Cielo impagliato
Ammarato sulle montagne
Contorni di sfumature
Quasi una vista miope
Paion striature
Pennellate
Lo sguardo fisso
Innamorato di stelle
Commosso di dolcezza
Di frutta caramelle
Cielo impagliato
Che il suo girare intorno
Continui nella luce
Anche le notti
Da qualche parte
Che le sue fiamme
Rivoltino come calzini
Il sereno
Che Il gocciolar delle anime
si raccolga nell’asciugar
dei loro cuori
a sospiri appesi
Trovo timidezza nei tuoi occhi grandi come voragini
Trovo timidezza nel tuo corpo fragile
Imperfetta per la società, vorresti solo un po' di calore.
Immensa sognatrice dalle ali spezzate
Come Icaro vorresti toccare il sole
Per ricevere quel calore
Che ti è stato negato fin dal primo albore
Immense le stelle
Nella notte a puntini
Ricami spaziali
Disegni immaginari
Cadono di brividi
Gli sguardi veloci
Fino alla madre
Del globale sereno
La luna
Il suo davanzale
L’aspetto magistrale
Dove s’involano le speranze
Arrivano desideri
Puntano occhiali
Al cambiar di mesi
Dove s’impara a navigare
Dove i labirinti son deserti
Gli spazi sono aperti
I pensieri s’innalzano esperti
Lasciami guardare
Solo qui ti posso trovare
Adoro guidare la mia duetto rossa
lungo la panoramica, tutta a curve,
quasi sempre deserta ad eccezione
del weekend dove nelle ore diurne
la strada è battuta da ciclisti che
amano le sue dolci curve a cubito.
Qualche tornante più su e mi trovo
in un piazzale ancor per poco tacito
lastricato di sampietrini, a breve
animato da ristorantini affacciati
sul celeste pallido del mare; ma val
la pena di salir tra campi seminati
di gomito in gomito ignorando le
lancette dell’orologio, limitandomi
a contemplare le spiagge dall’alto.
Rimanendo sulla strada, godendomi
la frescura della mezza collina tra
pini marittimi che si stagliano, tigli
profumati e le ultime ginestre fiorite,
supero campi gialli di grano e sbadigli
giungendo a una terrazza naturale che
permette d’estender la vista al litorale.
Più in basso, non lontano, si intravede
un cottage: vengo qui con un giornale
dal ’75, ogni terzo sabato del mese.
La signora col vestito a fiori incrocia
il mio sguardo e si tocca il cappello.
Sorrido, e in quel gesto solo lascia
trasparire tutta l’educazione
che ci siamo persi in questi anni.
Mi piaceva l’aria tra i capelli, ora
sosto a guardare il vento tra i panni.
Non si portano più cappelli e il vento
fa incontrare occasionalmente sempre
meno persone, ma resta bella la strada.
Lei rientra, e i fiori diventano ombre.un passar di flusso
la pioggia copiosa
grave nel suo gravare
gli stimoli di un sapore
il viaggiare senza fronzoli
il rifrangere nel cuore
sospingere il passo
nell'impatto etereo
fra l'essere
il suo pensare d'essere
Sentire
un tremar di muscoli
il caldo denso
umido d'umidità
il pungere d'odore
il ricordare senza impallidire
il rivoltare nel cuore
tener ferme le mani
allontanare il timore
dell'oggi
non pensare a domani
Le tue altezze boreali,
le tue distese siderali,
tutto qui e tutto ancora che deve avvenire.
Sei l’azzurro che incanta ogni anima,
sei l’azzurro verso cui il verde protende,
quel punto lontano che vibra allo spirito
come dirompente scintilla di luce.
Dammi la tua vastità e ne farò la mia casa,
portami l’infinito come se fosse possibile,
dilagami ovunque, come una stanza senza pareti,
dilagami ovunque, ché gli occhi oramai sono già pieni.
Tempo smarrito con pensieri di onnipotenza
attimo abbandonato con sentimenti d’odio
Voglio circostanze per guardare con gli occhi del cielo
infinito sarà lo sguardo verso l’altra parte di me
Tempo sciupato ad aprire ferite
forse non ci sarà possibilità di rimedi
Voglio solo momenti per farmi cullare dal mare
e se la notte mi abbraccerà conterò le stelle
Vita non farti più usare per rabbia e dolore
tienimi in un sorriso di bimbo
fatti consumare al riparo di un fiore
Il tempo smarrito è per sempre.
e del tempo del mondo ne è piena.
Si veste a festa, con manto rosato
e il cuore ne rimane invischiato,
soltanto il canto dei passeri
chiude questa alba nuova,
e il giorno addormentato
si appresta ad arrivare, godendo
del connubio del cielo.
Caravelle sospese, i pensieri
si aprono sotto le vele,
e resti con il respiro tra le mani in attesa.
La vita continua sopra i voli,
e dischiude nuovi nati
con gli occhi avidi di sapere.
Non distogliere lo sguardo,
assorbi il colore, vestiti,
ora il sole prenderà il sopravvento,
nuovo nutrimento.
Sarà ispirazione...
Rosa è il cielo.
arrivata con il freddo inverno.
Uno spiffero di luce,
un vento tiepido,
ci avvolge.
Il volto svela la bellezza
del ricordo.
Una carezza, un abbraccio
per scaldare il sogno
leggero di questa notte.
Sentire i pensieri,
regalare un gesto di serenità.
Dimenticare il cammino…
Le stelle ci guidano.
La luna alta nell'immensità
di questa notte
da ammirare.
mi tiene desto
camuffa per me
le rive
i bordi
si volta al respiro altrui
incendia la strada
scaldando la pioggia
Al muro m'induce
allo sguardo attento
a quel che passa
a quel che cambia
Il mio cammino
aspetta il mio mezzo
rimasto lento
dal bastone bianco
quasi cieco
sa che la meta
rimarrà improbabile
di fumo imprevista
di passi instabile
Lui aspetta
paziente
sussurra direzioni
nei suo balzelli








