Man mano che salgo
col passo mesto
per la stradina al bordo
della collina
m’ avvolge il fumoso
grigiore della prima
nebbiolina d’ottobre.
Le siepi ai cigli della strada
vestite di seta color tabacco
come signore eleganti
a passeggio
nel parco d’autunno
Cammino leggero
per non calpestare questa
nuvola strana
sottile, che m’avvolge
cercando il bacio
da un tiepido raggio di sole
che da lontano accende
il colore al mare
elvio angeletti
4 commenti
Cinereo,
tra i sibili di quelle pozze,
mormora tacito
il Virgilio,
e sovrasta
sugli umani cani
che scorazzano nel giardino...
Bianchi di dente,
tra le ringhiere
di ruggine,
blocchi di marmo
esalano freschezza,
volgon lo sguardo
verso le pietre di foglia...
Mi incrocio
con quel di sinistra,
ermo e bagnato
da quei bagliori
che mi sollevano,
mi sento rinato
tra l'ebrezza
di questi cipressi...
Buffi e tozzi
stanno,
tra queste vie sabbiose,
fissi sul molle terriccio,
a viver
sulle parole del vate...
tra i sibili di quelle pozze,
mormora tacito
il Virgilio,
e sovrasta
sugli umani cani
che scorazzano nel giardino...
Bianchi di dente,
tra le ringhiere
di ruggine,
blocchi di marmo
esalano freschezza,
volgon lo sguardo
verso le pietre di foglia...
Mi incrocio
con quel di sinistra,
ermo e bagnato
da quei bagliori
che mi sollevano,
mi sento rinato
tra l'ebrezza
di questi cipressi...
Buffi e tozzi
stanno,
tra queste vie sabbiose,
fissi sul molle terriccio,
a viver
sulle parole del vate...
Il sorriso incantato della luna
ha rapito il mio sguardo,
mi rivolgo a te. Ti sto parlando!
Sdraiata su questa distesa bruna.
Da lassù già te ne stai andando,
mi ha sussurrato leggera la sua voce,
ardente, sognante, ode
la mia vita un boato.
Quiete della notte buia,
non ha rumore,
ha soltanto premura
che il giorno sorge.
Neanche ti svegli e già pensi,
il suo chiarore non lo accarezzi,
hai smarrito così il suo percorso,
ora è rimasto solo un rimorso.
Mi ha forse parlato della pace
l'ho trovata anche nei miei sogni,
c'eri anche tu capace
di farmi vedere questi sogni.
Spegne le sofferenze
nell'effimero momento,
riaccende le speranze
che erano ormai volate al vento.
Mi perdo nell'ormai cieca notte,
i miei occhi ti vedranno
solo con la mente,
il mio pensiero vola a te,
in una piccola luce di una fiamma,
solo una piccola fiamma,
che poi brucia, infiamma
tutta una calma.
Reagisce,
tra le sterpaglie moventi,
si placa,
con le ciminiere in mano...
Cenci di fumo
inabissano beati,
plumbeo il bacino,
riflesso opaco...
Al di là,
quattro barcocce
disseminate sulla riva,
tossiscono in silenzio
la tossina che arriva...
Un uomo,
che all'apparenza
non vede,
annusa aria malsana
e osserva
quel gusto di degrado...
tra le sterpaglie moventi,
si placa,
con le ciminiere in mano...
Cenci di fumo
inabissano beati,
plumbeo il bacino,
riflesso opaco...
Al di là,
quattro barcocce
disseminate sulla riva,
tossiscono in silenzio
la tossina che arriva...
Un uomo,
che all'apparenza
non vede,
annusa aria malsana
e osserva
quel gusto di degrado...
Distante
da ogni presenza umana,
solo a qualche passo,
debole,
che non azzarda a muoversi...
Osservo questo giardino
con gli occhi del forestiero,
che zampillano
come l'acqua
di quella fonte laggiù...
Immobili i rami,
e quel gorgoglio infinito
è un docile sottofondo,
che li fa parlare
tra i lievi colpetti del vento...
