si spande su tutte le cose
danza con i botti
L'aria fredda ha
ora graffia il mattino
e se anche s'ingrigia nel sole

dedico me stessa.
Passione immensa,
che come fiume in piena
trasborda da ogni parte
e ogni cosa invade.
Ma oggi …
gran lentezza m’assale
e prigioniera mi tiene.
Sarà il tempo,
che ferocemente passa
e tutta la divina grazia assorbe…
E poi… le nubi, vento e pioggia
tutte le mie pagine e disegni e le pitture,
tutto han sconvolto!
Ferma rimane la mia penna!
Senza colori i miei pennelli!
Guardo
il cromatico disegno di parole
che una nascosta forza
ha realizzato.
Vi scorgo la mia immagine ,
intrecciata ad un non facile destino:
son forti e contrastanti chiaroscuri!
Spesso difficili da interpretare e accettare.
Lungamente siedo e miro…
Ma d’impeto
mi assale un dolce sonno.
Quasi m’addormento
in seno a questo impero d'arte!
Per dimenticar con arte,
dell’arte… la fatica!
io che ho bisogno del tuo calore
ora sciolgo questa neve
sono il fiato che ti appanna
per vestirsi di luce.
Nascosta come una rondine
che torna indietro dal suo viaggio
sul tuo petto aspetto
Fuori è solo una vetrina che abbaglia
questo Natale.

quali, perle argentate dei miei anni,
sparsi al suolo da un angelo senza ali.
Quando poi, le mani mie colme,
tutte le conterranno,
le offrirò in dono a colui che
saprà trarne opere perfette.
Ad un pittore che, sulla tela vuota,
diverranno secolari ulivi e gialli girasoli,
e campi a picco sul mare,
su cui, leggiadra e fluttuante,
la mia figura di donna,
tra spighe mature e rossi papaveri, poserà.
Regalerò al poeta vero,
quelle della giusta rotta
ai profondi pensieri,
e sul suo foglio,
veri inni d’alta poesia nasceranno.
Le perle, amanti della vera libertà,
porgerò allo scultore,
che dall’alto della sua torre,
un’aquila bianca,
dalle ali spianate,
scolpirà per me.
Allora mi alzerò in volo,
da quei campi estivi vissuti,
e cantando gli inni della vera libertà,
volerò sempre più in alto.
sfuggenti desideri.
In note di festa
luci a grappoli a mezz'aria
perle ruvide di attese.
Il mio Dicembre sei...
Odore oltre le nuvole
Allora saprai quanto
mi sei essenziale.

maestria d'inchiostro concessa
a chi ha il cuore a falce di luna
sentinelle dell'anima che spaventano
che si mascherano e recitano
La scena che si ripete all'alba ogni mattina
e noi con la penna in mano
e che meraviglia
quel rosa antico e azzurro del cielo
i contrasti nelle vallate
Poeti scalzi di una "VITA"
l'ombra umida degli uliveti
i tetti impregnati
dal tempo perduto
sotto un sole che muta
Sapore del mare ora t'ignoro
cerco l'odore del muschio
di un altro Natale.
Malfermo mi annodi
avanzi
ma hai le zolle nel cuore
non comprendi
il creato e le sue creature.
Fra le mura basse
muori
e s'imbeve il cielo del tuo odore.
Tornerai domani
a respirare
ed io sarò sorpresa ancora
dal mio guardare.

Questo divenire Inverno
riveste le pagine del cuore
fin dove una piccola lacrima cade
e bagna tutto il suo sentire.
Io ora sono come il cielo
spoglia dell'aurora
non ho le rondini che precedono
il volo del mattino ma nuvole
ho la solitudine del mare
carica di argento e di sospiri
scrivo versi muti
pieni di tutto il mio rumore.
Se leggi il mio viso ho il tempo ingrigito
che inganna labbra tiepide di sole
una conchiglia fiorita sui miei passi
voci velate e svelate sotto le stelle
e carezze cadute e nascoste.
Qualche luce sfiora il tramonto
ma è soffice neve che avvolge la nostra stagione
in attesa di una briciola di pane
che fa battito d'ali il davanzale.
E il silenzio si fa voce.
Fatevi pervadere da questa scossa, affiancatevi ai giovani e alla loro voglia di vivere.
Attingete a quel pentolone ribollente di emozioni e passioni, prendetelo e bevetene tutto.
Questo è il sangue che dovrebbe scorrere nelle vostre vene,versato in sacrificio per voi dall'osservatore lungimirante
coi piedi nel fango m’imbrattai di lerdume
e l’anima arse…
Senza scampo né appiglio,
sola nel mio gelo e il vuoto,
più nero della notte…
Correre?!... Dove?!...
Il male sotto la gola, senza più aria,
rotolavano capriole
fradicie di sudore e peccato.
Dagli occhi laghi che non lavavano
né cancellavano.
… Scesi all’inferno!…
Poi, qualcosa,
Qualcuno aprì la porta...
fuori c’era il sole…
Ma io respiro accanto all'Inverno
di memoria d'acqua e sale
anche se sono rose amare.
Non dimentico no
e spunto germoglio
il mio Albero e il mio Natale.

di noi
v'è un libro
interiore
tuttora sconosciuto;
perché,
non gli abbiamo
dedicato
il tempo dovuto
d'una necessaria
esplorazione;
allora,
avviamoci
nel tortuoso cammino
verso la sua
affascinante conoscenza
leggendo quelle pagine;
portiamogli armonia.






