Sono fragili le conchiglie

quando  bisbigliano

 al mare l'amore.

Cosi vivide e bianche

adagiate sulla sabbia

a riposo  dai passi e dalle mani

 

sotto stelle che ancora
sorprendono memorie

 

chiuse in un pugno
dalla notte 
 incartate di solitudine.


Sono  anime pettinate dal vento.

Si dovranno abituare al cielo
gonfio d'inverno

si dovranno abituare

ai  pensieri di sale

con la bocca ora il mare

riempie la mia.

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Il sole rincasa sui monti
ridando al crepuscolo
un bagliore di stelle

qualcuna cadrà
sui fianchi del cielo e dei campi.

Con un cristallo di luce
io cerco il tuo ritorno

e sei una goccia di pioggia
un vento di foglie che cade

sui gradini di pietra
ora siedi "Anima mia ".

Ma è uno specchio
un riflesso
di piccole fiammelle
ovattate e sospese
come le sterlizie gialle sfrangiate
cornice delle tue sere grigie
senza stelle.

Tornerai
su questi gradini di pietra
come le tue parole

e dove hai posato la tua voce
io ora poso la mia neve.

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Nell'attimo
che apro gli occhi
svanisce e si frantuma
in cerchi d'acqua
torna nube
poche armonie
distratte sul cuscino .

Disperso è il sogno 
nell'apparente empireo

ora abita le stelle.

Rimango cosi
divelta 
vestita d' alba
con gli occhi rilucenti
di nostalgia antica.

Verrà di nuovo
il 
 tramonto
 con il suo silenzio 
e mi darà il riposo 

verrà di nuovo
la notte
sull'agonia e sui 
 deliri del mondo.


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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Oggi sto appesa
come una goccia ai vetri
come l'ombra lungo il viale

anche la luna ha nell'attesa
 sogni da ricamare

sotto questo gelo
riposano anche le nuvole.



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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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"La mia mano si esalta
dal pensiero eccitato
trova spazio il poeta
ch'era stato smarrito..
io che vivo d' amore
nel mio tempio lo servo
senza mirra nè incenso
in un ora l' ho perso..
non si ferma la mano
gode e trema piu' forte
mentre il cuore si strazia
di un amaro incessante "
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Profilo Autore: fedyeva  

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Echi sordi
imbrattano  le nuvole  

e mi fa cielo
un lampo in lontananza

all'improvviso
piove
di un grigio che  camuffa  anche i tetti 

sussulta il mio cuore  un tuono
mentre intona  sulla mia pelle  un brivido

dai vetri osservo
contrasti di luci
nel pianto dell'inverno .
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Che tu sia speranza in lacrime sbocciata

lieve folata d’estasi alla bocca dell’anima

attesa, ove lo specchiarsi sorseggia infinita tenerezza

ingoiata nel ventre della terra allieva d’innocenza.  

Dove sono ora le parole accolte di follia cara 

che s’allungano ombre nella notte della mente

ai piedi del sonno ormai privo di sogno?

Fragili schegge di manieri le poesie

edificano torrioni d’emozioni nutrite d’isolamento.

E di lassù, chimera, il dolore invoca solerte

uno ad uno i singhiozzi complici di memoria

nell’urlo insonne di questa culla d’agonia.

Scrivo sui giorni il cupio melmoso che arranca

mancanza di cielo, ceduta la fragilità alla solitudine,

come bandiera bianca che saluta dolce

al contatto con la menzogna benevola del tempo

e reclama appartenenza all’amore reo confesso,

con così tanta urgenza che frustra l’auriga, il destino.

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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Ho un ciliegio
nel giardino
irritato da un quarto di luna.

Un lamento 
graffiato
da un'inquietudine 
di foglie ingiallite
inginocchiate e arrugginite
senza attese e
incerte della sorte.

Non sanno
che niente più è come prima
quando il canto delle cicale
le venerava al sole.

In un crescendo di pulsioni
ora inseguono il vento
danzano e annusano radici. 

Iniziano a morire
quando nasce una poesia.

Conquistando il cielo  
amando nuvole ed illusioni 

amando quel ciliegio 
e i suoi ricami del cuore. 


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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Non ti combatterò Poesia
perché sono così!
Non c'è giorno che non ti respiro
e t'amo, come forse
non amerò mai nessuno.

Sono così, vivo e amo!

Gli occhi, le labbra
le voci, gli alberi, il mare,
il piccolo usignolo cantare.
Sei la mia forza, l'energia,
cibo per mente e cuore,
 sei la mia differenza.

Continua ad abitarmi dentro,
perché sono così,
ho bisogno d'amare e d'amore!

Vestimi ancora dei versi tuoi,
perché sono fanciulla
che gioca a corda con la luna
e si specchia nel sole,
parla coi grilli e t'accarezza sottovoce.

Non mi redimo, no!

Continuerò a vivere
tra le stelle, le rose
e le note di una canzone.









