Riflette stamane il mio viso
Tradendo uno strano colore
Mi viene di fare un sorriso
Sarcastico insolito e storto
Ma quasi di panico intriso.
Mi sposto ad un altro più corto
E vedo un’immagine nuova,
Avverto un pensiero contorto
E un brivido che mi ritrova
Seduto per terra sconvolto
Come uno che perde una prova.
Mi chiedo se è proprio il mio volto
Oppure com’è veramente,
Lo giro e rigiro e rivolto
Ma sempre mi torna alla mente
Ma come son’io quotidiano?
E come mi vede la gente?
Allungo a toccare con mano
Lo specchio colpevole e duro
Ma tutto mi è sempre più strano.
Allora mi arrendo sicuro
Mi accascio sfiorando il terrore
I baffi che strisciano al muro
E penso con grande dolore
A come mi vede una donna
Nei dolci momenti d’amore.
Purtroppo quando
arriveremo in fondo
alla discesa
non ci resterà
che aspettare
le ultime corse
del nostro treno
vuoto, che non avrà
medicine
perchè non serviranno
ad un corpo già morto
che vorrà recarsi
nel suo idilliaco
tranquillo, paradiso
Parlava il dialetto
quel vecchietto
chiedeva soldi, disse
che non mangiava
da giorni, pregava
passanti a mettere
monete nel suo cappello
malandato.
Mi allontanai, ma faticosamente
con una frase che mi attirò
andandole dietro, confidandole
il mio dispiacere, per non essermi
fermata e darle un piccolo
simbolico aiuto
Solo per sfamarli un pò, non è proprio un vero aiuto
la notte al poeta
reca conforto.
Cala la sera
sui suoi pensieri
il sonno giunge.
Luna calante
la corona di stelle
sfoggia sul mondo.
Notte profonda
insegue suoi sogni
passi felpati.
Cuore sognante
nell'algida notte
alba riscalda.
Cede la notte
al giorno incipiente
scettro dell'ombre.
Sole levato
riprende il fardello
segreta pena.
Devono lavorare
per pochi spiccioli
affaticando la schiena
impegnandosi
con occhi che faticano
a scrutare la luce
pure se è giorno
oltre il tramonto
di un lavoro pietoso
Si sentono barricati
senza fessure, per respirare
quel cielo che li attende
da ore, rivedendoli
sospirando nel dubbio,
di non rivederli più
un giorno
in giovanissimi ragazzini
diventati uomini
rapidamente
ma il mio pensiero eh già per te.
Le lacrime solcano il viso
penso a te.
Penso che non sei con me non lo sopporto
mi fa male.
Il cervello non riesce a non pensare come’
possibile sopportare tanto
Il tempo non passa mai sembra si sia
fermato.
Aspetto quell’Unico momento che
cambierà la giornata.
Hai lasciato un’impronta
indelebile dentro di me.
Ti penso quando il sole tramonta
ti penso la notte.
Non esiste tempo per pensarti
non esiste tempo per amarti.
le nervature elettriche
attrversano l'aria
precedendo lo sconquasso
del tuono terrificante.
Dal passero alla roccia
ogni essere s'inchina
al picchiare della pioggia
padrona in assoluto
della terra e del cielo.
Elementi scatenati
incutono paura
al bimbo sulla culla
ed alla vecchia sull'uscio;
temporali di passaggio
commentano gli esperti,
ma intanto, sotto,sotto,
il lampo inaspettato
fa pensare all'eterno.
Così com'è venuto
il maestoso temporale
allontana le sue nubi
verso i monti in lontananza;
è tutto regolare
da decenni e da millenni,
ma ancora la Natura
riprende il sopravvento
rimarcando la sua forza
e la potenza di Dio
neri.
Si formano delle fessure in cui si intravede
un po’ di cielo più chiaro.
Il vento spinge le nuvole il cielo diventa
sempre più limpido.
Spunta un timido sole che fa splendere il tuo
sorriso i tuoi occhi splendono.
Il tuo viso si illumina le nuvole scrivono il
tuo nome.
Mentre un arcobaleno spunta in lontananza.
D’eco s’inonda il pensiero
nel lieve giovine tornar
e il rinverdir
dei giochi, in strada
sovviene all’acre tempo
che l’animo cheta.
Di letizia or la mente
avvolge l’invito del sol
che mi accarezza
mentre di vita
gli occhi si cibano
e il tuo amor
fa lieto il presente.
Future notti
culleranno ancor
la nostra presenza
tra stelle e risi della luna
e ogni tuo tenero bacio
m’inviterà sempre a sognare.
Dalle sue pietre
Puoi sentirne ancora
Le urla . . .
È una città dannata
I dei che la inventarono
L hanno abbandonata
Le chiese che un tempo
Regnavano sui popoli
Giacciono silenziose
Sopra le dimenticate notti
Degli amori perduti
Puoi sentirne ancora i pianti
Le preghiere respinte
Danzano furiose
Tra i sassi e le selvagge rose
Il sole qui non è più risorto
E la luna inizia a puzzare di morto
ciao ragazzo
come ti chiami
quanti anni hai
e questo sole
lo sai come scalda
vieni da me
voglio farti vedere
com'è bellissimo
il nostro mondo.
Osserva la luna
pare voglia parlare
ma ha solo le stelle
che stanno ad ascoltarla.
Ora lo sai, ti piace tanto
in quel bel cielo
hai dato un sorriso,
un piccolo cuore
riprende a battere
e tu non puoi nemmeno saperlo.
Caro ragazzo dagli occhi scuri
avevi la vita
sognavi tanto.....
Poi venne la notte
parlò con te
disse ragazzo "Vieni con me"....
PER CRISTIAN ANDATO IN CIELO A 19 ANNI





