In me dimorano cieli e inferni
Puoi nascondere nell'oscurità
statue, fantasmi, delitti
ma è l'oscurità che non puoi celare
Non credo agli occhi specchiati nel sole
se non ammettono di aver fissato la luna,
di essersi immersi nella notte
e non penso che dal buio si esca immuni
senza nemmeno una traccia
perfino se l'ombra non lascia il segno
perchè non si è più gli stessi
dal momento che ci dicono che moriremo
Un attimo che frattura l'esistenza
Non credo si passi indifferenti nel fuoco
nè si esulti nell'ora della prova
Le spine pungono innegabilmente
Ma penso che l'amore ci renda immortali
Puoi nascondere nell'oscurità
statue, fantasmi, delitti
ma è l'oscurità che non puoi celare
Non credo agli occhi specchiati nel sole
se non ammettono di aver fissato la luna,
di essersi immersi nella notte
e non penso che dal buio si esca immuni
senza nemmeno una traccia
perfino se l'ombra non lascia il segno
perchè non si è più gli stessi
dal momento che ci dicono che moriremo
Un attimo che frattura l'esistenza
Non credo si passi indifferenti nel fuoco
nè si esulti nell'ora della prova
Le spine pungono innegabilmente
Ma penso che l'amore ci renda immortali
10 commenti
Leggero maestrale
là dove sorge adiacente
ebrezza musicale,
vaghi orizzonti bensi lontani,
e scoprire tra cumoli fronde
traccia lucente fibra
del mio domani,
come venerata pia
commiata aurora,
ove vestire regale bellezza
ad ogni ora,
cercando folti viali alberati,
e rosei petali in lungo
e largo verso festante Oriente
sparpagliati.
là dove sorge adiacente
ebrezza musicale,
vaghi orizzonti bensi lontani,
e scoprire tra cumoli fronde
traccia lucente fibra
del mio domani,
come venerata pia
commiata aurora,
ove vestire regale bellezza
ad ogni ora,
cercando folti viali alberati,
e rosei petali in lungo
e largo verso festante Oriente
sparpagliati.
Ho visto
regnar l'indifferenza,
nulla
che non si possa
finanche
colpire ripetutamente
... a morte:
rispetto assente
non si fa più
nemmen l'appello.
Ho visto
scarni sorrisi
correvano lesti
chiedevan contatto
così ...
senza vero contratto,
anche rispetto
scontato
quasi
a prezzo di saldo.
Ho visto pianti
accorti e sommessi,
nulla chiedevano
anzi ...
una carezza bastava,
per adeguato rispetto
che 'l sorriso
... non ha tratenuto.
Tante situazioni
e di noi attori le reazioni
tant'è che la mia scelta
io ... ho fatto.
regnar l'indifferenza,
nulla
che non si possa
finanche
colpire ripetutamente
... a morte:
rispetto assente
non si fa più
nemmen l'appello.
Ho visto
scarni sorrisi
correvano lesti
chiedevan contatto
così ...
senza vero contratto,
anche rispetto
scontato
quasi
a prezzo di saldo.
Ho visto pianti
accorti e sommessi,
nulla chiedevano
anzi ...
una carezza bastava,
per adeguato rispetto
che 'l sorriso
... non ha tratenuto.
Tante situazioni
e di noi attori le reazioni
tant'è che la mia scelta
io ... ho fatto.
In ipotetici momenti di calma
nel falso silenzio della notte
tendo le orecchie
a captare segnali nel buio
e dopo aver superato
la muraglia del battito cardiaco
del mio cuore,
contemporaneamente all'espandersi
della mia coscienza,
scopro segnali inaspettati
che si innalzano intorno a me,
in un frullare di suoni
ed emozioni mai provate.
E adesso tutto parla e mi sussurra
in lingue antiche
ma allo stesso tempo familiari,
di storie, canzoni e miti senza tempo.
Ed io mi perdo
in questo caleidoscopio emozionale
e mi incontro e mi fondo
con mille e più spiriti affini
provenienti da ogni dove,
che mi offrono il loro Tutto
in cambio del mio Niente.
Come posso rifiutare?
Sospeso nell’immensità di un momento
aggrappato ad un vacillante appiglio
sta il mio Cuore.
In balia di una corrente emozionale instabile,
causata dalle oscillazioni
di questo Amore asimmetrico
curvando lo Spazio-Tempo
nella speranza di deviare il colpo
che potrebbe arrivare.
Incassarlo sarebbe impossibile.
Porterebbe alla rottura dell’equilibrio interiore,
il sistema nervoso detonerebbe
aggrovigliando nel calore dell’esplosione
le sinapsi mentali,
conducendo lo Spirito e l’anima
ad un inevitabile impatto contro la fredda Realtà.
Per questo il mio essere
fragile insieme di infinitesimali frammenti,
si muove cautamente in questa nuova dimensione,
con piedi di piombo,
seguendo la fugace Melodia
sussurrata dagli oggetti che ha intorno
nella speranza di essere e di restare in sincronia
con la tua Anima ed il tuo Cuore.