Sussurrano le auto,
laggiù,
tra le crepe dell'asfalto,
le sento a malapena:
gli usignoli soavi
mi cantano il buongiorno,
tra tanti taciti tronchi
è l'eco di ritorno,
nascosto da quello spiraglio,
che acceca le nuvole
di una mattina in risveglio...
da ogni presenza umana,
solo a qualche passo,
debole,
che non azzarda a muoversi...
Osservo questo giardino
con gli occhi del forestiero,
che zampillano
come l'acqua
di quella fonte laggiù...
Immobili i rami,
e quel gorgoglio infinito
è un docile sottofondo,
che li fa parlare
tra i lievi colpetti del vento...
Sussurrano le auto,
laggiù,
tra le crepe dell'asfalto,
le sento a malapena:
gli usignoli soavi
mi cantano il buongiorno,
tra tanti taciti tronchi
è l'eco di ritorno,
nascosto da quello spiraglio,
che acceca le nuvole
di una mattina in risveglio...
E scorre sinuoso,
scivola sulla rupe
quel leggero frammento
di acqua lontana...
Come la vita,
si infrange sulle rocce
e si accomoda sul verde,
lungi dalla sorgente,
al fresco narrare
dell'umida corrente...
E pietroni
mi fanno inciampare,
rotolare,
cadere,
o almeno ci provano,
se non mi lancio
nell'abisso zampillante...
Un respiro sentito,
l'occhio dell'amico,
un salto svestito
nel cuore del brivido...
Ascolto
quel richiamo vivido,
quell'incanto aulico,
che mi immerge
tra le conche velate...
E mi trovo così,
in atmosfere ancestrali
tra i rami dell'aurora,
tra silenzi vitali
coi dettami della flora...
scivola sulla rupe
quel leggero frammento
di acqua lontana...
Come la vita,
si infrange sulle rocce
e si accomoda sul verde,
lungi dalla sorgente,
al fresco narrare
dell'umida corrente...
E pietroni
mi fanno inciampare,
rotolare,
cadere,
o almeno ci provano,
se non mi lancio
nell'abisso zampillante...
Un respiro sentito,
l'occhio dell'amico,
un salto svestito
nel cuore del brivido...
Ascolto
quel richiamo vivido,
quell'incanto aulico,
che mi immerge
tra le conche velate...
E mi trovo così,
in atmosfere ancestrali
tra i rami dell'aurora,
tra silenzi vitali
coi dettami della flora...
Giunsi di notte ad Est
Volevo capire cosa provavo vedendo il sorgere del sole
Ed ecco all’improvviso una luce tenue e diffusa levarsi all’orizzonte
Allagando nel mentre i miei occhi rapiti da tanta emozione
L’apparir del chiarore dal nulla fu fatale per me
quasi a sconfiggere il buio, sovrano fino allora,
come il bene prevale sul male
come il dolce smarrisce l’amaro
sensazione che pervade la mente
e il mio arrivo in quel luogo lontano
mai ha significato tanto nel mio essere
ricordo indelebile nella mente
che ancora oggi mi rende felice
rivivendo il calore di quella luce
che man mano si estendeva e prendeva corpo nel mondo
fino a schiarire metà della terra
che sottomessa e felice la faceva propria
Volevo capire cosa provavo vedendo il sorgere del sole
Ed ecco all’improvviso una luce tenue e diffusa levarsi all’orizzonte
Allagando nel mentre i miei occhi rapiti da tanta emozione
L’apparir del chiarore dal nulla fu fatale per me
quasi a sconfiggere il buio, sovrano fino allora,
come il bene prevale sul male
come il dolce smarrisce l’amaro
sensazione che pervade la mente
e il mio arrivo in quel luogo lontano
mai ha significato tanto nel mio essere
ricordo indelebile nella mente
che ancora oggi mi rende felice
rivivendo il calore di quella luce
che man mano si estendeva e prendeva corpo nel mondo
fino a schiarire metà della terra
che sottomessa e felice la faceva propria
Grappoli gialli
mossi da un soffio
che innalza la potenza
e il verde delle fronde...
