si annida
in austriaco caporal.
Trascinatore di popolo,
rivendicatore di torti,
trascina la nazione in un ginepraio di morti.
Missione suprema:
estirpar la gramigna semita.
Erba temuta e aborrita
perche' del caporal e' feroce avversario
Ma l'antro della iena
e' nero simulacro.
La belva innata,
nella tana intrappolata,
priva di carne umana,
bevendo il suo stesso sangue
si e' saziata.

Un tocco leggero
è il cuore che batte,
questa è l'ultima notte
col respiro del mare.
Con il cielo e le stelle
al soffiare del vento
vuoi parlare d'amore
cominciando a sognare.
Un tocco di donna
vorresti sentire
é un po' che ci pensi
non sai più che fare,
la smania che hai addosso
non ti lascia stare.
S'allontana la luna
aldilà della notte
questo cuore che muore
languendo d'amore...
Arriva la mattina
apro gli occhi
il cielo di un
azzurro bellissimo.
Il sole già alto
si sente il
cinguettio degli
uccelli.
Rimango immobile
nel letto senza
quasi respirare
noia mortale….
Ci sarebbero tante cose
da poter fare ma
non ci sono stimoli
solo noia…..
Sento l’aria fresca che
entra nella stanza
un’altra bellissima giornata
di agosto mi aspetta.
Mi sento sola
se non fosse
per questa
maledetta noia.
ha finito di cantare
un maestoso Padre Nostro
ai bordi della Grotta
e tutti ammutoliti
si sciolgono nel pianto.
I poveri ammalati
intensi di speranza
si lasciano portare
dai bravi barellieri
ai letti d'ospedale.
Il Gave non dà peso
a tanta sofferenza
e corre verso il mare
imperterrito e crudele.
Negli occhi che si volgono
al viso di Maria
c'è tutta la potenza
che esprime una preghiera.
Milioni di persone
carezzano la roccia
con mani tremolanti
ed animo d'amore,
speranze su speranze
han levigato quella Pietra
intinta di divino.
Il Coro si allontana
coi costumi scintillanti
e torna verso casa:
mi volto per guardare
il Mistero di Maria
e mi chiedo come mai
qualche volta non appare
a Buddisti e Musulmani.
luglio 1996
In questo giorno pieno di allegria
Sul mare sulle spiagge l’euforia
La fa da principessa finalmente:
E’ crisi ma quest’oggi dalla mente
Togliamo questa brutta malattia
Intanto prepariamo gli spaghetti
Che siano appetibili e duretti.
Le grida dei bambini fanno festa
Di sotto gli ombrelloni variopinti
All’ombra dove il sole li ha sospinti
Per mettersi al riparo con la testa
Che mamma premurosa li ha convinti
A fare una giornata come questa
Un dono benedetto del Signore
Che sia serena e carica d’amore.
Di la nel bagnasciuga soverchiato
Da mille cianfrusaglie e capellini
S’avanza un vu cumprà con occhialini
E ninnoli di inutile mercato,
Accosta ad un signore stiracchiato
Fra sdraio asciugamani e palloncini
Lo guarda supplicando- Vuoi comprare
Qualcosa, che mi serve per mangiare-.
È proprio ferragosto, Dio del mare
Del cielo e dell’umana differenza
Fra quelli che hanno morta l’esistenza
E quelli che non sanno come fare
I beni più superflui a consumare
Nel segno di un’ignobile potenza
Che vive sia nel bene che nel male
La storica ingiustizia universale.
dove sfiorisce il tuo volto
intarsiato di stelle troppo lontane
per il candido impulso di una carezza.
Il silenzio è una foglia tra le braccia del vento
e ha parole rinchiuse per sempre
dietro le sbarre ipnotiche dei ricordi
che vibrano al tacito soffio dei pensieri.
L'estate cammina sul viale del tramonto
dove le ombre celano bruschi risvegli
nell'alcova dei sogni vestiti di speranze
sotto la luna nuova di settembre.
guadano il cielo
le osservo cercando
in ognuna di loro un'immagine
un cane, un gatto come quando
ero una bambina spensierata
Stasera le nuvole mi parlano
vestono scritte ispirate
forse dagli angeli
parole dolci come pensieri d'amore
quell'amore universale
che tutto dona e nulla chiede
Quell'amore che ha investito
tutta la mia vita
anche quando il cielo era cupo
e le nuvole nascoste
ma sempre presenti
Mi parlano come amiche
da sempre unite
da un rapporto speciale
di luce spirituale
Una serenità mai provata
si impossessa di me
svanisce l'ansia
se le nuvole mi parlano
non posso certo aver paura ….

Il poeta sa svolazzare
con i suoi versi
e arrivare dove nessuno sa.
Il poeta va aldilà del confine
dove si vede un mondo
che altri occhi non vedono.
Lui sa cogliere le sfumature
della vita
quelle che danno gioia al cuore.
Il poeta sa amare e trasportare
nel paradiso che non c'è.
Lui sa come far volare.
Finiranno giorni pesanti
Non si parlerà più
di giornate affaticate
nelle cavità del cuore
affranto
che naviga
in discorsi senza fine
appiccicati ad una rete
combattuta con prontezza
e riflessione
quelle manie che frenano
rinascite desiderate
nominandole ogni qualvolta
che si prevedono nuove
ondate esagerate
calmate da strutture ricettive
per prevenire invalicabili
muri
Parliamone, non ci teniamo
il fermento nel cuore
che rovista i nostri pensieri
accomunati da un solo pensiero
lui, raccoglitore di eventi ripresi
che spaziano e circondano noi
raccolti in quel contenitore indispensabile
per noi, della nostra storia riavvicinata
venendoci incontro
appoggiato alla ringhiera
con il sole che perfora
le pupille e la mia gola
In attesa
aggrappato alla mia vela
con il vento che trascina
fino a sfiorare la scogliera
In attesa
eclissato nell’atmosfera
tra le nuvole e i pensieri
grigio perla i desideri
In attesa
urlo a Dio la mia pena
alcune gocce di rugiada
sulle guance e sulla meta
Improvviso il temporale
a bagnare le mie piaghe
nell'acquitrino dei suoi occhi
il riflesso dei miei anni
dove affoga senza scampo
il cuore degli inganni
una luce e mille lampi
poi più nulla fino a tardi