Non verserò lacrime, te lo prometto.
Non chiamerò il tuo nome sotto la piccola Luna d’agosto,
mentre il Rimorso dilanierà il mio petto,
facendo nascere piccoli fiori Rossi sull’asfalto Nero.
Resterò nel silenzio del buio,
immobile ed eterno come un istante.
Ma tu non sparire.
Ti chiedo solo questo.
Tutto scorre nel Creato,
lungo i percorsi del tempo
che trasforma le cose
indefinite e anonime
nella spazialità.
Ricordi vagano
tra le pieghe del passato,
solcano lidi deserti
colorati di tramonto.
Tutto scorre
in un intersecar d’immagini
ancestrali, lontane
e nuvole d’esistenza
disegnano il tragitto
con la penna del tempo.
Tutto scorre
Fra passioni e desideri,
negli inconsci segreti
dell’essere, nell’eterno divenire.
Tutto scorre
nell’immanenza delle cose:
piccoli punti nello sterminato cosmo.
Tutto scorre
in un denso fluire,
tra gorgoglii di fiumi e mari
nei tortuosi alambicchi della vita.
lungo i percorsi del tempo
che trasforma le cose
indefinite e anonime
nella spazialità.
Ricordi vagano
tra le pieghe del passato,
solcano lidi deserti
colorati di tramonto.
Tutto scorre
in un intersecar d’immagini
ancestrali, lontane
e nuvole d’esistenza
disegnano il tragitto
con la penna del tempo.
Tutto scorre
Fra passioni e desideri,
negli inconsci segreti
dell’essere, nell’eterno divenire.
Tutto scorre
nell’immanenza delle cose:
piccoli punti nello sterminato cosmo.
Tutto scorre
in un denso fluire,
tra gorgoglii di fiumi e mari
nei tortuosi alambicchi della vita.
Grande luce
che compare
m'accompagna nella stanza
non conosco numero
il suo nome
la sua provenienza
rimetto gli occhiali
ripercorro quel passi
s'avvicina come bocca
carnosa
vogliosa
deglutisce affamata
sollecito velocità al dottore
mi faccia dire trentatrè
leggere qualche sillaba
il ginocchio saltare
un vampiro nella notte
ho bisogno
di ritornare
che compare
m'accompagna nella stanza
non conosco numero
il suo nome
la sua provenienza
rimetto gli occhiali
ripercorro quel passi
s'avvicina come bocca
carnosa
vogliosa
deglutisce affamata
sollecito velocità al dottore
mi faccia dire trentatrè
leggere qualche sillaba
il ginocchio saltare
un vampiro nella notte
ho bisogno
di ritornare
Nel perdono di una lama lucente,
forgiata da anni di attesa,
due entità, agli estremi della stessa
ed il compiersi di un unico destino.
Rincorrendo l'uccello azzurro
oltre i confini della brughiera,
senza mai riuscire nell'impresa.
Ricordiamo ancora i lividi,
ma ci siamo sempre dimenticati
di chi ce li ha inflitti.
Mentre al caldo del focolare
evochiamo i ricordi
nella speranza che la gioia perduta
ritorni.
L'hai vista per terra
non ti sei accorto che era piegata
su sè stessa come un bimbo rannicchiato
che cerca di difendersi
(la calpesterai con noncuranza)
E il suo sangue dal cuore di un petalo
inizia già a colare sullo stelo ferito
Credi questa non sia una fine, una morte?
Vale forse meno un pianto di rugiada
di una lacrima umana?
(la nostra arroganza è terribile)
Una spina spezzata, la resa
Se tu sapessi fermarti ad ascoltare
ora sentiresti, con un brivido
l'urlo straziante di una rosa
non ti sei accorto che era piegata
su sè stessa come un bimbo rannicchiato
che cerca di difendersi
(la calpesterai con noncuranza)
E il suo sangue dal cuore di un petalo
inizia già a colare sullo stelo ferito
Credi questa non sia una fine, una morte?
Vale forse meno un pianto di rugiada
di una lacrima umana?
(la nostra arroganza è terribile)
Una spina spezzata, la resa
Se tu sapessi fermarti ad ascoltare
ora sentiresti, con un brivido
l'urlo straziante di una rosa
Te ne sei andata
lasciandomi solo,
senza dirmi una parola,
restando nei tuoi silenzi
che, come muri,
non lasciavano vedere
la sofferenza
che c’era nel tuo cuore.
Ora che sono qui, da solo,
cerco di abbattere
quei muri che avevi eretto
e che nascondevano a me
il tuo dolore.
Solo adesso, senza di te ,
sto imparando,
nella solitudine
e nel silenzio, a guardare dentro di me
e a vedere cosa c'è nel mio cuore.
Ora che sono solo, capisco i tuoi silenzi,
mi hanno insegnato a capire me stesso.
lasciandomi solo,
senza dirmi una parola,
restando nei tuoi silenzi
che, come muri,
non lasciavano vedere
la sofferenza
che c’era nel tuo cuore.
