Ho attraversato i cortili
di molte vite
e indossato gli abiti leggeri
dei sognatori
per centomila primavere,
poi quelli pesanti dei viandanti
infreddoliti da infiniti inverni
Ho visto cieli sommersi
da azzurri oceanici di luce
ma anche da nebbie accecanti
mille raggi di sole sulle mie guance
ma altrettanti aghi d'acqua
e tutto si è compiuto
sul mio corpo, sulla mia carne
per le vie strette delle mie vene
negli specchi dei miei deja vu
riflessi antichi dentro nuove proiezioni
e ad ogni ritorno la pelle cangiante
muta colore come le miei iridi
ma il cuore conserva vaghe memorie
ripercorro tempi e stagioni
in apparenza soltanto perdute
vecchi veleni e fiori neonati
nella mia anima, spore di futuro
e l'assenzio dei giorni in cenere
gli occhi illuminati degli angeli addosso
e le grinfie dei demoni su di me
io nel nido dei loro conflitti
a metà tra l'accenno di un volo
e il salto di una caduta
I paradisi fallaci si ricordano di me
dorate illusioni drogate
gli inferi conoscono il mio nome
di molte vite
e indossato gli abiti leggeri
dei sognatori
per centomila primavere,
poi quelli pesanti dei viandanti
infreddoliti da infiniti inverni
Ho visto cieli sommersi
da azzurri oceanici di luce
ma anche da nebbie accecanti
mille raggi di sole sulle mie guance
ma altrettanti aghi d'acqua
e tutto si è compiuto
sul mio corpo, sulla mia carne
per le vie strette delle mie vene
negli specchi dei miei deja vu
riflessi antichi dentro nuove proiezioni
e ad ogni ritorno la pelle cangiante
muta colore come le miei iridi
ma il cuore conserva vaghe memorie
ripercorro tempi e stagioni
in apparenza soltanto perdute
vecchi veleni e fiori neonati
nella mia anima, spore di futuro
e l'assenzio dei giorni in cenere
gli occhi illuminati degli angeli addosso
e le grinfie dei demoni su di me
io nel nido dei loro conflitti
a metà tra l'accenno di un volo
e il salto di una caduta
I paradisi fallaci si ricordano di me
dorate illusioni drogate
gli inferi conoscono il mio nome
8 commenti
Sapientemente aspetto
in mezzo al vuoto delle cose
che arrivi quel momento
in cui tutto cambia e si rinnova.
La luce densa diviene sottile oscurità
e l'aria ferma ed afosa
una lieve e piacevole brezza.
La stanchezza mia
in forza si tramuta
mentre mi rialzo dalla polvere.
Il cuore si gonfia di passione
accelerando la sua corsa.
Divento movimento
mentre tutto intorno si blocca.
Divengo ora la luce
ed insieme ombra
percorro veloce
la superficie delle cose
dando al mondo
una nuova prospettiva.
Scompongo la realtà
in poliedriche varianti
e piego la gravità
con la delicatezza
di una carezza.
Scambiando posto
al cielo ed al mare
disinibisco l'animo
dei sogni infranti,
ne faccio miei fedeli compagni.
Poi come fratelli d'armi
partiamo alla carica,
puntando le lance d'argento
contro la gelida corazza della ragione.
Lo scontro sarà epico
ed il combattimento spietato.
Ma alla fine sarò comunque libero.
Ed ammirerò dall'alto
il nuovo mondo da me creato.
Il cielo mi parla
da dietro le finestre
ma io non posso
ascoltare ancora
la sua storia.
Vorrei,
immaginarmi perso
in mezzo alla dura
nebbia d'inverno.
E poi in battito di ciglia
essere nel ventre caldo
di una vaporiera.
E poi ancora
stare sulla spiaggia bianca
di qualche isola tropicale
solo con me stesso.
E continuare
in questo modo
casuale ed imprevedibile
andando ovunque
nello spazio e nel tempo
il mio spirito voglia.
Senza poter
pensare a chi sono,
capire cosa voglio,
trovare chi cerco.
Solo io
in una cavalcata infinita
di momenti improbabili,
a testimonianza che
senza sentimenti
la vita non è mai vissuta.
Sento tanto freddo nelle ossa
il sole ancora padrone del cielo
in questo autunno avanzato
non mi arriva dentro
luce crea intorno ,troppa
Nubi grigie vorrei
così che i miei occhi feriti
dal logorroico pianto
potessero riposare
Come gli alberi si spogliano
delle vecchie foglie
lascio cadere sul terreno
pensieri, emozioni vissute
Nuoto in esse come in mare eterno
la forza è poca ma forte la tentazione
di lasciarmi andare scivolando
verso le meraviglie di quel mondo
Perchè così tristi pensieri ?
Perchè non trovare la volontà
di vivere cercandola tra i rifiuti del cuore,
forse potrei provare, almeno provare
la sorte potrebbe sorreggermi
unire come in puzzle i piccoli frammenti
sufficienti a far scorre nuovamente
sangue caldo nelle mie vene ...
