Sono fragili le conchiglie
quando bisbigliano
al mare l'amore.
Cosi vivide e bianche
adagiate sulla sabbia
a riposo dai passi e dalle mani
sotto stelle che ancora
sorprendono memorie
chiuse in un pugno
dalla notte
incartate di solitudine.
Sono anime pettinate dal vento.
Si dovranno abituare al cielo
gonfio d'inverno
si dovranno abituare
ai pensieri di sale
con la bocca ora il mare
riempie la mia.
Il sole rincasa sui monti
ridando al crepuscolo
un bagliore di stelle
qualcuna cadrà
sui fianchi del cielo e dei campi.
Con un cristallo di luce
io cerco il tuo ritorno
e sei una goccia di pioggia
un vento di foglie che cade
sui gradini di pietra
ora siedi "Anima mia ".
Ma è uno specchio
un riflesso
di piccole fiammelle
ovattate e sospese
come le sterlizie gialle sfrangiate
cornice delle tue sere grigie
senza stelle.
Tornerai
su questi gradini di pietra
come le tue parole
e dove hai posato la tua voce
io ora poso la mia neve.
che apro gli occhi
Disperso è il sogno
nell'apparente empireo
ora abita le stelle.
Rimango cosi
divelta
vestita d' alba
di nostalgia antica.
Verrà di nuovo
il tramonto
verrà di nuovo
la notte
sull'agonia e sui
deliri del mondo.

dal pensiero eccitato
trova spazio il poeta
ch'era stato smarrito..
io che vivo d' amore
nel mio tempio lo servo
senza mirra nè incenso
in un ora l' ho perso..
non si ferma la mano
gode e trema piu' forte
mentre il cuore si strazia
di un amaro incessante "
imbrattano le nuvole
e mi fa cielo
un lampo in lontananza
all'improvviso
piove
sussulta il mio cuore un tuono
mentre intona sulla mia pelle un brivido
dai vetri osservo
contrasti di luci
nel pianto dell'inverno .
lieve folata d’estasi alla bocca dell’anima
attesa, ove lo specchiarsi sorseggia infinita tenerezza
ingoiata nel ventre della terra allieva d’innocenza.
Dove sono ora le parole accolte di follia cara
che s’allungano ombre nella notte della mente
ai piedi del sonno ormai privo di sogno?
Fragili schegge di manieri le poesie
edificano torrioni d’emozioni nutrite d’isolamento.
E di lassù, chimera, il dolore invoca solerte
uno ad uno i singhiozzi complici di memoria
nell’urlo insonne di questa culla d’agonia.
Scrivo sui giorni il cupio melmoso che arranca
mancanza di cielo, ceduta la fragilità alla solitudine,
come bandiera bianca che saluta dolce
al contatto con la menzogna benevola del tempo
e reclama appartenenza all’amore reo confesso,
con così tanta urgenza che frustra l’auriga, il destino.
Un lamento graffiato
da un'inquietudine di foglie ingiallite
Non sanno
che niente più è come prima
In un crescendo di pulsioni
Iniziano a morire
Conquistando il cielo
amando nuvole ed illusioni
amando quel ciliegio
e i suoi ricami del cuore.

Nessuno sente quel bambino
Piangere lontano ?
Le urla mi attraversano
S' aggrappano sul muro
E viscide bianche larve
S' infilano nel letto :
La lama invisibile dei ricordi squarciati..
Dov era la Madre ?
Vedo gli occhi nel buio
Silenziosa preghiera
Impotente al dolore..
La casa tace
Cammino fino al bagno
E lungo il sentiero
Incontro qualche spirito
..mi riconosce
..mi aspettava
Mi seduce sfiorandomi
E un ricordo e' gia' pelle
Sua perversa innocenza
Di piaceri concessi..
Espiera' il mio peccato
Questa pena straziante?
Giungerà mai la grazia
Che allontani quel mostro ?
Perdonando e ripulendo
Danzero' col mio fantasma
Perche' anche il Demone più ostile
Può rivelarsi docile.. "
non son fatti quasi mai
di magnifici universi.
Sanno, dell’amoroso esilio,
del travaglio alla deriva ,
di brandelli d’anima,
di amorosa arsura.
Ma nella disfatta,
quando l’anima ne è colma...
Io divento bella!
Bella ,
ma in più, sono anche potente,
appagata come mai,
senza alcun pensiero
per la partita persa…
La mia fragilità
e’ cosa sublime,
la mia penna corre
e rincorre agili versi.
Perciò tu,
che con cinica espressione
mi scruti
e non mi riconosci,
che ti affidi
a più rassicuranti passi..
...tu,
punta pure la freccia del tuo arco
verso questa perduta
e sperduta direzione!
Vedrai…subito raggiungerai un’anima
che trionferà in versi!
e ancor più sotto dell’inferno,
Colorato arcobaleno
volteggiano serene
Nel chiaro delle viole
sublimano emozioni.
In un attimo
li sfioro m'immergo e

un sottile riflesso
Ciclamini
respirano Novembre
Si perde sul ciglio
la scarpata
Sofferente
un volo lusinga quei fiori
Come una tavolozza di un pittore







