rammentano l'essenza
onirica inesplorata e armoniosa
dei miei cieli canuti e tersi.
Dispersa da una lacrima
sotto le ciglia
rapita da un riverbero di luce
adagiata sul pantano della terra
una voce d'anima
sparsa qua e la dal vento.
Ne assaporo ogni suo canto
che desta e ridesta
le mie mutevoli stagioni.
Incantata
dissetati dal profumo del cuore
ho l'ardore viziato
di una memoria mezza vuota
e mezza piena.

ed io affondo le radici
tutti i miei pensieri
con la luce avara dai vetri.
sulla mia risata.
Rendimi voce e
parlami

S'è fatto tardi
le stelle sono stanche
ed i versi tardano a venire
la luna sorride tra gli alberi spogli
dopo l'amaro crepuscolo.
Allo specchio leggo nei miei occhi
le storie perdute, i doni della vita
e le attese disattese.
Sono ferme le dita sulla tastiera
non trovano più le parole
è triste la poesia
che non riesce a levare l'animo
sembra un poeta perso nel vento
che non sente più la pioggia
danzare tra le rime.
S'è fatto tardi
tra i sorrisi spenti delle foto
e il picchiar malinconico dei tasti
cercando di derubare il tempo
con l'amore passato.
S'è fatto tardi
e mentre gioco con il sole
strappo rime al cielo
sorridendo alla via corta
poeta Io, innamorato della vita.
Il volo
ha l'azzurro colmo
di riccioli e suoni lontani.
Scie bianche
graffiano il cielo
matite a motore
sfiorano distanze
soffice attesa
spoglia di silenzi
e negli occhi
l'infinito!
Mi chiedo se Dio
mi stà guardando
e mi perdo nello sguardo
fuggevole del tempo
e il cielo
con una nuvola
mi si dona .
graffiato dal sole
confuso di parole
la voce dell'Inverno
come il fuoco di un camino
di una candela accesa
strisciando,
da abissi
e intricati cunicoli
i miei assilli.
Cangianti si confessano,
eppur infinitamente identici,
non parton per svanire
si celan per tornare,
mai eclissati
sol velati ai sensi.
Sbalordiscono improvvisi,
attanagliando le membra,
stingendo allo stomaco,
bruciando neuroni sani
in vani sproloqui
Li scacci,
non spariscono,
mai.
sui tondi fianchi,
sulla pelle dipinta di sole
e tra i riccioli ribelli.
Morbido l’andare,
abbraccia profumo di cose nuove.
… Nasce un’altra alba!...
Vivi sorrisi si mescolano alla vita,
germina in viso una luce insinuante,
intrigante, come quella di un’alcova
che accoglierà ore d’amore.
… E’ l’ora del tramonto
ma il frastuono della vita
ancora
abbellisce il volto di donna
e delicato appare,
come quello di fanciulla
che s’ubriaca
di vita…
Si riveste il paesaggio
di un Novembre delicato.
Qualcuno senza alzare gli occhi al cielo
raccoglie raspoli arrossati.
Si respira Novembre
anche nelle vallate.
Una bailamme di voci .
Ma l'eco passa sordo
dico nulla ...e
il nulla torna indietro!
Urlerò più forte il mio nome
ai ciottoli e alle vie pietrate
sono vuoti di memoria che accarezzo .
Come quella foto sul comò
con le treccine e il vestitino a fiori.
Ora è solo un filo
che spezza
il mio pensiero pensato.
Tu taci
ed io ti sto pensando!
Mentre
Quante cose vorrei scrivere...
Sottace la mia anima e penso.
In una prossima vita

l'azzurro e rubano
l'Autunno all'Inverno
incartato all'orizzonte.
Ed io assaporo
quel rosso vermiglio
che in una sferza
smorza il giallo del sole.
Trapela la magia
mentre sfioro il tuo viso
e fantasie accendo d'amore
Ogni volta
che ho nostalgia di te
guardo il cielo.
Pensando che anche tu mi
porgi le tue labbra.
Non è poi cosi lontano
l'infinito!
Ho già chiuso gli occhi ...
Il sasso affonda nel fiume
come faccio io
Le mie notti scure
di agonia e oblio
Vorrei dimenticare presto
L'andata e il ritorno immobili
come un perdente
Guai e destini torbidi
tunnel molto deprimente
Vorrei dimenticare presto
Passando dalla penombra al sole
uscendo dalle tenebre del dolore
e ripartire
e risalire







