Freddo e grigiore,
polvere e fango.
Meditazioni indefinite
s’ annullano nella magnificenza
di una disprezzata penombra.
 
Solitudine immobile
attraversata da nuvole.
Colori umbratili ed evanescenti
come i toni di un paesaggio
disperso in nostalgici sorrisi.
 
L’aria è fredda
e il vento sibila
tra le foglie secche,
affastellate in impalpabili paludi.
 
Rumore di mulinelli
fra mura ingrigite
e scrosci irregolari di pioggia.
 
Sulle onde fiacche
di un lago diafano,
tra stanchezza di palpebre
e indifferenza di gesti,
si spegne la mia sete di verità.
 
Fuori dell’uscio di casa
suoni tristi e rabbiosi
avvolgono la disperazione dell’anima
con parole assenti di anonima protesta.
 
 
 
 
 
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Profilo Autore: Vincenzo Melino  

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Commenti  

nabrunindu
+1 # nabrunindu 07-08-2014 17:57
sulla penultima strofa c'è l'essenza della poesia, peraltro bellissima.
pierrot
+1 # pierrot 09-08-2014 10:21
uno stato d'anima invernale dove nell'inverno è stasi. Nella mia interpretazione nell'ultima quartina si coglie l'impotenza rivolta alla follia del mondo
Nonostante la ricchezza di aggettivi, il tono risulta trascinante e lieve
grazie

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