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Profilo Autore: elisa  

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Le palpebre di ombretto
color del cielo sfumate,
allungate le ciglia dal rimmel
per rendere lo sguardo più intenso
La bocca di rosa pitturata
nascosto il pallore del viso
con cipria profumata

Ecco la maschera è indossata …

Il sorriso si accende
lampadina di luce artificiale
quando l'amica incontro per strada
“Tutto bene … si non ti preoccupare”
Un caffè insieme, due chiacchiere,
furtivo lo sguardo all'orologio
è tardi devo scappare

La maschera ha funzionato …

Con passo frettoloso
ritorno al mio tendone,
dove abito, clown in pensione,
di far ridere più non son capace
perchè in me più sorriso non c'è

In vestaglia e pantofole
mi sento libera,
nello specchio riflesso un viso sconosciuto
il panno umido cancella il trucco
rimane una lacrima nera
unica traccia di una maschera perfetta …

Ecco sono nuovamente me stessa ….
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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Demoni ostili - "La città dorme
Nessuno sente quel bambino
Piangere lontano ?
Le urla mi attraversano
S' aggrappano sul muro
E viscide bianche larve
S' infilano nel letto :
La lama invisibile dei ricordi squarciati..

Dov era la Madre ?
Vedo gli occhi nel buio
Silenziosa preghiera
Impotente al dolore..

La casa tace
Cammino fino al bagno
E lungo il sentiero
Incontro qualche spirito
..mi riconosce
..mi aspettava
Mi seduce sfiorandomi
E un ricordo e' gia' pelle
Sua perversa innocenza
Di piaceri concessi..

Espiera' il mio peccato
Questa pena straziante?
Giungerà mai la grazia
Che allontani quel mostro ?

Perdonando e ripulendo
Danzero' col mio fantasma
Perche' anche il Demone più ostile
Può rivelarsi docile.. "

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Profilo Autore: fedyeva  

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I miei  poveri versi,
non son fatti quasi mai
di  magnifici universi.

Sanno, dell’amoroso esilio,
del travaglio alla deriva ,
di brandelli d’anima,
di amorosa arsura.

Ma nella disfatta,
quando l’anima ne è colma...
Io divento bella!

Bella ,
ma  in più, sono  anche potente,
appagata come mai,
senza alcun pensiero
per  la partita persa…

La  mia fragilità
e’ cosa sublime,
la mia penna corre
e rincorre  agili versi.

Perciò  tu,
che con cinica espressione
mi scruti
e non mi riconosci,
che ti affidi
a più rassicuranti passi.. 

...tu,
punta pure la freccia del tuo arco
verso questa  perduta
e sperduta direzione!

Vedrai…subito raggiungerai  un’anima
che trionferà  in versi!
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Profilo Autore: Hera  

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In alto, poi giù a spirale

rischiando di cadere
 risalendo.

Vivere il rischio 
e trasformarlo in vita
stile, modo di essere e pensare,

amore per il prossimo minuto,

occhi negli occhi, 
senza assuefazione.
Altro da questo si crede che sia vita,

ma, di questa è solo fantasia.

Spesso,
premesso un buon sigaro toscano
e l’estro risoluto del viaggiare,
ben oltre la metà di quattro vite,
prendo per il basso e quindi scendo
ammesso che vi sia una direzione.

Chissà perché ho la convinzione
che la mia storia sia scritta a filo terra,
controvento, andando a sud,
dove scirocco non cambia
in altro vento.

Là dove arrivo non è mai uguale,
e a una coreografia prestabilita,
alle ombre come comprimarie,
cambia sceneggiatura ed il copione.

Talvolta sono io il protagonista,
altre, più spesso, è competizione,
una lotta fratricida di figure
dove la pace è priva d’importanza
o comunque poco interessante.

Si va a testa bassa a legger anni
e ogni personaggio ha i suoi ricordi
simili nei contenuti eppur diversi,
con sfaccettature personali,
visti da prospettive irregolari.

Qui le parole contano ben poco
e quel che è stato detto è stato detto,
niente del fatto può essere cambiato
e del futuro niente ci appartiene,
siamo ombre sempre in disaccordo
che non potranno scrivere una storia,
ma versioni oblique della stessa.

Fossimo saggi scenderemmo ancora
là dove verità si fa mistero,
là dove i molti sono ridotti ad uno,
solo,
e ancor più sotto dell’inferno,
là dove tutto si forma e non emerge
se non in segni che affiorano volendo
quando lo ritengono opportuno.

La luce qui è sdegnata, niente è acceso,
il tempo si misura in eoni
e gli ideali umani abbandonati,
tutto quello che c’è è elicoidale
fatto di somiglianze ereditate,
flebili come un tessuto che si smaglia,
grandi come un cielo sotterraneo
a cui non si può dare dimensione.

Tanto per dire chiameremo mondo
le caverne d’inconscio collettivo
in bolle d’aria risalenti al vivo
che nome non si da e non esiste.

In quelle bolle d’aria si risale
senza portarsi dietro quasi niente
se non la morte come prospettiva
e qualche pianto che si fa poesia.



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Profilo Autore: Abner Rossi  

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Fuori
c'è una danza
malinconica di foglie
sono anime smarrite
che profumano di voglie.

Colorato arcobaleno
abbracciato all'illusione

 volteggiano serene
e diventano farfalle.

Nel chiaro delle viole
dipinte e sinuose
un vessillo fasto e di gloria
di ali e desideri. 

Luci e note
occhi e pensieri 
sensi bramosi che
sublimano emozioni.

In un attimo
li sfioro 
 m'immergo e
mi abbandono .


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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Non mi spaventa
la penombra del sentiero
nelle pieghe
un sottile riflesso
ha un lillà gentile negli occhi.

Ciclamini
respirano Novembre
nei riverberi e il peregrinare del sole.

Si perde sul ciglio
 la scarpata
 avvolta e bruciata
da una coltre di foglie.

Sofferente
un volo 
lusinga quei fiori
ed io ne  raccolgo i petali.

C
ome una tavolozza di un pittore
di anima e cuore
dipingo i miei versi.



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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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