Ora che sono qui, da solo,
cerco di abbattere
quei muri che avevi eretto
e che nascondevano a me
il tuo dolore.
Solo adesso, senza di te ,
sto imparando,
nella solitudine
e nel silenzio, a guardare dentro di me
e a vedere cosa c'è nel mio cuore.
Ora che sono solo, capisco i tuoi silenzi,
mi hanno insegnato a capire me stesso.

Dall'alto di uno scoglio osservo ...
le onde di un mare incollerito
percuotono la pietra
arrivano sino a me
esondo acqua salmastra
Il cielo plumbeo
scosso da un vento tormentato
lancia tuoni e fulmini
in un lamento indomito
Espressione potente di una natura
contrastante alla pacificità
di quando il sole splende
e tutto è luce e colori
Il grigio che ora prevale
tra mare e cielo
esplode nel mio cuore
la rabbia fuoriesce in un urlo,
che arriva fino al cielo
la gola brucia, lacrime e gocce di mare
si fondono in un insieme
con cui la mia vita dipingo
Svuotata, stanca gli occhi al cielo,
“Signore accoglimi fra le tue braccia,
cullami come un padre con il figlio,
posa una carezza sul mio viso
fammi sorridere di nuovo”
Un raggio di sole fa capolino
nel cinereo cielo
ed il viso mi bacia ….
Concentrati su un'idea astratta e confusa
Che porti caos e pandemia
Ma man mano si schiarira'
Diventerà limpida e bella
Sarà oro fuso
Sarà argento bollente
Sarà fuoco fervente
Prenderà anima e corpo
Innalzera' spirito e mente
Sarà acqua di sorgente
Trasportera' animi senza futuro
Sarà scintilla e viva fiammella
Susciterà ideali
Ti solleverà come ali
Nulla potrà distogliere questa voce
Arriverà presto alla foce.
Del mare del desiderio si perderà
Insieme ad un sogno
Che non avverrà.
Che porti caos e pandemia
Ma man mano si schiarira'
Diventerà limpida e bella
Sarà oro fuso
Sarà argento bollente
Sarà fuoco fervente
Prenderà anima e corpo
Innalzera' spirito e mente
Sarà acqua di sorgente
Trasportera' animi senza futuro
Sarà scintilla e viva fiammella
Susciterà ideali
Ti solleverà come ali
Nulla potrà distogliere questa voce
Arriverà presto alla foce.
Del mare del desiderio si perderà
Insieme ad un sogno
Che non avverrà.
Nell’irruenza della funesta attesa
il nostro Spirito si arrangia ed annaspa
tra la moltitudine di ondate di malessere
per non andare sul fondo del bicchiere,
per non toccare il vivo dell’angoscia,
per non essere costretto
ad aprire gli occhi davanti allo specchio
e vedere se stesso nella macabra interpretazione
più riuscita dell’Orrore.
Tremebondo è il respiro, che si fa rantolo
nel trascorrere del Tempo.
Il Panico lentamente ci soffoca,
come la vendetta dell’amante tradito
nel talamo nuziale.
Nessun senso di vertigine
potrebbe mai distogliermi
dal guardare la crescente putrescenza,
che si fa strada nella moltitudine di cattivi pensieri,
nell’antico anfiteatro che era la mia mente.
Tra questi ruderi vaga come uno Spettro
la mia Ragione, il mio Senno.
In questo Mondo distorto mi agito,
cercando di fuggire,
cercando un posto migliore
dove inabissare il mio Rancore,
bruciare il mio rimorso
e trovare la Pace che bramo da quella Notte:
quando divorarono il mio Cuore
sotto la Luna piena.
In questo angolo di mondo
c'è un pezzetto di cielo
le mie labbra morbide sul mare.
Una candida vela
sospinta
che increspa l'acqua e il fiato se la porta via.
che increspa l'acqua e il fiato se la porta via.
La stringo in un pugno
m'aggrada tenerla nel palmo della mia mano .
Con finezza
discioglie
tutti i bordi della mia anima.
E leggera come la vita
passa.
Quante volte ho volato un gabbiano
senza avere nè ali nè canto
senza amor che conduce alla steppa
gialla di grano e arida d'acqua
senza oro di spighe alla vita
che d'amor si sospinge a sperare
Tende amare radici, il respiro
e non vedo che lampi e distese
non di lino d'amato riposo
ma d'ansie a rubare secondi antistanti
Portami ove la luce si regna
d'essere amata di fango e d'abbaglio
senza avere nè ali nè canto
senza amor che conduce alla steppa
gialla di grano e arida d'acqua
senza oro di spighe alla vita
che d'amor si sospinge a sperare
Tende amare radici, il respiro
e non vedo che lampi e distese
non di lino d'amato riposo
ma d'ansie a rubare secondi antistanti
Portami ove la luce si regna
d'essere amata di fango e d'abbaglio