Con i miei silenzi
scrivo quel tempo docile
che coglieva dai capelli il sole e
separava i pensieri.
Sui miei silenzi
scrivo e riscrivo
il mio tempo
e mi perdo quando parlo
di me .
Custodisco la delicatezza
e sollevo il petto
con il poco e con il niente .
Ora è grandezza un cielo di luci .
scrivo quel tempo docile
che coglieva dai capelli il sole e
separava i pensieri.
Sui miei silenzi
scrivo e riscrivo
il mio tempo
e mi perdo quando parlo
di me .
Custodisco la delicatezza
e sollevo il petto
con il poco e con il niente .
Ora è grandezza un cielo di luci .
Quante volte con le mani ho accarezzato il silenzio
e con i piedi ho calpestato strade di sale,
i fiori di marmo profumavano di solitudine ...
mentre nella notte gridavo la mia disperazione.
Quante volte, ferendomi il cuore, mi hai avvelenato l’anima,
precludendomi le porte del paradiso,
serrate da molto tempo dai miei tormenti.
Prendevo a pugni il cielo
per liberarlo dalle nubi e rivedere il sole.
I miei occhi trasudavan cecità
alla visione delle illibate vergini
e soltanto un bianco fumo respiravo in realtà
nelle quotidiane guerre perse nel cercarti tra le stelle.
Son qui a strappar radici da quest’arida terra
che un tempo odorava di fiori d’arancio;
l’ignoto si colorava d’arcobaleno,
ciò che adesso mi è stato sottratto.
Resta solo un deserto di fine sabbia esacerbata dal fango,
illuminato da candele consumate.
e con i piedi ho calpestato strade di sale,
i fiori di marmo profumavano di solitudine ...
mentre nella notte gridavo la mia disperazione.
Quante volte, ferendomi il cuore, mi hai avvelenato l’anima,
precludendomi le porte del paradiso,
serrate da molto tempo dai miei tormenti.
Prendevo a pugni il cielo
per liberarlo dalle nubi e rivedere il sole.
I miei occhi trasudavan cecità
alla visione delle illibate vergini
e soltanto un bianco fumo respiravo in realtà
nelle quotidiane guerre perse nel cercarti tra le stelle.
Son qui a strappar radici da quest’arida terra
che un tempo odorava di fiori d’arancio;
l’ignoto si colorava d’arcobaleno,
ciò che adesso mi è stato sottratto.
Resta solo un deserto di fine sabbia esacerbata dal fango,
illuminato da candele consumate.
Un prato di foglie
la mia collina.
Maestrale che sollevi la corrente
per divenire un rivolo
che sazia le sponde
le sue infinite orchestre
le sue linfe
sotto una luna curiosa
che ha il sentore della bruma
che ha il sentore della bruma
e sugella baci nel cortile .
Emozione muta
rimescoli l' Estate
e alla sera
con uno scialle
la ricopri.
la ricopri.
Nostalgia di una stagione
abiti il cuore .
Un vuoto strano qui
eppure conto le stelle
due passi e più nulla ,
silenzio attorno .
Rapita mi sento
nel ricordo del grano.
Ombrose le foglie d'acero
animano il mio cammino
e umida di rugiada
la notte distende .
Nelle contrapposizioni d’aria
un sentire obliquo
-come asse d’anima inchiodata;
la tua forma abbozzata!
Nella passeggiata opaca
-separata
- e già lontana,
un' indiscreta aria
- troppo indolente
- troppo indolente
- di tonalità dell’ocra nel sorriso
-si!
d’autunno già appassito.
d’autunno già appassito.
S’ insinua- ricercata-
come una non felicità
come una tristezza vana
come malinconia che vuol strafare.
come malinconia che vuol strafare.
Cosa dirvi
del cuore quando duole?
Ormai sa rimanere
-solo-
e spensieratamente indifferente!

e spensieratamente indifferente!

Con quali versi
mi abbracci?
mi abbracci?
Pensieri come aquiloni
abitano le mie labbra.
Con quali versi
mi parli?
Con quali versi
mi parli?
Faccio appello al mio cuore
ma traspare un pianto
di rugiada.
Ti vivo
ma non mi appartieni
sai di ali
sai di vento.
Rimani un riflesso
nel tramonto
e una piccola
goccia di mare .

Foto Web

Sugli scogli del passato,
sospeso nel vuoto di quei brevi discorsi,
osservo le onde dei ricordi, dei rimorsi...
Sbiaditi dal tempo inesorabile,
li osservo danzare, seri, muti, senza parlare.
Li penso e li cerco, li vedo e li odio;
la mia mente li accoglie sotto mentite spoglie.
Mi siedo al centro in segno di arresa,
guardo nell'acqua la mia immagine riflessa
e senza alcuna difesa,
la mia anima si fonde tra solitudine e pretesa...
Rapito dall'amarezza d'un ieri ch'è perduto
in piena assenza di ciò che è accaduto
tra volti e voci che non vedo e sento più,
tra scene ed emozioni che non rivivrò mai più.







