell'alcova di abeti dello zefiro
Covai la mia speranza, la brezza
Covai la mia speranza, la brezza
Fui eterna madre del nuovo fiore
Generai un nuovo inaspettato figlio
L'incessante Natura fece il corso
Lasciai che le spumose onde arrivassero
Per dissetare, rumoroso sidro,
La mia sofferta voglia di te

Sento in me il tempo del fraseggio
e la vita nota proclamata al vento,
si spegne questo inesorabile senso
del bisogno, del dire, del respirare.
Quella notte respirava ancora la carezza,
e non è vero lasciai le parole sospese,
inanimata era la strada e dal balcone
caddero petali di rose.
Sei diventata laguna del mio tempo
hai rivestito la luna di carezze, la tempesta
tuonò senza motivo, nel proferir ritorni
legai dolcemente ogni mio sogno.
Tu mi hai dato dolcemente la tua fonte
e lentamente ho attraversato guado,
la verità sul tuo petto ho ricercato come
fonte ardente che mi bagna.
Tornare? A casa, anzi fuggire verso casa
a risentire i profumi e le cascate di sole
i venti caldi, le stelle antiche sul cruscotto
del cielo. E poi… guardo la tua foto e capisco tutto
è qui la mia casa, al numero civico del tuo cuore
gli occhi come fondamenta e come tetto
il respiro, poi gli alberi delle tue parole
i fiori dei versi e le gemme dei baci da matti.
E il sorriso come scudo, noi per anfratti
magari in cantine buie ad assaggiare fragole
e more e berci ogni sospiro, te l’ho già detto
che ora m’assomiglio e che il tuo afrore
lo sento dappertutto. Mi abiti e ti abito, è un fatto
siamo pareti mobili e anche se piovesse a dirotto
troveremmo il nostro riparo. Ci faremmo porto, canale
foce ed estuario, persino travi di ogni goccia sospesa.
I palmi della tua assenza in me
pervadono ogni senso ed ozio
Io
ingenua ninfa di linfa verace
Lasciami il tuo volto ora che cade la luna
e le tue unghie appese alle mie pareti
non sanno nascondere profumi d'oleandro in fiore
Tu
che digiti speme come dita su tastiera
offrimi il tuo calice in giglio
pervadono ogni senso ed ozio
Io
ingenua ninfa di linfa verace
Lasciami il tuo volto ora che cade la luna
e le tue unghie appese alle mie pareti
non sanno nascondere profumi d'oleandro in fiore
Tu
che digiti speme come dita su tastiera
offrimi il tuo calice in giglio

Ti amo di un amore segreto
tenuto nascosto
come le cose preziose.
Frugo i tuoi occhi di un cielo
che dipinge l’ardesia
a seconda dei tuoi momenti
di gaio tripudio
o di corrucciate riflessioni.
Ristagna in me
il vivere di una crisalide
che attende la stagione
del suo mutamento
ad accendere il soffio di una luce
tra le fessure di questo vivere immoto
che non avvia al chiaro
dell’azzurro cielo
atto ad espandere fili solari
smerigliati
di un’aria trasparente
disvelata
dal prodigioso passare del tempo
in cui i nostri sguardi
s’incontreranno attratti
in un canto soave e condiviso
di quell’attimo eterno.
Stretto cappio sono per te
e soffoco il tuo respiro.
Nera come la notte, e pesante
come il più pesante dei ricordi
sono per te.
A rendermi leggera provo
davvero
per liberarti il cuore
e ogni pensiero.
Allento la mia presa
mi allontano
lasciandoti profumi e risa.
Ciò che di buono avevo.
e soffoco il tuo respiro.
Nera come la notte, e pesante
come il più pesante dei ricordi
sono per te.
A rendermi leggera provo
davvero
per liberarti il cuore
e ogni pensiero.
Allento la mia presa
mi allontano
lasciandoti profumi e risa.
Ciò che di buono avevo.
E se volessi l’ombra per amarti
quella di un’ancora di guerra, nera
ch'è fianco a steli di cannoni arresi
dove c’è pace per i solchi
esplosi come archivi
di luce amara.
Tu morbida t’affacci lì dal chiostro
quando ti spettina l’aurora e un soffio
dagli occhi di rugiada a me è un intorno.
