dove i sogni sono polvere
e profumo
e nuvola,
occhi di demoni chino sul mondo
respirano nel bianco alfabeto della notte
e tacciono e osservano
i fuochi dell'Est
riprendersi luce e lasciare tenebra
nell'incolore destino degli uomini.
Braccia d'oro scivolano sui mari
come brevi promesse di capitani sepolti
da onde nere e gonfie,
e una rondine
ricordo perduto
lancia alto un grido che ribolla nell'oceano.
Si ritira il giorno dall'orizzonte,
una mano di fiamma a donarci la luna,
sguardo silente sull'antico rumore,
mentre alberi e fiumi e fiori
- respiro della terra tutto
s'inchinano dinanzi alla madre
in un unico, grande saluto.
C'è qualcosa attorno a noi
che nessuno sa ben spiegare;
esser ciechi di fronte alla meraviglia
è morire a poco a poco.
rivoli d'acqua al di là del fosso.
Il Sole inebria come il vino rosso.
Rosso il sangue scorre nelle vene,
Rosso l'amore risveglia la natura.
Covoni di grano pronti alla coltura.
Caldo scende il sudore dalla fronte,
Il ghiaccio si scioglie sul monte.
Ronzii assordanti di cicale,
vocii di comari in fondo al viale.
Fanciulle ebbre amore
cercano risposte tra i petali di un fiore.
Rossa l'estate infuoca il muro
rosso il cuore batte come un tamburo.
Frullano le rondini
nella cenere del mezzogiorno;
là un bagliore, un frammento d'onda.
Scalpitii di passi che ridono
giù
per le vie,
fra terrazze inondate
dalla più calda fioritura di luglio
- mentre scorgi l'ape
lì
sul geranio,
al panno bianco steso.
Un pescatore ritira la lenza
e getta a riva un saluto
al giovane che fila veloce in bicicletta.
Poi il pigro sbuffo del battello,
sboccia un fiore di nastri bianchi
- vapore.
Com'è bello, luglio, sul Lago.
e la sua aria
non sferza più il viso
leggi i passi
e il loro movimento
non lasciano più impronte
il rosso giallo sta per svanire
il verde acceso sta nascendo
le porte del sorriso si stanno aprendo
tutto sembra scorrere
meglio
accompagna la giravolta invernale
con uguale leggerezza
porta le tue mani
ancora un po’ più in alto
fino a stringere il cielo
raccogli i primi petali
nascerà un nuovo fiore
su onde di nebbia,
lente,
e tra scogli di roccia
là dove cielo e mare
si baciano sull'orizzonte.
Nuvole.
Ditemi, cosa siete, se non culla degli angeli?
Magari trapunta d'infinito,
schizzo d'eternità,
pensieri lontani
lasciati
sull'uscio del mondo.
Nuvole.
Trovatemi una ragione
per cui dovrei rimanere
a guardare in alto
e a sognare il nido delle stelle.
- Davvero le perle di rugiada
son lacrime vostre? -
Nuvole.
Nel giardino degli astri
petali di cotone
o rose di brina.
Come ali di sogno
planate
in valli turchesi.
Sul bacio ultimo
fra cielo e terra
spirate
in nastri d'argento."
Magica quiete, impercettibile volo di cristalli
pennellate ovattate su alberi stanchi
velluto ghiacciato su campagne e colline addormentate
dono di pace irreale di miracolo bianco
viva luce nei miei occhi arrossati
soffice candore dalle morbide forme
Copri anche i pensieri nascosti
addolcisci gli spigoli delle nostre parole
rendi silenzio ai rumorosi dolori della vita
fermiamo questo incanto
regalo di un sogno effimero
stagioni che si rincorrono
tempo inafferrabile della nostra vita.
Camminando nel bosco
sotto i piedi il rumore delle foglie secche,
il vento le ha fatte cadere,
il cinguettio degli uccelli sugli alberi,
i raggi del sole filtrano attraverso i rami ,
ormai spogli.
Una magia.
Lo scrosciare dell’acqua nel ruscello,
la sensazione che tutto parli.
La magia del bosco ti fa provare
la pace dei sensi…..
Mentre mi incammino
nella strada del ritorno,
mi giro a quardare
il bosco è ormai lontano…..
I rami non si muovono piu,
non parlano piu…..
Un silenzio irreale.
Nell'aria bruna
gelano gli zoo di vetro
e nelle fosse
i badili
ho dolori di casuario
perché così insolita
la contemplazione dei condannati
a una questione di dubbi.
Un'erba con appena un respiro
mette due scarpe diverse
una blu ed una con le stelle
per scendere dal cielo.
Ogni mattina sei il primo
a darmi il buongiorno
puntuale, leale e gentile
l'abito che indossi di un dorato antico
ormai vecchio cencio a stento
ti ricopre mostrando al mondo la tua nudità

I brandelli lentamente cadono al suolo,
foglie morte disegnano un tappeto
dal sapore orientale
dove vorrei sdraiarmi e svanire
nel tempo, cadere in letargo
risvegliandomi a primavera
che il tutto rinnova
Non piangere …. sono qui
come coperta calda
il mio sguardo su di te si posa
ti avvolge, dal freddo ti riparerà
quando l'inverno farà tremare i tuoi rami
ed il vento li scuoterà
in una danza di dolore
Il calore dell'amicizia che a te mi lega
scioglierà la neve
quando troppo pesante diverrà il fardello
sarà un'avventura dura ed all'apparenza
interminabile ….
resisti non morire finirà questo freddo
che ti piega ma non ti uccide
Ti sarà dato di ricominciare
un nuovo abito ornerà le tue membra
sarà chioma immensa,
sarà il tuo tempo di donarmi
l'ombra per rinfrancarmi dal sole cocente
dell'estate che tornerà
ancora ed ancora …. per sempre ….
ancora gravido ed elegante
flessuoso nei movimenti
ricchi di granato profumato
tra lenti ordinati filari
scivola la strada che porta
su e giù per mondi paralleli
e trasparenti
tra voluttà di immergersi
in atmosfere dai colori tenui
e piacere di bagnarsi
con dolci amabili sensazioni
nasce e cresce
tratteggia e colora
accenna e scrive
passione rurale
avvolta in crepitio lunare
origina e sboccia
delinea e modella
riempie e profuma
tratto sottile
che sfocia in spruzzo dipinto
taci ed ascolta
osserva ed esaudisci
la forza dei desideri
mescolata a segrete obbedienze
di natura perfetta
Man mano che salgo
col passo mesto
per la stradina al bordo
della collina
m’ avvolge il fumoso
grigiore della prima
nebbiolina d’ottobre.
Le siepi ai cigli della strada
vestite di seta color tabacco
come signore eleganti
a passeggio
nel parco d’autunno
Cammino leggero
per non calpestare questa
nuvola strana
sottile, che m’avvolge
cercando il bacio
da un tiepido raggio di sole
che da lontano accende
il colore al mare
elvio angeletti
tra i sibili di quelle pozze,
mormora tacito
il Virgilio,
e sovrasta
sugli umani cani
che scorazzano nel giardino...
Bianchi di dente,
tra le ringhiere
di ruggine,
blocchi di marmo
esalano freschezza,
volgon lo sguardo
verso le pietre di foglia...
Mi incrocio
con quel di sinistra,
ermo e bagnato
da quei bagliori
che mi sollevano,
mi sento rinato
tra l'ebrezza
di questi cipressi...
Buffi e tozzi
stanno,
tra queste vie sabbiose,
fissi sul molle terriccio,
a viver
sulle parole del vate...






