rinchiuse nei nostri presepi
stralci di luce
niente pretese
nei chiarori del giorno
dei tanti nel mese
nell'aria
innocenti offese
dileguate fra le voci
arrivate nella fatica
una storia antica
speranze da sempre accese
intrise di domande
defluite
sospese
Stralci di luce
dove entrare e uscire
in lampi di presenza
dove resiste la vita
la sua parvenza
il corpo s'assopisce
il silenzio lambisce
finchè piegano alla sera
dove la luce non serve
si può stare senza
L'amore è sbiadito
temo di non ricordare i suoi colori
L'amore è sepolto
da ridicoli oggetti senza emozioni
Lo spazio dell'amore è riempito
da aria che mi fa respirare a cuore fermo
Eppure ricordo l'amore
che beffava il tempo ora contratto ora dilatato
Ricordo l'amore
che spiazzava il pensiero e rompeva gli argini del razionale
Nella quiete dell'anima rimpiango
i suoi tumulti e le lacrime doverosamente versate
L'amore ha barattato
i suoi dolci tormenti con questa asettica serenità
Aveva ragione mia nonna: "Si è veramente felici sono quando si ama"
incapaci di premere il freno
a raccontarci i nostri silenzi
senza mai guardaci.
Alle volte interrogo il soffitto,
ti manco? Ti manco mai?
Tu non rispondi mai
perché, io, non ho il coraggio
di farle quelle domande,
di ricucire quei vasti varchi fra noi.
Vorrei aggiustare l'atrio del cuore
che ho lasciato distruggere
dalle tue parole vuote e superficiali.
Ti penso sempre,
e se non sei un pensiero constante,
resti una scintilla inesplosa nella sera.
Uno accanto all'altro,
giurandoci fedeli promesse
che verranno spazzate via
dalle nostre - le mie - bianche sporche bugie.
Alle volte mi ritrovo sdraiata
fra le pieghe delle mattonelle
e penso a tutte le cose che vorrei
dire, sussurrare di notte,
strillare a pieni polmoni
a te, che non mi ascolti mai.
E penso che mi manchi talmente tanto
che ti odio solo i fine settimana.
Ti voglio bene,
lo sussurro sempre in punta di piedi
nell'incavo del tuo collo.
Ti voglio bene,
lo sussurro così ti sforzi per sentirmi,
così ti ricordi che ci sono anch'io
fra le sfumature di blu
in cui affondo senza riuscire a salvarmi.
Vorrei mormorare che mi manchi,
ma è sabato, così rinuncio alle carezze
per vecchi, dimenticati ed uggiosi rancori.
Tu mi vuoi bene?
concentrati in spire di fumo,
portali all'esterno del mio essere povero.
Asciuga e rendi arida la fontana delle mie lacrime,
così io possa gridare il tuo amore.
Succoso miele.
Possente nell'aria si espande
e contamina ogni cosa.
Parla con i tuoi occhi seri e quasi stanchi,
mi dicono...
Li ascolto beata e incredula,
che parlino proprio a me,
a questa donna,
unione d'universi estremi da amare,
solitudine da riempire.
Varrà solo il restituir di un sorriso
o l'abbraccio di un amplesso?
Sono linfa che scorre nel tuo cuore.
mi divora, profana e dissolve.
Ma come mostro
ciò che, un mostro, si cela nei punti
di cui non si ha facoltà?
Lo ascolto e lo sento, che pronuncia
socchiuso e tenace una stella
di abbracci e di canti,
di lune e di urla,
di un soave soffio di suono
spinto.
Non esce dal cesto
portato da un bimbo.
Soffocato dallo spazio troppo vasto
che lo schiaccia pur senza scalfirlo.
Quella stella che soffia
il cui vento interrompe l'ardita via.
Un suo simile arriva,
distorce la via
e ne disperde la scia.
Non posso mostrarti
ciò che hai disperso
con il tuo oro
ed il tuo alloro.
La mia stella di foglie, dispersa.
La primavera con il suo tepore
lieta di fiori e frutti colora
il verde mantello e il mio cuore
che il triste inverno addolora
L'iride mio stanco di grigio vola
tra rose tulipani e tutta sola
penso che il miracolo s'avvera
fiore che sboccia l'anima leggera
Natura il nostro tempo conforta
in questa vita a volte contorta
e come quando ti senti smarrito
ecco che vedi il prato fiorito
il mio giardino come l’esistenza
ora spoglia ora piena d’essenza
il filtrare gli occhi
cernire
facendo piccoli ritocchi
distribuire l'anima
i suoi splendori
i suoi dissapori
soppesare le voci
ad una ad una
rompere il loro guscio
come fossero noci
lasciare trapelare saggezza
far abbattere le porte
i cancelli
tutta la fortezza
che tiene in disparte
il vero il sano
che tiene legati
il normale lo strano
distendere un velo di nuovo
accogliere a braccia aperte
l'aria fresca
far riempire ogni strato
gioire
per il suo trasportare delicato
ora si puo' osservare la pace
stando alla finestra.
mi appari tu...
Immensa,
con il tuo sorriso
di sempre.
Il mio cuore
resta
nel buio più totale.
Quel gesto,
quel vuoto attorno,
come se stessi li
pronta ad afferrarmi.
Non sento la tua voce
potrebbe illuminare
il buio.
La speranza
e la certezza
che ci sei.
Un istante,
le tue mani,
il tuo sorriso,
è tutto splende.
è difficile cancellare
La dolcezza
L'amore dei versi
Emozioni preziose
Rinascono le parole,
Ritrovo l'emozione
Assaporo ancora il tuo corpo,
C’è solo un modo per volare senza ali
droga del cuore e i pensieri deviano
Puoi togliermi la pelle e farne calda coperta per noi
puoi farmi liquida e versarmi nel tuo calice
C’è solo un modo per diventare fantasia
droga del pensiero e il cuore esplode
Puoi essere presente nella tua assenza
puoi asciugarmi il sudore dell’anima
Dipendenza ancestrale
Tormento primordiale
Ossitocina
Ti amo
dimmi cosa senti
quando avvicini la tua bocca alla mia.
Tiamo profondamente
mi appoggio sul tuo cuore,
mi abbracci
mi baci con dolcezza.
Dimmi che sono la tua vita,
il tuo cuore batte insieme al mio.
Quanta gioia e quanta felicità,
si sente in questa nostra vita
in questo palpito di cuore
il sole ci scalda,
ci dona un nuovo tepore.
Anima mia mi hai ridato
quella gioia
quell' emozione
che mi rende radiosa e preziosa
come una rosa sbocciata
per questa passione ritrovata.
Vorrei controllare le emozioni
che esplodono
vorrei che i sogni si avverassero.
Quel fiore che nasce,
cresce,
sboccia
incondizionatamente alla vita.
Pensieri e emozioni
misti a dolore
e rabbia,
ma vince la dolcezza
del cuore che palpita
e del sole che sorge
della vita che ricomincia.

- lacrima di pioggia, breve.
Il nome latita
tra impronte piante.
In piega un viottolo
di righe incerte sul declivio.
Curve di strascico, pallore
fuori confine.
Grido è il mio nome a voce che rantola:
in cerchio il sangue spinge pugnali.
Vino mare e poesia
luccicanti parole al sapore d’ebbrezza
miele vagante che accoglie miscele di grandezza
occhi adornati di meraviglia
sentenze di fuoco
cristalli di terre antichissime
sangue immortale di mille spade
labbra e voci che cantano epiche battaglie
alberi eterni che accolgono l’azzurra quiete
angelici capelli al vento che sono echi di speranza
per chi ha fatto da sfondo a tutto questo.