Ibrido
tra staticità
e dinamismo,
parte un usignolo
e se ne va,
per mete sconosciute...
Tra le pareti
della mia finestra
vedo la fuga
dei petali:
scappano allegri
tra l'afa del mezzodì,
sfiorano avidi
il torpore asfissiante...
In silenzio
se ne stanno
nel giardino,
muovono le verdi labbra
tra i soffi del vento:
dominate dal mutismo,
si fermano a pensare
e scatenano i loro colori,
con la foga del pittore...
mossi da un soffio
che innalza la potenza
e il verde delle fronde...
Ibrido
tra staticità
e dinamismo,
parte un usignolo
e se ne va,
per mete sconosciute...
Tra le pareti
della mia finestra
vedo la fuga
dei petali:
scappano allegri
tra l'afa del mezzodì,
sfiorano avidi
il torpore asfissiante...
In silenzio
se ne stanno
nel giardino,
muovono le verdi labbra
tra i soffi del vento:
dominate dal mutismo,
si fermano a pensare
e scatenano i loro colori,
con la foga del pittore...
Un angelo sputato all’improvviso dal cielo
una goccia di pioggia che esplode nel viso
scivola via dal tuo sorriso rapito per sempre
sfugge il sapore che hai dentro la bocca e l’impulso
del mordersi le labbra cattura l’imbarazzo che scorre
dal mento al collo, è un piegarsi leggero senza ritorno
una goccia come milioni e milioni degli istanti a venire
sprigiona rivolta e libertà da rughe che restano umide
che restano qua.
Un angelo che evapora dal viso ed è cielo, uno di quelli che tutti decantano già
uno di quelli che sussurrano bene al senso ribelle e che porgono candide ali
giusto prima d’imparare il cammino, uno di quelli che si assentano in me.
Ehilà, ci si rivede
tra i rami dell'auspicio
invecchiati dall'autunno
e bagnati dalla pioggia...
Io, usignolo spennato
tra le fronde secche
e il suo palmo gelato:
zampette schiacciate
sui polpastrelli suoi,
qualche carezza,
qualche sguardo,
mi trovo senz'ala:
come faccio a volare?
Costretto a zoppicare...
Le mostra la ruota
dal colore acre
un pavone sconosciuto
in fondo alla valle:
lei non distoglie lo sguardo,
lei custodisce la mia ala...
E mi muoverò goffo
con le pupille da formica
e tra le insidie dei rami:
e qual sarà la fine
del mio arto levato?
Qual sarà la coda
più fortunata?
Me lo diranno le foglie,
io intanto me ne sto
a volare impazzito
tra i rami dell'auspicio:
verrà l'estate
e se non verrà
cambierò albero,
camminando sudato,
con un'ala sola...
tra i rami dell'auspicio
invecchiati dall'autunno
e bagnati dalla pioggia...
Io, usignolo spennato
tra le fronde secche
e il suo palmo gelato:
zampette schiacciate
sui polpastrelli suoi,
qualche carezza,
qualche sguardo,
mi trovo senz'ala:
come faccio a volare?
Costretto a zoppicare...
Le mostra la ruota
dal colore acre
un pavone sconosciuto
in fondo alla valle:
lei non distoglie lo sguardo,
lei custodisce la mia ala...
E mi muoverò goffo
con le pupille da formica
e tra le insidie dei rami:
e qual sarà la fine
del mio arto levato?
Qual sarà la coda
più fortunata?
Me lo diranno le foglie,
io intanto me ne sto
a volare impazzito
tra i rami dell'auspicio:
verrà l'estate
e se non verrà
cambierò albero,
camminando sudato,
con un'ala sola...
Usignolo spennato
se ne stava appollaiato
su un ramo
ad aspettar l'auspicio
che mai arrivava...
Guardava stremato
la valle sonante:
nessuna voce,
nessun odore,
soltanto uno schioppo
all'altezza dell'ala...
Ventata di fuoco
tra le penne scottate,
sadico gioco
di esperienze bruciate...
