Prode e mortale uomo,
anche tu, piangi,
quando il sole non può render
scintillanti gli occhi tuoi,
e divenir brillanti le tue lacrime,
pari a perle di rugiada.
Nel declino che va
e affida le chiavi alla luna,
è allora che le tue lacrime
si confondono con le stelle,
e segrete e silenti affogano,
tra le pieghe del cuscino.
La Dea della bellezza,
desta di notte e vegliante,
avrebbe voluto raccoglierle,
come perle, senza sprecarne alcuna,
berle fino all’ultima goccia,
placar così l’arsura dei tuoi pensieri
e viver con ardente brama
il tempo suo restante.



Commenti
Eppur si piange tra tanta indifferenza.
La mia lode poetica e la mia lieta settimana Cosetta.
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Se l'uomo è avanti con gli anni fa tenerezza come pure un giovane negli affari di cuore.
Molto piaciuta, un abbraccio, ciao... ^.^
P.S. mi sa che avrai rimosso la foto dal pc, quindi non è più visibile.