Rumoreggia il cielo
pigramente il grigio
s’impossessa della luce
adombrando la vista
 
sulla terra le lacrime
disertano i pensieri
il volo degli uccelli
diviene caotico
 
si cullano le fronde
rimestate dal vento
e tra lampi di luce
s’innalza la musica
 
osservo dagli infissi
l’orizzonte svanire
il sole è in vacanza
folleggia il temporale

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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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Aride schiene,
solcate un tempo dai fiumi
e prosciugate
dal soffio delle stagioni,
aride terre brune,
solo ora scorgo nitide
le crode lontane.

A chi volgete lo sguardo?
non verrà la neve
a ricambiarvi il velo.

Oggi la cornacchia canta ancora.
E tra i tronchi incerti e sottili,
trapassa come luce tra le fronde,
il vento della vecchia estate
che come l'eco di una voce,
dall'alta catena laggiù,
giunge a me -quasi un sussuro-
congedandosi.

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Profilo Autore: marianna  

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C'è nei tuoi occhi
la silenziosa preghiera al tempo
di lasciarti ancora un poco
sul candido sentiero.
Soffice desiderio
di premature stagioni
mai congelate nella memoria!

Chi ti cullerà, amore trasparente?
Chi ti abbraccerà forte,
gemma di cristallo splendente?
Chi ti farà avvampare
di sottile piacere,
algida regina di ghiaccio,
tesoro del cielo d'inverno,
se già alla mia mano
ti arrendi?

Si tormenta e
si ghiaccia il mio cuore
nel seguire il tuo volo
dal cielo alla terra...
Esile viaggio di gioia,
sorriso di fragile vita,
speranza ibernata
che muore
a contatto col suolo.

In silenzio
sei fuggita da me.
Ed io spero
tu possa ricordare
il mio volto...
 

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Profilo Autore: Emanuele Borsati  

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Amo la Terra perché m'è madre
da tener cara da grato figlio
m'appena spesso vederla piangere
perché si sputa sul suo bel viso.

Che altro sono l'inquinamento
contro i bei boschi le fiamme accese
l'imprigionarla dentro il cemento
darle aria tossica da respirare?

Oh, Madre Terra sai sopportare
porti paziente il nostro peso
sorridi a chi ti sta a insultare!

Ma come accade a donna madre
se passa un figlio troppo oltre il segno
con giusta ira sai castigare.



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Profilo Autore: michele prenna  

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Sotto gli alberi di pino e di ciliegie
lavora mesto e felice il contadino
arando la terra e aspettando
buone nuove dal suo raccolto.
La Natura madre e benigna offerta
da Dio, rende rosso il colore della pelle
e il sole riscalda anche il cuore.
Lontano da li vivono milioni
di persone
fra le autostrade e la case
chiusi nel loro rigore logico
nella loro stanca abitudine di lavorare
ogni giorno con poco sorriso sulle labbra
Io, tu, voi, noi: insieme rappresentiamo
persone, noi non siamo macchine da lavoro.
Abbiamo famiglie abbiamo sentimenti
aspettiamo sempre che qualcosa di buono
arrivi. Madre Natura ci vuole uomini
non mere macchine da lavoro.
La produttività ci sta facendo smettere di pensare
Senza Dio non si arriva lontano.
Noi siamo avvolti in questa fabbrica di plastica
ed abbiamo perso la cognizione di noi
sbagliando emozioni e parole per dare tutto quello che
abbiamo ai robot, alle macchine senza cervello alla
produttività istintiva.
Dobbiamo riprenderci la nostra dignità di uomini
per un progresso migliore
Per una nuova vita.


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Profilo Autore: AlessandroLugli  

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Le perle fulgide
come stelle in cielo,
tentano di portarsi al seguito
i piccoli tocchi di quarzo
che al sol riposano.

Continuo è il lamento
delle conchiglie erose
sussurato a noi dal vento,
incapace di mantenere 
un qualunque lamento.

Fresca è la brina 
che cala la sera
come un dolce manto,
ispirando il canto
dei giovani grilli.

Ispirazione di tanti poeti
è questo piccolo mondo
che si estende lontano,
oltre il nostro immaginario
dove solo terra e cielo
 osano sfiorarsi

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Profilo Autore: Nadiuska  

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Qui lo specchio d’acqua muta i suoi colori
come il gra-gre delle ranette
 che piano si dissolve nello stagno.
Ninfee dolci carezze..
 Guarda come nella goccia s’immergono
 brandelli di cielo, dandole forma.
Cigli di giunchi verde muschio a  tocchi cobalto..
E guarda le foglie colme d’acqua del salice chino che beve!
Cogli l’attimo che fugge, la fresca brezza che accompagna
 la nuvola che passa, la luce che dai rami trapassa,
 svanisce nell’ombra e poi
 d’improvviso risplende.
 
Qui una musica si espande, come luce,
Tra le ninfee addormentate e galleggia
 Sulle Increspature  a tratti rosa,
turchese, limone,  magenta e cerulee.
 
Sotto quel fogliame, quei fiori d’acqua verde rame..
Cogli, tra l’aria che fluttua di voci e incanti,
senti forse,
quel mio cuore muto, che non sa parlare?
un pensiero a Monet e le sue ninfee che ogni volta mi riempiono il cuore a guardarle.

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Profilo Autore: marianna  

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Il gabbiano vola lontano,
tuffi nel vuoto
attraverso l'ignoto.
Dall'alto,
scruta l'intero mondo,
sfida atmosfere
già note.
Con un colpo d'ali,
leggerezza dell'essere,
volge in battito,
il respiro del vento.
Soffio di libertà
nel cielo infinito.