Dell’antro poi io saturo ogni poro
ché non s’asciughi al buio il tuo fulgore
e limo con le mani sino al sangue
queste pareti ruvide, scintille
rimbalzino
dalle pupille in fiamme.
quella di un’ancora di guerra, nera
ch'è fianco a steli di cannoni arresi
dove c’è pace per i solchi
esplosi come archivi
di luce amara.
Tu morbida t’affacci lì dal chiostro
quando ti spettina l’aurora e un soffio
dagli occhi di rugiada a me è un intorno.
Dell’antro poi io saturo ogni poro
ché non s’asciughi al buio il tuo fulgore
e limo con le mani sino al sangue
queste pareti ruvide, scintille
rimbalzino
dalle pupille in fiamme.
Vento soffia potente
Io leggero ti seguo
Salgo e mi perdo tra colori terre ed acqua.
Tutto è magnifico il sole lo guardo da vicino
Ma giù c'è un luccichio che mi attrae, sei tu
Scendo veloce sono tra i tuoi capelli sul tuo collo sulla tua pelle.
Ti cingo ti odoro ti porto i miei sapori e rubo i tuoi
Piccole raffiche sono i miei baci
Tu sorridi e giri il volto per godere i miei soffi...
Io leggero ti seguo
Salgo e mi perdo tra colori terre ed acqua.
Tutto è magnifico il sole lo guardo da vicino
Ma giù c'è un luccichio che mi attrae, sei tu
Scendo veloce sono tra i tuoi capelli sul tuo collo sulla tua pelle.
Ti cingo ti odoro ti porto i miei sapori e rubo i tuoi
Piccole raffiche sono i miei baci
Tu sorridi e giri il volto per godere i miei soffi...
disagi di lontane costole
precisi e densi
spigoli d’aria
nel tempo esteso, e mancano lenti
giorni che stentano
multipli d'ore
quanti ne conto
ilari istanti
sulle scene di palpito
tante si stagliano
in deserto di piaghe
nelle pieghe non passano
né colmano
gemono tinte
scarichi enzimi
in striduli punti
e salgono
contro linee di plinti
lo spazio diviso
precisi e densi
spigoli d’aria
nel tempo esteso, e mancano lenti
giorni che stentano
multipli d'ore
quanti ne conto
ilari istanti
sulle scene di palpito
tante si stagliano
in deserto di piaghe
nelle pieghe non passano
né colmano
gemono tinte
scarichi enzimi
in striduli punti
e salgono
contro linee di plinti
lo spazio diviso
E quando il semaforo è rosso ti bacio
se è verde riparti ma non subito
non prima di averti preso l’ultima
goccia di saliva, però guarda la strada
e mantieni la calma, sei già tutta rossa
e accaldata. Sono solo un paio di semafori
ma già lampeggiano nel cuore, li vorrei tutti
rossi o magari più scuri come i tuoi occhiali
da sole. E queste strade, viali tutti uguali
lontani dal mare, senza te sarebbero brutti
ora che li guardo con altre lenti, i cori
che sento, mi rapiscono e mi danno la scossa.
E poi c’è ancora il ritorno, non una corrida
solo un bacio d’arrivederci,ci sarà uno schema
una notte tutta per noi, come un abito
su misura, come semafori rossi a ogni incrocio.
Le mie parole ,
oggi come allora
suonano dalla lingua al cuore.
Tienimi forte per mano,
e’ questo che ripetono ancora,
sondano il vuoto queste mani mie,
annaspano e cercano,
un calore antico ,e piano sussurrano le dita
al vento, cosi come un tempo.
Ti prego cuore
non le lasciare mai ,
che io non mi perda,
in queste buie notti senza nome.
Nei freddi inverni di questa nostra vita
In certi giorni di nebbie dense
Tesa la tua mano stringe le dita,
Di questa mia fragile vita.
oggi come allora
suonano dalla lingua al cuore.
Tienimi forte per mano,
e’ questo che ripetono ancora,
sondano il vuoto queste mani mie,
annaspano e cercano,
un calore antico ,e piano sussurrano le dita
al vento, cosi come un tempo.
Ti prego cuore
non le lasciare mai ,
che io non mi perda,
in queste buie notti senza nome.
Nei freddi inverni di questa nostra vita
In certi giorni di nebbie dense
Tesa la tua mano stringe le dita,
Di questa mia fragile vita.