Lo sfiorava
quel missile freddo,
si scansò per una piuma:
non voleva perire
tra quei rami bollenti...
Con sguardo assassino
si alzò cauto
su le due zampe:
spiccò il volo,
come poté;
ancora non è atterrato...
se ne stava appollaiato
su un ramo
ad aspettar l'auspicio
che mai arrivava...
Guardava stremato
la valle sonante:
nessuna voce,
nessun odore,
soltanto uno schioppo
all'altezza dell'ala...
Ventata di fuoco
tra le penne scottate,
sadico gioco
di esperienze bruciate...
Lo sfiorava
quel missile freddo,
si scansò per una piuma:
non voleva perire
tra quei rami bollenti...
Con sguardo assassino
si alzò cauto
su le due zampe:
spiccò il volo,
come poté;
ancora non è atterrato...
Betulla era il tuo nome
notte e giorno a stendere le fronde
t’adoperavi.
L’ usignolo sul flebile ramo
la reggia costruiva
per non turbare la quiete tua.
Nella calura estiva
al ritmo del vento danzante
l’ombra spargevi.
Maestosità palesavi
mentre il bimbo gaudente
al sorriso esortavi.
Che resta
delle intarsiate fronde
negli avviluppati rami?
Poco! L’uomo t’ha preso
una mattina di marzo
e con ardore storpio t’ ha reso.
Povera mia voce combattuto ha la guerra!
Dopo essersi annoiato
l'uomo t’ ha lasciato.
Ora la tua forza ammiro
pur nello strazio novella esistenza offri
a ciuffi di foglie dei mutilati ceppi.
notte e giorno a stendere le fronde
t’adoperavi.
L’ usignolo sul flebile ramo
la reggia costruiva
per non turbare la quiete tua.
Nella calura estiva
al ritmo del vento danzante
l’ombra spargevi.
Maestosità palesavi
mentre il bimbo gaudente
al sorriso esortavi.
Che resta
delle intarsiate fronde
negli avviluppati rami?
Poco! L’uomo t’ha preso
una mattina di marzo
e con ardore storpio t’ ha reso.
Povera mia voce combattuto ha la guerra!
Dopo essersi annoiato
l'uomo t’ ha lasciato.
Ora la tua forza ammiro
pur nello strazio novella esistenza offri
a ciuffi di foglie dei mutilati ceppi.
E' eccitante respirare
quest'aria
che solletica il viso.
Mi sdraio un pò
sull'erba verde del prato
osservo, ammirato,
i respiri del mondo.
Guardo quella piccola farfalla,
com'è agitata!
Cerca un fiore per potersi saziare,
ma ahimè non c'è posto,
già tantissime api
prepotentemente invadenti
ne han preso possesso.
Respiro il vento....Parla,
lo ascolto.
Mi distrae solo
il cinguettio di piccole rondini,
aspettano la mamma,
porterà loro qualche vermicello
per poterle sfamare.
Oh!Che aria lieta
m'entra dentro l'anima
piccole creature
siete voi i respiri del mondo
vorrei tanto imparare da voi,capire,
rinascere...
E la piccola rana gracidante
mi osserva curiosa
si tuffa nel fiume
scompare.....
quest'aria
che solletica il viso.
Mi sdraio un pò
sull'erba verde del prato
osservo, ammirato,
i respiri del mondo.
Guardo quella piccola farfalla,
com'è agitata!
Cerca un fiore per potersi saziare,
ma ahimè non c'è posto,
già tantissime api
prepotentemente invadenti
ne han preso possesso.
Respiro il vento....Parla,
lo ascolto.
Mi distrae solo
il cinguettio di piccole rondini,
aspettano la mamma,
porterà loro qualche vermicello
per poterle sfamare.
Oh!Che aria lieta
m'entra dentro l'anima
piccole creature
siete voi i respiri del mondo
vorrei tanto imparare da voi,capire,
rinascere...
E la piccola rana gracidante
mi osserva curiosa
si tuffa nel fiume
scompare.....





