ho mente di donna!
Voglio correre
libera e felice
poichè dissennato e perfido è il mondo.
Resisto e corro,
corro e resisto...
al filo spinato che stringe il mio cuore
al vuoto d'amore che MI schiaccia il respiro.
RESISTO...
ansie, onde, VENTO,
male, cuore , viaggi
e le fatali attrazioni.
Resisto e corro:
voglio incontrare
lo sguardo innocente di un bambino...
QUALCOSA CAMBIERA'.
che vengo a respirare
Qui,
dove l'Estate ha lasciato
Ora vola via
Non sento più
la tua allegria
Una foglia
sul fiume.
E' li che va a morire ...
Come una pietra
mossa dal vento.
e mi sono resa conto
che ho bevuto
latte di zolfo
dal grembo del male
con la bocca di fuoco
ho saltato nella fontana del tempo
occupato con il conteggio di sabbia
e ho bevuto,
ho bevuto fino a quando la vita
toccando sulla spalla il tempo
ha protestato irosamente
allora il tempo saggio
mi ha messo in consiglio con l'infinito
con la fronte girata verso le stelle
sulla quale ho visto la bellezza
giochi di luce.
E ancora piove e
voglio silenzio.
Dai vetri il mare lisciai miei versi parlatii marosi argentati
rimpiangono il ventoed io mi penso nei lunghi silenzisenza un tuo canto.
Ogni dire
ogni mio pensieroè un palpito del cuore.
E della frescura edei lampi intrecciatim' avvolgo i capelli
i miei occhie i miei versi ordinati.
che la mia voce
graffia le movenze del mare
l'ombra si dirada
e lascia il sole distratto
a lisciare i contorni
di papaveri e di viole.
Appeso ai vetri
un lembo di cielo scolpito
accarezza un tripudio di ali
tutto è un fremito
un vociare tra i rami e tra i fiori
tutto prende colore
anche i sassi si sbottonano al sole.
Poi scompare nell'azzurro
un cinguettio stipato sul tetto
e le nuvole si riempiono
lente vanno soffici nel vento
Ovunque andranno
saranno d'acqua
come le parole.
Quando mi sveglio
E decido il mio sorriso
Una lacrima
Più tempestoso è il mare
Mi placo solo
quando approdo
nella tua anima.

.
a gocce a gocce le parole
immerse nel frastuono delle strade
in cerca del tempo
della musica
in cerca di un respiro.
Famelica è l'anima
scruta il firmamento
divora una manciata di stelle
culla la quiete del sonno
srotola la malinconia
di una lacrima.
Da qualche parte
una voce vibra
sulle note di un violino
e senza vestirsi di luce
diventa una spiga dorata nei campi,
l'onda del mare e il fiato del vento,
la pace e la guerra,
il caldo e il riparo
dal freddo e dal sole,
la passione,
l'essenza farsi baci e miele.
Riflessa la luna
in un valzer
scivola tremula sul mare
stanotte
avrà qualcosa da ricordare!
di vedere la luce.
Occhi pigri
piangono lacrime di tristezza.
Mascherati
da sorrisi forzati.
Occhi che raccolgono le sfide
ci credono, ci provano.
Occhi che attraversano
fiumi in piena.
Occhi che si alzano
su nel cielo.
Attraversano stelle e pianeti
per ritornare da me.
gli occhi avranno il cielo
e le onde i respiri delle sirene.
profumate d'ambra e sole
il solo ricordo sulla sabbia.
I lampioni accesi
come un arcobaleno
si volgeranno al mare.
In solitaria la luna
parlerà alle poche stelle accese.
in questo silenzio
brami e volgi le mani
al mio respiro
torpore sulla pelle
ghiaccio nel cuore
onda lunga di una vita
meraviglia
tu sei rumore
cicatrice sul mio petto
sulla mia schiena dentro il mio guardare
occhi
al mio respiro
occhi ad ogni tuo apsso
vitale è la cenere
che giace
sul giaciglio del camino
e in rigagnoli rossi
le tue labbra si sciolgono
e si concedono a me
un tappeto di ruggine
e venti adirati
l'alba ed il tramonto.
Lenti saranno i miei passi
nel rifugio della sera.
Attraverso i vetri
ascolterò nostalgica
tutte le cose.
Un battito d'ali
un nodo di memoria
che si scioglie
sconcerta l'imbrunire di un momento.
E' un pensiero che ritorna
quando torna la stagione
delle foglie.
Silenziosa
mi scivoli addosso
e il sussurrar mi è pena.
Sono una rondine felice
tra gli uliveti e le mie colline in fiore
abbraccio nostalgica le case
come biche allineate e
arrampicate al sole.
Non ascolto il vento
che palpita e mi scuote
i miei vuoti d'anima
sono papaveri odorosi di cielo
effimeri e intensi
ardono e inceneriscono la sera.
Fausta pizzico i rivoli
tra rampicanti e radici
scuoto le ali nei viali stretti e antichi
assaporo il sacro campanile
che m'imprigiona a Dio.
Mi consola, mi comprende e mi cattura.
Ogni tanto piove...
Orsù spavalda
mastico fango e paglia impastata
e alle grondaie affido le mie certezze
senza sapore e senza rumore
ma felice nel cuore.




