Rumoreggia il cielo
pigramente il grigio
s’impossessa della luce
adombrando la vista
sulla terra le lacrime
disertano i pensieri
il volo degli uccelli
diviene caotico
si cullano le fronde
rimestate dal vento
e tra lampi di luce
s’innalza la musica
osservo dagli infissi
l’orizzonte svanire
il sole è in vacanza
folleggia il temporale
Aride schiene,
solcate un tempo dai fiumi
e prosciugate
dal soffio delle stagioni,
aride terre brune,
solo ora scorgo nitide
le crode lontane.
A chi volgete lo sguardo?
non verrà la neve
a ricambiarvi il velo.
Oggi la cornacchia canta ancora.
E tra i tronchi incerti e sottili,
trapassa come luce tra le fronde,
il vento della vecchia estate
che come l'eco di una voce,
dall'alta catena laggiù,
giunge a me -quasi un sussuro-
congedandosi.
C'è nei tuoi occhi
la silenziosa preghiera al tempo
di lasciarti ancora un poco
sul candido sentiero.
Soffice desiderio
di premature stagioni
mai congelate nella memoria!
Chi ti cullerà, amore trasparente?
Chi ti abbraccerà forte,
gemma di cristallo splendente?
Chi ti farà avvampare
di sottile piacere,
algida regina di ghiaccio,
tesoro del cielo d'inverno,
se già alla mia mano
ti arrendi?
Si tormenta e
si ghiaccia il mio cuore
nel seguire il tuo volo
dal cielo alla terra...
Esile viaggio di gioia,
sorriso di fragile vita,
speranza ibernata
che muore
a contatto col suolo.
In silenzio
sei fuggita da me.
Ed io spero
tu possa ricordare
il mio volto...
Amo la Terra perché m'è madre
da tener cara da grato figlio
m'appena spesso vederla piangere
perché si sputa sul suo bel viso.
Che altro sono l'inquinamento
contro i bei boschi le fiamme accese
l'imprigionarla dentro il cemento
darle aria tossica da respirare?
Oh, Madre Terra sai sopportare
porti paziente il nostro peso
sorridi a chi ti sta a insultare!
Ma come accade a donna madre
se passa un figlio troppo oltre il segno
con giusta ira sai castigare.
Sotto gli alberi di pino e di ciliegie
lavora mesto e felice il contadino
arando la terra e aspettando
buone nuove dal suo raccolto.
La Natura madre e benigna offerta
da Dio, rende rosso il colore della pelle
e il sole riscalda anche il cuore.
Lontano da li vivono milioni
di persone
fra le autostrade e la case
chiusi nel loro rigore logico
nella loro stanca abitudine di lavorare
ogni giorno con poco sorriso sulle labbra
Io, tu, voi, noi: insieme rappresentiamo
persone, noi non siamo macchine da lavoro.
Abbiamo famiglie abbiamo sentimenti
aspettiamo sempre che qualcosa di buono
arrivi. Madre Natura ci vuole uomini
non mere macchine da lavoro.
La produttività ci sta facendo smettere di pensare
Senza Dio non si arriva lontano.
Noi siamo avvolti in questa fabbrica di plastica
ed abbiamo perso la cognizione di noi
sbagliando emozioni e parole per dare tutto quello che
abbiamo ai robot, alle macchine senza cervello alla
produttività istintiva.
Dobbiamo riprenderci la nostra dignità di uomini
per un progresso migliore
Per una nuova vita.
Qui lo specchio d’acqua muta i suoi colori
come il gra-gre delle ranette
che piano si dissolve nello stagno.
Ninfee dolci carezze..
Guarda come nella goccia s’immergono
brandelli di cielo, dandole forma.
Cigli di giunchi verde muschio a tocchi cobalto..
E guarda le foglie colme d’acqua del salice chino che beve!
Cogli l’attimo che fugge, la fresca brezza che accompagna
la nuvola che passa, la luce che dai rami trapassa,
svanisce nell’ombra e poi
d’improvviso risplende.
Qui una musica si espande, come luce,
Tra le ninfee addormentate e galleggia
Sulle Increspature a tratti rosa,
turchese, limone, magenta e cerulee.
Sotto quel fogliame, quei fiori d’acqua verde rame..