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Profilo Autore: Viola  

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Giunge l'autunno che mi parla di te,

profuma di nebbia e di noci.

Preparo il mio letto con coperte di foglie secche così

che io colga le tue ciglia sol per me.


Argento sui capelli e sul viso un affanno in più,

il tempo ha l'andatura più veloce di me

e guardo il mio cielo mi ricorda che è arrivato il tempo per me

di andare, andare via lontano...

         E partirò prendendo la mia vita così com'è

            e non mi volterò a guardare troppo i tuoi silenzi su di me

            come una domanda al vento...

            Cavalcherò le ali dell'autunno e giungerò alla conclusione che

            tutto quello che chiedevo era chiuso dentro me:

            andare, andare via lontano....

            Pioggia che purissima dal cielo scendi giù

            lava via da me il tempo del rimpianto che non ho scordato mai:

            è la mia richiesta al cielo.

            Vento che scateni la tempesta dentro me, sciogli i miei perchè...

        Oggi sento forte il richiamo di lei

            ma è come andata via lontano... 

Pende da un ramo una ragnatela

sembra quasi un asterisco tra quei rami...


Mi porta alla mente un pensiero antico del mio cuore:


andare, andare via lontano...


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Profilo Autore: Emanuele Borsati  

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Luce mi fa socchiuder gli occhi

e alzare una mano al cielo.

Sorrido nella mente,

sei arrivata tu:

stagione che preannunci

la maturità.


Da un volo di gabbiani

apprendo che sei qua.

Gioisco nel profondo.

Se il raggio che mi colpisce

disegna la mia ombra,

basta ch’io mi sdrai a terra

per sentire ancora il suono

del mio cuore.


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Profilo Autore: Emanuele Borsati  

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Nostalgia di conchiglie

Di tagli sulla pelle

e il bruciore delle labbra

Salate.
Riecheggia il lamento delll’ acqua che
Scorre nelle mie vene,
gli spruzzi e il rincorrersi
Del mare.
Mi manca il respiro delle onde
La voce dei gabbiani
Lo sguardo perso all’orizzonte
Di chi non vuole più tornare.
 
Rimpiango le tue carezze
sulle mie scie.
Ricordi, il vento scuoteva le vele
e tu cullando lo scafo inclinato
spruzzavi di gioia, offrivi la spuma
bagnandomi il viso!
 ...

Ma  il sole è cresciuto..
E non ci fa più giocare,
si stanca ormai presto
E non ha più forze
per scaldare la mia pelle,
per vincere il vento
ad asciugare il pianto.
 
Non trova spazio il mio cuore
Per aprirsi nel freddo della città
Solo tu sai accogliermi,
 come fai con le lacrime del cielo,
che tutti schivano.
 ...
 
Ma non sentirti solo:
sola sono io,
onda che freme
per tornare a te, mare,
dolce riva
non temere,
non appena s’alza il vento
tornerò da te.



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Profilo Autore: marianna  

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Steli, erba,
persone che
bevono e che
parlano e ridono.
Ubriachi di felicità.
Aspettano
cercano
sognano
vivono

la loro realtà

s’incontrano e dopo un pò
sono già amici, in casa loro,
qualcuno grasso e prepotente
li ha cacciati via.

Sentono dalle televisioni
delle altre case
i risultati delle partite
di calcio.
Mentre lì a guardare la televisione
c’è un bambino che sognerà domani.

 

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Profilo Autore: AlessandroLugli  

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E' un tramonto bellissimo
con colori forti
che acciecano gli occhi!

Lo spettacolo è grande
ed io non voglio perdere
l'avvolgere di tale bellezza!

Ascolterò in silenzio
questa dolce musica.
Mi illumino inebriandomi
finchè sera non giunga!

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Profilo Autore: Tiziana Rosella  

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L’oceano ti parla sotto voce

quasi voglia cullarti magnanimo

Un dolce lamento di frangenti che si schiudono agli scogli

e ti fanno apprezzare i silenzi della natura

Solo quel mesto fruscio ti accompagna

nel tuo sereno riposo in riva al mare

e ti senti trasportato in un mondo aperto e potente

che ti attrae come una calamita naturale

guardi incantato quel moto perenne di schiuma

e ti senti un tutt’uno con essa

e nient’altro esiste in quel momento

solo quel dolce movimento rassicurante

quasi a dirti che nonostante le guerre

nonostante la perfidia umana

quell’immenso azzurro ti è rifugio gratuito

sussurro incontaminato dalle onde malvage

e ti esorta a concederti alla dolcezza della vita

 

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Profilo Autore: mary  

Questo autore ha pubblicato 67 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Sconosciute cose che amo
immergono gli occhi
nel verde sconfinato,

verde di valle,
di cieli fioriti
fruscii di spighe,
aquiloni
e scie di farfalle.

Dipingono
di verde selvatico
gli occhi, a tratti scuriti
dai rami di un pino.
Un soave infuso nell'aria:
un sentiero sprigiona
profumo di timo.

Verde marino dell'acqua
che spumeggia lo scoglio
lo abbatte
e ne porta via il sale;
gioca col sole
a scambiare i colori,
accarezza gli scafi
che sfrecciano qui,
su del mio naso.

E slegano i miei pensieri,
che vibrano come bronzee corde
e balzano via le note lontano..

Le cose che amo
si mostrano, mute
ed io in silenzio ad ascoltarle
come fossero semplici poesie.

Sconosciute poesie che amo.

E danzano, a suon leggero
di lievi melodie,
che scopro,
che vivo
nell'aria
cercando
di comprendere invano.

 
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Profilo Autore: marianna  

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