ti ho detto addio a Babilonia,
sotto un cielo diventato nero.
Non era romantica la partenza:
il fuoco bruciava la notte,
così come l'odio fa con l’amore.
Conoscevi l’albero del bene,
ma ti sei legata a quello del male,
ché dolorose eran quelle spine conficcate nel cuore.
Con l'ultima luna piena ti avevo chiesto di partire,
per vedere se con me volevi venire,
già sapendo che sarei partito da solo
e non mi avresti seguito.
Pregai per te,
dacché il peccato lo lasci scorrere nelle tue vene;
ma forse l'amore ti fa paura
e la tua vita di perdizione non vuoi cambiare.
Babilonia è una città come tante, a est di questa Terra,
che si copre di polvere nelle torride giornate afose.
Addio amica, forse un giorno tornerò,
quando avrai capito che non esiste solo Babilonia.
Pioggia
incessante lava
gocce stillanti cadono fredde
sulle ossa sulla pelle
scorrono come rivoli
cancellando tormenti.
rigenera anime aride
abbevera bocche
torrente in piena sul cuore
sbocca e macera istinti.
pioggia continua, sferzante
sulle mani crea laghi
per poter bere
e di nuovo rifiorire.
stille d'amore
aghi nel cuore
allaga anime come fiume.
armata nel processo
oltre il quale, dei miei troppi pochi anni,
avesti come avulsi i tuoi malanni,
le pretese da quell'"in poi"
e poi da quelli e tanti altri dì
di giravolte in canoni eccelsi,
del tuo e mio, maniacale dio,
alla pretestuosa redenzione carnosa
al rischio di veementi sostrati
bissati o cardati oltre i vari
delle navi, nei porti alle stazioni in colline
oltre la miseria sublime
indicata dal viatico e per la via
per dosi di maceria, costrette a piacer loro
a dirsi eudemonici nulla
d'un tutto francato d'apparati
coll'esserci estinti amati, sdraiati, cercati in libirinti
in quanto infiniti o radianti
più del tuono, noi di speculate vacanze
nelle ciocche da dove ti venta un poco,
oltre nostalgie di Phoné
e tonalità stanti ma andanti, tra gente
nelle endodermiche moltitudini
e a spazi di remote adunanze.
Pecco alquanto, peraltro,
e di dimensione povera,
nel mio starti sovrano
accanto alla luna litania
di stornelli d'epoche nuove
amandoci finchè avremmo fiato
per sempre in stato di moto a luogo
è la notte.
Al netto dei giorni e delle notti
mi sento un uomo vano
alieno in un corpo
allenato ad essere umano
un volo distante
sulla fragile crosta del mito
sul guscio invitante
di una perfezione illusoria
il tutto
per non planare poi di sotto
in sconfinati abissi
dove bocche di mostro
s'apron pronte al pasto.
a meditare della pioggia
e nel petto del sole
a bruciarmi il cuore
Sono nel mare
a purificarmi nel sale
e nello stesso momento
cavalco fulmini
per cadere addosso
a una terra che vuole esplodere
Sono sulla bocca del vulcano
a crogiolarmi nel fuoco
e nei deserti a giocare con la sabbia,
mani come piccole clessidre
per misurare in qualche modo
questo assurdo tempo
e poi sono su di te amandoti
Dimmi che ho finalmente espiato la sulfurea colpa
e posso splendere nella calda luce di occhi divini
sovvertendo inferni in paradisi
ora che la cera nera del cuore è colata tutta
sciogliendo il cancro dentro lo spirito
il pegno è stato pagato con il giusto sangue
non mi vergogno a sorriderti con labbra bambine
e a porgerti mani spogliate da cattivi artigli
l'innocenza veste sublimi carezze
la fonte è ritornata pura, in lei mi bagno e ristoro
le membra immerse in pacifico fiume
ed ora se puoi amami sul ventre perfetto degli dei
cercando di capire tutte le cose che mi hanno fatto soffrire
e sono rimaste irrisolte dentro il cuore....
Ho parlato e riparlato con la mia mente,
ma così facendo, non ho risolto niente,
al contrario ho solo accresciuto i miei dubbi,
arrivando a tenermi la testa tra le mani
per cercare di risolverli senza rimandare a domani.
Seppur ci pensi, non so come poter fare,
per cui ho iniziato a scrivere tante cose credendole delle risposte,
ma nessuna di queste m’appartiene,
perché non è facile liberarsi da certe catene
che mi legano a chi un tempo mi ha emozionato.
Nonostante un amore possa finire,
non ha mai una scadenza,
così diventa difficile capire il perché,
dato che il sentimento interiore è pressoché infinito.
E penso e ripenso al mio passato.
Malgrado gli alti e i bassi,
la mia vita continua ad andare avanti a piccoli passi
tentando di esularmi da quel che è stato
senza chiedermi che succederà domani,
perché domani è adesso.
Pensavo fosse bianco il tepore dell'alma fra piume candide a merlo di un cigno
Dimmi ove sorge il paese del bianco che lacca ogni sguardo
ogni riso
dove sorge il canto del sole staccandosi da lacrima adulta
Adultera
Adulta nella goffaggine sua dimensione d'essere
e nessun palmo devoto ad un'asciutta carezza
dove guadi il sorriso piccante di una tenera e ossuta carne
o correre nella notte per non fumare
e lasciare il letto da rifare....
A volte vorrei dirti tante cose,
ma non ho il coraggio di poterlo fare,
così dentro di me i pensieri mi trovo a soffocare.
A volte vorrei poterti capire per non soffrire,
non dar tutto per scontato
se è giusto quello che ho fatto
e per ripicca essermi vendicato.
A volte vorrei che tutto fosse diverso
e credessimo che basta poco per vivere felici,
perché basterebbe solo cercare di capirci.
Ricordo d'aver concluso che
bella scoperta,