Cogli, tra l’aria che fluttua di voci e incanti,
senti forse,
quel mio cuore muto, che non sa parlare?
un pensiero a Monet e le sue ninfee che ogni volta mi riempiono il cuore a guardarle.Giunge l'autunno che mi parla di te,
profuma di nebbia e di noci.
Preparo il mio letto con coperte di foglie secche così
che io colga le tue ciglia sol per me.
Argento sui capelli e sul viso un affanno in più,
il tempo ha l'andatura più veloce di me
e guardo il mio cielo mi ricorda che è arrivato il tempo per me
di andare, andare via lontano...
E partirò prendendo la mia vita così com'è
e non mi volterò a guardare troppo i tuoi silenzi su di me
come una domanda al vento...
Cavalcherò le ali dell'autunno e giungerò alla conclusione che
tutto quello che chiedevo era chiuso dentro me:
andare, andare via lontano....
Pioggia che purissima dal cielo scendi giù
lava via da me il tempo del rimpianto che non ho scordato mai:
è la mia richiesta al cielo.
Vento che scateni la tempesta dentro me, sciogli i miei perchè...
Oggi sento forte il richiamo di lei
ma è come andata via lontano...
Pende da un ramo una ragnatela
sembra quasi un asterisco tra quei rami...
Mi porta alla mente un pensiero antico del mio cuore:
andare, andare via lontano...
Luce mi fa socchiuder gli occhi
e alzare una mano al cielo.
Sorrido nella mente,
sei arrivata tu:
stagione che preannunci
la maturità.
Da un volo di gabbiani
apprendo che sei qua.
Gioisco nel profondo.
Se il raggio che mi colpisce
disegna la mia ombra,
basta ch’io mi sdrai a terra
per sentire ancora il suono
del mio cuore.
Nostalgia di conchiglie
Di tagli sulla pelle
e il bruciore delle labbra
Salate.
Riecheggia il lamento delll’ acqua che
Scorre nelle mie vene,
gli spruzzi e il rincorrersi
Del mare.
Mi manca il respiro delle onde
La voce dei gabbiani
Lo sguardo perso all’orizzonte
Di chi non vuole più tornare.
Rimpiango le tue carezze
sulle mie scie.
Ricordi, il vento scuoteva le vele
e tu cullando lo scafo inclinato
spruzzavi di gioia, offrivi la spuma
bagnandomi il viso!
...
Ma il sole è cresciuto..
E non ci fa più giocare,
si stanca ormai presto
E non ha più forze
per scaldare la mia pelle,
per vincere il vento
ad asciugare il pianto.
Non trova spazio il mio cuore
Per aprirsi nel freddo della città
Solo tu sai accogliermi,
come fai con le lacrime del cielo,
che tutti schivano.
...
Ma non sentirti solo:
sola sono io,
onda che freme
per tornare a te, mare,
dolce riva
non temere,
non appena s’alza il vento
tornerò da te.
Steli, erba,
persone che
bevono e che
parlano e ridono.
Ubriachi di felicità.
Aspettano
cercano
sognano
vivono
la loro realtà
s’incontrano e dopo un pò
sono già amici, in casa loro,
qualcuno grasso e prepotente
li ha cacciati via.
Sentono dalle televisioni
delle altre case
i risultati delle partite
di calcio.
Mentre lì a guardare la televisione
c’è un bambino che sognerà domani.
E' un tramonto bellissimo
con colori forti
che acciecano gli occhi!
Lo spettacolo è grande
ed io non voglio perdere
l'avvolgere di tale bellezza!
Ascolterò in silenzio
questa dolce musica.
Mi illumino inebriandomi
finchè sera non giunga!
L’oceano ti parla sotto voce
quasi voglia cullarti magnanimo
Un dolce lamento di frangenti che si schiudono agli scogli
e ti fanno apprezzare i silenzi della natura
Solo quel mesto fruscio ti accompagna
nel tuo sereno riposo in riva al mare
e ti senti trasportato in un mondo aperto e potente
che ti attrae come una calamita naturale
guardi incantato quel moto perenne di schiuma
e ti senti un tutt’uno con essa
e nient’altro esiste in quel momento
solo quel dolce movimento rassicurante
quasi a dirti che nonostante le guerre
nonostante la perfidia umana
quell’immenso azzurro ti è rifugio gratuito
sussurro incontaminato dalle onde malvage
e ti esorta a concederti alla dolcezza della vita







